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Polo Santa Marta - Area VaDiS | Valorizzazione e Divulgazione dei Saperi - ©Università di Verona

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Polo Santa Marta - Area VaDiS | Valorizzazione e Divulgazione dei Saperi - ©Università di Verona

L'Università di Verona inaugura il Museo del Contemporaneo

Con oltre cento opere provenienti dalla donazione della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol, il Museo del Contemporaneo dell'Università di Verona consolida il proprio progetto culturale con il lancio della nuova piattaforma digitale e ospitando una sessione della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura. Un'iniziativa che conferma il ruolo crescente dei musei universitari nella produzione culturale e nella valorizzazione dell'arte contemporanea.

Ginevra Borromeo

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Negli ultimi anni le università hanno progressivamente ampliato il proprio ruolo nella produzione culturale, trasformando collezioni, archivi e patrimoni artistici in strumenti di ricerca e di relazione con il territorio. In questo quadro si inserisce il Museo del Contemporaneo dell'Università di Verona, che rafforza la propria identità attraverso il lancio di una nuova piattaforma digitale e un programma di attività destinato a consolidarne il profilo nazionale e internazionale.

Il museo nasce dalla volontà di fare dell'arte contemporanea una componente stabile della vita universitaria, non soltanto come patrimonio da conservare, ma come dispositivo capace di mettere in dialogo discipline, ricerca e società. Un progetto che prende forma dalla significativa donazione della collezione AGIVERONA di Giorgio e Anna Fasol, oggi composta da oltre cento opere realizzate prevalentemente dopo il 2000, tra dipinti, fotografie, installazioni, video e sculture di artisti provenienti da quasi trenta Paesi. La raccolta restituisce uno spaccato della ricerca artistica internazionale degli ultimi decenni, alternando figure ormai consolidate e protagonisti delle generazioni più recenti. Tra le opere presenti figurano lavori di David Adamo, Shilpa Gupta, Eva Marisaldi, Nari Ward, Jessica Stockholder, Gianni Caravaggio, Sara Enrico, Adrian Paci, Nico Vascellari e Serena Vestrucci, delineando una collezione attenta ai linguaggi più sperimentali della contemporaneità.

A differenza del modello museale tradizionale, il Museo del Contemporaneo si sviluppa come un sistema diffuso. Il Polo Santa Marta, ricavato dal recupero dell'ex Provianda militare austriaca progettato dallo Studio Carmassi, costituisce il centro delle attività espositive e scientifiche, ma le opere sono distribuite anche nelle diverse sedi dell'Ateneo, entrando a far parte degli spazi quotidianamente attraversati da studenti, docenti e cittadini. Biblioteche, corridoi, aule e luoghi di studio diventano così ambienti nei quali l'incontro con l'arte avviene in modo naturale, integrandosi nella vita dell'università.

L'obiettivo non è soltanto valorizzare una collezione, ma costruire un luogo di ricerca interdisciplinare. Il museo promuove infatti conferenze, workshop, tavole rotonde e percorsi formativi nei quali arti visive, filosofia, letteratura, antropologia, psicologia e poesia vengono chiamate a confrontarsi, rafforzando il ruolo dell'università come laboratorio culturale aperto alla città. In questa prospettiva si inserisce anche il nuovo sito web, pensato non come semplice vetrina istituzionale, ma come piattaforma attraverso cui rendere accessibili la collezione, i progetti scientifici e le attività del museo. L'iniziativa rappresenta uno dei principali risultati del progetto Farsi Museo, vincitore del PAC – Piano per l'Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea, che ha sostenuto anche laboratori sperimentali affidati ad Adelita Husni Bey, Elena Mazzi e Filippo Tommasoli, oltre all'organizzazione di un convegno internazionale.

Il consolidamento del progetto passa anche attraverso il rafforzamento delle relazioni istituzionali. Il 22 luglio il Polo Santa Marta ospiterà infatti una sessione della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L'iniziativa riunirà a Verona i rappresentanti di oltre ottanta Istituti Italiani di Cultura, offrendo un'occasione di confronto sul rapporto tra università, rigenerazione urbana, patrimonio e diplomazia culturale.

Ginevra Borromeo, 17 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

Ginevra Borromeo

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