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Una veduta del Giardino di Venere del Castello di Windsor

© Royal Collection Enterprises Limited [2026] | Royal Collection Trust. Foto: Oliver Dixon

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Una veduta del Giardino di Venere del Castello di Windsor

© Royal Collection Enterprises Limited [2026] | Royal Collection Trust. Foto: Oliver Dixon

Il giardino del re: Carlo III porta la Rosa di Venere nel Castello di Windsor

Il monarca britannico non ha mai nascosto la sua fascinazione per la natura e il paesaggio, che l’ha portato a promuovere la sostenibilità ambientale e a prendere in carico in prima persona la riqualificazione dell’amato spazio verde

Elena Franzoia

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La Rosa (o Pentagramma) di Venere è il magnifico disegno, composto da 5 petali e basato sulla sequenza di Fibonacci, con cui il più bello e luminoso pianeta della nostra galassia disegna nell’arco di otto anni la propria orbita geocentrica apparente. E sono proprio le forme di questo grande fiore cosmico ad avere ispirato re Carlo III nella riqualificazione del giardino che fronteggia la facciata orientale dell’antico e amatissimo Castello di Windsor, radice identitaria dell’attuale famiglia regnante. Definito «il primo sovrano ambientalista» per la sua lotta al cambiamento climatico e il sostegno alla transizione ecologica, Carlo III, che ha promosso la trasformazione biologica delle sue fattorie, ha infatti personalmente disegnato il Giardino di Venere, aperto al pubblico dopo 18 mesi di lavori. La grande Rosa cosmica gli ha ispirato la disposizione delle nuove aiuole di piante perenni e dei sentieri delimitati da siepi sempreverdi di tasso, ossatura di un giardino che, come sostiene il responsabile delle aree verdi del Castello Adam Scott, «rispecchia l’impegno per la sostenibilità di Sua Maestà e la volontà di creare uno spazio capace di offrire bellezza, interesse e biodiversità in ogni stagione, anche alle generazioni a venire». Un mix di rose e piante perenni offre infatti colore e varietà per tutta l’estate fino all’autunno, mentre circa 11mila bulbi primaverili assicurano fioriture vivaci all’inizio dell’anno. Prati di fiori di campo, punteggiati da alberi e attraversati da sentieri, introducono aree più morbide e naturalistiche all’interno del disegno formale, creando un rifugio ricco di biodiversità per la fauna selvatica e gli insetti. Sta intanto prendendo forma anche un nuovo e suggestivo paesaggio arboreo, composto da filari di peri ornamentali affiancati da cornioli, meli da fiore, aceri, Parrotia e carpini. Le siepi di tasso incorniciano anche le antiche sculture provenienti dalla Royal Collection, posizionate lungo il perimetro curvo del giardino, tra cui quattro statue in bronzo di Hubert Le Sueur realizzate per Carlo I negli anni ’30 del Seicento e trasferite nel giardino per volere di Giorgio IV. Completano la collezione grandi vasi in marmo, bronzo e pietra, urne in piombo e altre sculture e ornamenti storici.

La nascita del giardino si deve a un altro re Carlo. Verso il 1670 infatti Carlo II ampliò verso est i precedenti giardini terrazzati allo scopo di creare tre campi in cui praticare la sua grande passione: il gioco delle bocce. Fu però Giorgio I a incaricare nel 1823 il barone di Farnborough Charles Long di elaborare un primo progetto di giardino formale recintato nella Terrazza Est. A firmare il progetto definitivo fu l’architetto Jeffry Wyatville, mentre la piantumazione si deve quasi certamente al direttore dei Giardini Reali W.T. Aiton. Una volta completato, il giardino fu arricchito da piante esotiche e sculture, oltre che da un’orangerie con 34 piante di arancio donate dal re di Francia Carlo X. Molte furono ovviamente le mutazioni successive. Dai diari della Regina Vittoria sappiamo ad esempio che il suo amato marito, il Principe Alberto, seguì personalmente la disposizione delle piante, mentre durante la Seconda guerra mondiale le 14 aiuole vennero trasformate in orti per gli abitanti del Castello, tra cui le giovani principesse Elisabetta e Margaret. Nei decenni successivi a occuparsi del giardino fu il principe Filippo di Edimburgo, che fece realizzare una fontana centrale e semplificò la struttura creando grandi aiuole di rose in stile formale.

Elena Franzoia, 06 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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