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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliLa cornice aristocratica e settecentesca de L'Hôtel de Maisons, nel cuore del Faubourg Saint-Germain a Parigi, si appresta ad accogliere dal 20 al 25 ottobre 2026 la quarta edizione di Design Miami Paris. In contemporanea con l'apertura di Art Basel Paris, la rassegna internazionale dedicata al collectible design torna a occupare gli interni eleganti e i giardini dell'antica dimora parigina. Sotto la guida di Jen Roberts, l'evento riunisce oltre venti gallerie internazionali in un percorso che intreccia rarità del modernismo storico, sperimentazioni d'avanguardia sul tessuto e sui gioielli d'artista, fino alle monumentali installazioni scultoree inserite nel programma Design at Large.
La storica vocazione francese e le arti decorative del Novecento trovano un punto di riferimento nell'allestimento di Laffanour | Galerie Downtown, che presenta arredi iconici creati da Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Isamu Noguchi e Charlotte Perriand, tra cui spicca una rara poltrona «Grand Confort» disegnata nel 1928 dal trio Corbusier-Jeanneret-Perriand. Sulla stessa linea di rigore storico, Galerie Maxime Flatry si concentra sul modernismo degli anni Trenta esponendo il tavolino in noce a quattro elementi sovrapposti «Éventail» (1924) di Pierre Chareau, affiancato da interventi di Robert Mallet-Stevens, Eileen Gray e Pierre Legrain. Galerie Mitterrand propone invece un omaggio alla produzione scultorea di Claude e François-Xavier Lalanne, portando a Parigi la celebre scultura «Pomme de Londres» (2007) e un'eccezionale coppia di «Singes Attentifs». La ricerca contemporanea sulle arti decorative emerge nello stand di Galerie SCENE OUVERTE, dove il debuttante Studio Lugo presenta la scrivania «Scribe Desk» (2026) e il totem-libreria «Totem» realizzati in maillechort, accostati alle ricerche sul vetro di Murano firmate da Adélie Ducasse e al grande specchio in alluminio di Vincent Dubourg.
Un secondo asse di rilievo è rappresentato dal design scandinavo, che spazia dal primo Novecento alle sperimentazioni materiche tessili. Al suo esordio a Parigi, la galleria svedese Modernity mostra rarità del secolo scorso come il cabinet unico in radica di frassino, betulla e ottone progettato nel 1939 da Otto Schulz, una poltrona ad ala di Frits Henningsen e il mobile «Flora» disegnato da Josef Frank negli anni Trenta. Hostler Burrows presenta in anteprima il tappeto monumentale «September» (2026), commissionato alla designer Louise Hederström: un'opera tuftata a mano e prodotta a Kinna in collaborazione con Kasthall, che riutilizza tessuti storici dell'archivio di Gunilla Lagerhem Ullberg per ricreare le variazioni cromatiche di un bosco di latifoglie. La dimensione scultorea del tessuto è esplorata anche da Galerie Maria Wettergren con «Jade», opera recente dell'artista norvegese Gjertrud Hals legata al ciclo esposto alla Biennale di Venezia, mentre Galerie Eric Philippe espone una rara lampada da terra del 1950 creata dal finlandese Paavo Tynell.
Irene Cattaneo, Effi Briest Swing Set, 2026. Galerie Gastou at Design Miami Paris 2026. (Image courtesy of Galerie Gastou and Enrico Fiorese)
La fiera dedica poi uno spazio specifico al gioiello d'artista e alle sculture da indossare, intese come punto d'incontro tra corpo e ricerca plastica. Galerie MiniMasterpiece porta per la prima volta in Francia una serie di collane in legno di guayubirá e cancharana realizzate dall'artista argentino Luis Quesada tra gli anni Sessanta e Settanta, affiancate dal primo gioiello creato da Franz Erhard Walther e da pezzi firmati da Katinka Bock e Pierre Charpin. Debutta a Design Miami Paris anche Elisabetta Cipriani Gallery di Londra con la rassegna «Shared Grounds: Intimate Monuments»: lo stand propone la serie «Cosmic Jewelry» di Sheila Hicks, che trasferisce la matericità delle sue opere tessili in manufatti indossabili in fibra, minuterie e metalli preziosi, insieme a «Liens d’Amour» (2023), ultima collana creata da Sophia Vari intrecciando ebano, corallo e oro. Per il design italiano, la galleria NILUFAR propone un dialogo tra pezzi vintage e contemporanei attraverso la lampada «Spring Fountain 2» realizzata nel 2025 da Von Pelt Atelier in metallo argentato e vetro di Murano, mentre Galleria Rossella Colombari ricrea un interno domestico italiano del dopoguerra con arredi di Angelo Lelii e Ico Parisi.
Il programma Design at Large, allestito negli spazi aperti e nei giardini de L'Hôtel de Maisons, raccoglie sculture e strutture architettoniche di grande formato. Galerie Patrick Seguin installa nel cortile la celebre «Maison Démontable 6x6» progettata da Jean Prouvé nel 1944, struttura prefabbricata in acciaio e legno nata per rispondere all'emergenza abitativa del dopoguerra. Negli spazi verdi del giardino, Maison Parisienne presenta una panca scultorea in legno a linea continua realizzata dall'ebanista Pierre Renart, affiancata dall'opera in compensato di betulla «Korallion» (2026) di Cyryl Zakrzewski (portata da Craftica Gallery). Galerie Gastou propone l'installazione «The Central Axis: Effi Briest», composta dalle altalene monumentali in bronzo concepite da Irene Cattaneo come riflessione sospesa tra infanzia e vincoli sociali. Galerie Negropontes installa infine «Halga», una scultura in ferro ossidato alta tre metri realizzata da Gianluca Pacchioni, le cui ramificazioni traforate proseguono la ricerca dell'artista milanese sulla luce e sul movimento. Chiude la rassegna la seconda edizione dell'iniziativa Designers of Tomorrow, promossa in collaborazione con Apple e diretta da Rodman Primack, che presenterà i progetti di quattro designer emergenti selezionati da una giuria internazionale sul tema dell'attenzione ai materiali e della presenza nello spazio.
Jean Prouvé, Maison D émontable 6x6, 1944. Galerie Patrick Seguin at Design Miami Paris 2026. (Image courtesy of Galerie Patrick Seguin)
Camilla Sordi
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