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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliMentre l'umore del mercato mondiale si condensava già attorno a Parigi, Londra ha lavorato sotto traccia, dietro lo scetticismo di una piazza in disarmo, che in disarmo non è affatto. Se lungo il Tamigi non scorrono più i vantaggi fiscali di un tempo, e con essi i grandi flussi collezionistici, l'ecosistema culturale inglese è vivo e vegeto. Il senso di smobilitazione, forse, solo un espediente narrativo. Il Regno Unito, del resto, si è confermato nel 2025 come secondo mercato mondiale (10,5 miliardi di dollari, in crescita del 2% rispetto all'anno precedente, 18% del totale) e non dovrebbe sorprendere che nel primo appuntamento d'asta della settimana, Christie’s abbia ben performato. Anche se forse, dopotutto, il martello nelle sale di sale di King Street ha risuonato più forte del previsto. Le aste di arte moderna e contemporanea di ieri sera, 14 ottobre, hanno totalizzato infatti 218,6 milioni di sterline (pari a oltre 289 milioni di dollari), un incremento del 103% rispetto alla medesima sessione dello scorso anno. Ottimo il 91% di venduto. Il totale nel comparto del XX e XXI secolo, per la maison, nel 2026, a Londra, sfiora ora i 494 milioni di sterline.
A guidare la serata è stato il capolavoro giovanile di Wassily Kandinsky, «Das bunte Leben» (1907), aggiudicato per 31,5 milioni di sterline dopo quasi sei minuti di serrati rilanci in sala. Proposto in asta a seguito dello storico accordo di restituzione siglato nel giugno 2023 con gli eredi di Hedwig Lewenstein-Weyermann, il dipinto incarna uno dei vertici della ricerca dell'artista russo lungo la strada dell'astrattismo, qui presente solo in nuce. Sulla stessa scia di eccellenza si è attestata un'altra icona delle avanguardie storiche, «Composition III» (1920) di Piet Mondrian, battuta a 25,2 milioni di sterline, affiancata da una seconda gemma del maestro del neoplasticismo, «Composition A, with Double Line and Yellow» (1935), aggiudicata a 9,7 milioni di sterline. Tra le opere di primo piano dell'incanto figura anche «Peinture (Les amants - Adam et Eve)» (1925) di Joan Miró, passata di mano per 8,5 milioni di sterline.
A dare un impulso decisivo all'esito complessivo della sessione è stata la vendita monografica della Peter Simon Collection, che con un incasso di 107,5 milioni di sterline (98% di venduto per lotto e 99% per valore, con il 43% dei lotti aggiudicati sopra la stima massima) si è consolidata come la collezione privata di un unico proprietario di maggior valore mai venduta da Christie’s a Londra. Top lot della raccolta è stata «Figure in Movement» (1978) di Francis Bacon, contesa fino all'aggiudicazione finale per 17,1 milioni di sterline a un collezionista presente in sala. Serrati i rilanci anche per «Painterly Architectonic» (1918) di Liubov Popova: dopo quasi otto minuti di rilanci che hanno polverizzato la stima minima di 1,8 milioni di sterline, l'opera della costruttivista russa è stata battuta a 7,6 milioni di sterline, stabilendo il nuovo record d'asta mondiale per l'artista.
Nel complesso, la serata ha visto registrare sette nuovi primati d'asta mondiali, a testimonianza di una risposta del collezionismo attenta sia alle rarità storiche sia alla produzione contemporanea. Oltre alla citata Liubov Popova, nuovo vertice di mercato per Portia Zvavahera con «This is where I travelled [3]» (307,2 mila sterline), David Bomberg con «San Miguel, Toledo, Afternoon» (3,2 milioni di sterline), Bridget Riley con la grande tela Op-Art «Streak 2» (5,2 milioni di sterline), Igshaan Adams con «The certainty of being a rose (ii)» (96 mila sterline, venduta a beneficio dell'iniziativa benefica Artists for Climate Action) e Gerhard Richter, che ha stabilito il primato per un suo arazzo con «Abdu» (1,1 milioni di sterline). Tra le curiosità di mercato spicca infine Barbara Hepworth, che ha segnato il primato d'asta per una sua opera pittorica con «The Hands and the Arm» (1948), battuta a 537,6 mila sterline.
In attesa di conoscere l'andamento delle prossime aste della settimana, così come i risultati delle fiere, la vendita di Christie’s è valsa come una prova di forza per tutto il sistema inglese. Se qualcuno pensava fosse questo l'anno in cui avrebbe definitivamente ceduto il passo a Parigi, si sbagliava. Anche se il mercato non è più tornato ai livelli del 2019, il sistema londinese rimane solido e collaudato da decenni ai vertici europei e mondiali.
Wassily Kandinsky, Das bunte Leben, 1907. Venduto a 31,5 milioni di sterline
Francis Bacon (1909-1992), Study for a Figure. Venduto per 17,1 milioni di sterline
Camilla Sordi
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