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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliIl processo creativo raramente segue una linea retta. Piuttosto procede per deviazioni, intuizioni improvvise, errori fecondi e un dialogo costante con la materia. Muove da questo presupposto «Da cosa nasce cosa», l'esposizione conclusiva del programma degli Atelier 2025–2026 promosso dalla Fondazione Bevilacqua La Masa in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia. Curata da Camilla Mozzato, la mostra si articola dal 9 ottobre al 22 novembre negli spazi della Galleria di Piazza San Marco e di Palazzetto Tito, per poi trasferirsi dal 3 dicembre al 9 maggio 2027 alla Casermetta 9 di Forte Marghera, proponendo una mappatura diffusa della nuova scena artistica sul territorio veneziano.
Da oltre un secolo gli Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa costituiscono uno dei più longevi programmi pubblici italiani dedicati alla giovane arte. Un luogo in cui la ricerca si sviluppa nel tempo, attraverso il confronto, la sperimentazione e la possibilità di mettere continuamente in discussione il proprio lavoro. C'è chi ha portato avanti con coerenza una ricerca già avviata, chi ha cambiato radicalmente linguaggio, chi ha scelto di misurarsi con nuovi media e possibilità narrative. In tutti i casi, il percorso è stato fatto di tentativi, deviazioni, errori, intuizioni e ripartenze.
Il titolo riprende infatti la celebre lezione di Bruno Munari sul progetto come organismo aperto, trasformando la riflessione metodologica nel filo conduttore dell'intero percorso espositivo. Per quasi dodici mesi, gli studi di Palazzo Carminati, del Complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca e dell'Emeroteca dell'Arte di Mestre non sono stati semplici spazi di produzione, ma veri e propri laboratori di confronto. La mostra restituisce questa dimensione processuale ponendo l'accento sul cammino di ricerca piuttosto che sulla compiutezza formale del singolo oggetto: in galleria emergono così le tracce di intuizioni poi abbandonate, le deviazioni di percorso, i tentativi di riscrittura e le ripartenze che hanno caratterizzato il lavoro quotidiano negli atelier.
L'allestimento non punta a individuare una tendenza generazionale univoca o un tema dominante, ma costruisce un dialogo aperto tra pratiche eterogenee. La pittura e la scultura si affiancano alla fotografia, alle installazioni ambientali, al video, alla performance e al documentario d'artista, componendo un mosaico di sensibilità in cui la ricerca d'archivio e l'indagine sui materiali convivono con le narrazioni del presente. Dalle riflessioni sullo spazio urbano alla memoria dei luoghi, fino alla ridefinizione dei linguaggi visivi, l'esposizione offre uno spaccato dinamico dell'arte under 30 nel momento esatto del suo farsi.
Dalla fine dell'Ottocento, la Fondazione Bevilacqua La Masa mantiene viva una vocazione pionieristica che ha visto l'esperienza storica di Ca' Pesaro affermarsi come punto di riferimento per le avanguardie nascenti. La sinergia con la Fondazione Musei Civici di Venezia consolida oggi questo modello di sostenibilità culturale, offrendo a ventotto autori - selezionati da una giuria guidata da Nebojsa Despotovic insieme a Marco Ferraris, Roberto Zamberlan, Elisabetta Barisoni e Cristiano Sant - l'opportunità di misurarsi con la dimensione dell'opera e dello spazio pubblico, trasformando l'errore e la sperimentazione nel motore della propria ricerca.
Ritratto degli Artisti Atelier 2025-26. Foto Nico Covre
Gli artisti in mostra
Irene Mathilda Alaimo, Daniele Antoniazzi, Nina Baietta, Anna Benetti, Martina Biolo, bottega hospites, Nuvola Camera, C. A. Castro Lobato, Paola Cenati, Cecilia Cocco, Ilaria Costaglia, Giorgio Maria Crescentini, Barbara Koller D'Alessandro, Enzo e Barbara, Simone Fochesato, Giulia Gaffo, Ketty Gobbo, Federica Gottardello, Hetty Laycock, Besnik Lushtaku, Rovers Malaj, Carlotta Mazzariol, Sara Pacucci, Isabella Ponte, Lorenzo Seano, Irene Stellin, Tommaso Viccaro, Zeroscena.
«Da cosa nasce cosa», Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Foto Nico Covre
«Da cosa nasce cosa», Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Foto Nico Covre
«Da cosa nasce cosa», Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Foto Nico Covre
«Da cosa nasce cosa», Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia. Foto Nico Covre
Camilla Sordi
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