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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliNel 1946, all'indomani del secondo conflitto mondiale, il mondo dell'arte cercava nuove forme per raccontare la rinascita. Nel suo studio a Carbis Bay, immerso nella luce abbacinante della Cornovaglia, Barbara Hepworth intagliava un unico blocco di pietra chiara di Hopton Wood destinato a diventare uno dei punti di svolta della scultura britannica del Novecento: «Sculpture with Colour (Eos)». Risplende in quest'opera, infatti, la volontà di superare la forma scultorea classica per far fluire l'aria, lo spazio e, soprattutto, il colore all'interno della materia lapidea. Proposta in asta il 21 ottobre a Londra da Christie’s con una stima di 5-8 milioni di sterline, l'opera torna così sul mercato rivelando la sua statura di assoluto capolavoro storico-critico.
La forma ovoidale, bilanciata con eleganza quasi miracolosa sul suo punto più stretto, non è il frutto di un modello in creta poi tradotto in pietra, ma l'esito della fedeltà viscerale al direct carving, la scultura diretta fondata sull'ascolto della materia. Sulla superficie liscia, Hepworth ricava tre cavità asimmetriche e le dipinge con campiture di pittura liquida che spaziano dal blu profondo al grigio tenue fino al bianco. Una scelta rivoluzionaria - sono soltanto tre le sculture in pietra del 1946 in cui l'artista inserisce il colore - che trasforma l'incavo in una trappola di luce. Le tonalità applicate evocano la linea dell'orizzonte oceanico e le prime luci dell'alba, richiamando espressamente il sottotitolo dell'opera, Eos, la dea greca dell'aurora eletta a simbolo di risveglio e rinnovamento cosciente.
Scolpita a pochi anni dal trasferimento a St Ives insieme al compagno Ben Nicholson, l'opera condensa l'impatto visivo delle scogliere e delle pietre monolitiche della costa inglese, trasformando il paesaggio in una condizione interiore. La sua importanza fu immediata: immortalata da Lee Miller per un celebre servizio fotografico apparso su Vogue poco dopo il suo completamento, la scultura ha segnato ottant'anni di storiografia critica, dalla prima personale del dopoguerra alla Lefevre Gallery nel 1946 fino alle retrospettive storiche alla Whitechapel Gallery nel 1954 e alla Tate nel 1968, fino alla recente mostra Hepworth in Colour curata dalla Courtauld Gallery. Già parte della collezione dei filantropi David e Geraldine Pincus, l'opera è ora esposta nelle sale londinesi della maison nell'ambito della preview ufficiale dell'asta, offrendo al collezionismo internazionale l'occasione rara di misurarsi con uno dei momenti più felici della ricerca plastica europea.
Dame Barbara Hepworth, Sculpture with Colour (Eos), 1946. Stima 5-8 milioni di sterline
Camilla Sordi
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