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«San Girolamo nel suo studio» (particolare) tratto dalla copertina del libro «Il San Girolamo di Lorenzo Lotto. Storia di una riattribuzione ai Musei di Bassano del Grappa» di Chiara Casarin ed Enrico Maria Dal Pozzolo

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«San Girolamo nel suo studio» (particolare) tratto dalla copertina del libro «Il San Girolamo di Lorenzo Lotto. Storia di una riattribuzione ai Musei di Bassano del Grappa» di Chiara Casarin ed Enrico Maria Dal Pozzolo

Il San Girolamo di Bassano del Grappa: Lotto o crosta?

Un libro dai toni pacati ma espliciti sulla restituzione di una attribuzione

Stefano Miliani

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Un dipinto può passare dalla gloria alle stalle senza un confronto scientifico tra i più esperti? La notorietà mediatica di chi si pronuncia su un’attribuzione può deciderne le sorti in un battibaleno? Se vi sembrano domande retoriche, le pone un libro dai toni pacati ma espliciti firmato dalla direttrice dei musei civici di Bassano del Grappa, Chiara Casarin, e Enrico Maria Dal Pozzolo.

La prima parla di falsi e falsari e il secondo assegna un piccolo quadro al pittore Lorenzo Lotto, tirando in ballo Vittorio Sgarbi. Dal Pozzolo, docente a Verona, co-curatore nelle due mostre sul Lotto allestite al Prado di Madrid e alla National Gallery di Londra, curatore dell’esposizione sul pittore in corso a Macerata, ricorda che nel 1978 il Comune di Bassano acquistò per 20 milioni di lire una tavola raffigurante «San Girolamo nello studio» su consiglio di Lionello Puppi. Dopo l’avallo della Soprintendenza di Venezia, il piccolo dipinto guadagna gli onori in pinacoteca.

Nel 1990 Sgarbi stronca il quadro definendolo «una crosta indegna. Un falso. Una cosa invereconda». L’allora direttore del museo, Ferdinando Rigon, affranto, commentava che «l’innegabile competenza di Sgarbi in materia abbinata alla straordinaria notorietà dello studioso» ha segnato il destino del dipinto. Che dapprima finisce in secondo piano, poi nei depositi.

La nuova direttrice della pinacoteca, Chiara Casarin, sottopone il San Girolamo ad analisi diagnostiche. Dal Pozzolo esclude sia una copia, una crosta, un falso, lo restituisce al tormentato Lotto degli ultimi anni per «l’esecuzione raffinatissima di tanti dettagli, l’atmosfera generale, un uso della luce che rende la scena vivida e palpitante» e invoca un dibattito vero. Sgarbi, in vista del vernissage maceratese, ventila alla stampa la presenza di un falso, mentre, a un convegno a Pesaro a fine ottobre, accenna a un’opera spuria. Non pare comunque arretrare. Sì, un confronto tra esperti è opportuno. Magari senza telecamere.

Il San Girolamo di Lorenzo Lotto. Storia di una riattribuzione ai Musei di Bassano del Grappa, di Chiara Casarin ed Enrico Maria Dal Pozzolo, 64 pp., ill. col. e b/n, ZeL Edizioni, Tv, 2018, € 20,00
 

«San Girolamo nel suo studio» (particolare) tratto dalla copertina del libro «Il San Girolamo di Lorenzo Lotto. Storia di una riattribuzione ai Musei di Bassano del Grappa» di Chiara Casarin ed Enrico Maria Dal Pozzolo

Stefano Miliani, 22 dicembre 2018 | © Riproduzione riservata

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