Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliUn passo fondamentale nel dibattito globale sulla decolonizzazione delle collezioni museali occidentali: il Pitt Rivers Museum dell’Università di Oxford ha annunciato la prossima restituzione alla comunità Naga, popolazione indigena dell’India nord-orientale, dei resti mortali di 39 persone. Si tratta di spoglie ancestrali sottratte durante il periodo del dominio coloniale britannico e conservate per decenni nelle raccolte dell'ateneo inglese.
Il museo britannico, che possiede la maggior collezione al mondo di beni della cultura Naga, ha confermato di aver avviato i preparativi per il rimpatrio dopo aver accolto ed approvato la richiesta presentata dal Forum for Naga Reconciliation (Fnr). Questi resti umani erano stati raccolti all'inizio del XX secolo da amministratori coloniali britannici e alcuni di essi sono rimasti esposti al pubblico nelle sale del museo fino al 2020. La direttrice dell’istituzione, Laura Van Broekhoven, ha accolto con favore l’accordo, definendo il percorso intrapreso come un autentico movimento di «guarigione e unificazione» per l’intera comunità indigena.
Anche per la popolazione Naga il significato dell’evento travalica la pura burocrazia. In un comunicato ufficiale diffuso alla stampa insieme ad altre organizzazioni coinvolte nell’accordo, l’Fnr ha sottolineato il valore spirituale e storico dell’operazione: «Per il popolo Naga, questo rimpatrio non si riduce al semplice ritorno delle ossa e dei resti ancestrali sulla propria terra, ma si tratta prima di tutto di vedere la memoria ritrovare il suo giusto posto».
Stando a quanto dichiarato dal museo, la richiesta di restituzione iniziale riguardava in realtà 40 resti umani. Lo scorso 13 luglio, l'Università di Oxford ha autorizzato il rientro di 39 di essi, rilevando che per un ultimo reperto non vi fossero elementi di certezza sufficienti ad attestarne l'appartenenza a un individuo di etnia Naga. Questo traguardo è il frutto di un lungo lavoro coordinato: da diversi anni il Pitt Rivers Museum collabora attivamente con il Forum, con i capi tribali, le autorità religiose e i rappresentanti comunitari per stabilire le esatte modalità operative ed etiche del rientro delle salme.
La data definitiva per la cerimonia formale di consegna deve ancora essere fissata. Una delegazione ufficiale Naga si recherà nel Regno Unito per scortare le spoglie degli antenati nel loro viaggio di ritorno verso la terra d'origine. L'iniziativa si inserisce nel contesto di un più vasto movimento internazionale volto alla restituzione di beni materiali e resti umani acquisiti impropriamente dalle potenze occidentali durante l'epoca coloniale.
Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
A sessant’anni da questa grave tragedia, il Museo Archeologico Nazionale e l’Istituto degli Innocenti celebrano la memoria di quei giorni con due esposizioni parallele. Fotografie, reperti, documenti e testimonianze raccontano i danni provocati dalla piena, il lavoro dei soccorritori e la rinascita delle due istituzioni
Dal recupero dei complessi storici dei Sassi al potenziamento dei musei e dei luoghi della ricerca: il Piano Città degli immobili pubblici mette in rete undici edifici per valorizzare l’identità culturale della città e promuovere uno sviluppo sostenibile e innovativo
A dieci mesi dall’insediamento del commissario Marinello, il bilancio sugli 80 milioni del Cis Ventotene: conclusa la prima messa in sicurezza, a breve la gara per il restauro definitivo. Restano aperti i nodi decisivi dell’approdo e della sede a terra a consumo zero di suolo
I lavori, finanziati con un investimento di quasi 600mila euro, si concluderanno nel maggio 2027. La Galleria Nazionale delle Marche resterà aperta al pubblico e ospiterà temporaneamente, negli spazi espositivi al piano terra, cinque capolavori della pittura marchigiana tra Cinque e Seicento



