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Manoscritto di Bartolomeo Sanvito del De Oratore di Cicerone

Courtesy of Pandolfini

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Manoscritto di Bartolomeo Sanvito del De Oratore di Cicerone

Courtesy of Pandolfini

Il De Oratore di Cicerone miniato da Bartolomeo Sanvito: il vertice dell’umanesimo in asta da Pandolfini

A maggio un capolavoro assoluto del Rinascimento, ultimo manoscritto firmato del grande calligrafo ancora in mani private, guida la prima vendita milanese di libri antichi della casa d’aste

Lavinia Trivulzio

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A maggio, nella sede milanese di Pandolfini, andrà in scena un appuntamento destinato a segnare il mercato internazionale dei libri antichi: la prima asta dedicata al settore organizzata dalla casa d’aste in città. Al centro dell’attenzione, e con una stima importante che riflette la sua eccezionalità (nell’ordine di diverse centinaia di migliaia di euro), si colloca il manoscritto del De Oratore di Marco Tullio Cicerone miniato da Bartolomeo Sanvito, considerato oggi una delle più alte espressioni assolute della cultura libraria rinascimentale. Si tratta sì di un libro raro ma anche dell’ultimo manoscritto firmato del grande calligrafo ancora conservato in mani private: un evento che da solo basta a definirne la portata. Bartolomeo Sanvito, attivo tra Padova, Roma e le principali corti italiane del Quattrocento, è unanimemente riconosciuto come il più importante scriba umanistico del Rinascimento, figura capace di elevare la scrittura a forma d’arte e di influenzare profondamente l’evoluzione della tipografia moderna.

 

Manoscritto di Bartolomeo Sanvito del De Oratore di Cicerone. Courtesy of Pandolfini

L’esemplare in asta, realizzato per il committente mantovano Ludovico Andreasi, appartiene al nucleo più alto della produzione del maestro e si distingue per la straordinaria qualità esecutiva, la raffinatezza della scrittura e uno stato di conservazione eccezionale. La presenza del colophon firmato e datato conferisce al volume un valore documentario assoluto, rendendolo una testimonianza diretta della mano di Sanvito nel pieno della sua maturità artistica. A rendere il manoscritto ancora più straordinario è la legatura architettonica a intarsio, tra le più rare e raffinate del Rinascimento, databile al XVI secolo. Un oggetto nella sua stessa categoria, al punto da essere stato riprodotto come frontespizio nel terzo volume de La legatura artistica in Italia nei secoli XV e XVI di Tammaro De Marinis, a conferma del suo status iconico nella storia del libro antico e del collezionismo internazionale. Il De Oratore di Cicerone, testo cardine della cultura classica e della formazione umanistica, qui raggiunge una dimensione ulteriore, sintesi perfetta tra contenuto, forma e arte del libro. La sua storia collezionistica ne rafforza ulteriormente il prestigio: dopo la commissione originaria per Ludovico Andreasi di Mantova, passò alla raccolta del barone Horace de Landau, figura legata alla banca Rothschild e protagonista del collezionismo europeo dell’Ottocento, per poi entrare nella collezione di Madame Hugo Finaly, che lo espose alla celebre mostra sulla legatura artistica a Palazzo Pitti nel 1922. Esemplari di questa importanza compaiono raramente sul mercato, e ancor più raramente in Italia, rendendo la proposta Pandolfini un evento di riferimento per studiosi, istituzioni e collezionisti internazionali. 

Lavinia Trivulzio, 24 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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