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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliLa casa d’aste Phillips ha chiuso la sua più recente vendita dedicata alla fotografia (11 aprile) con un risultato complessivo di 5.038.224 di dollari, pari a circa 4,3 milioni, confermando la solidità di un mercato che continua a dimostrarsi vivace e selettivo, soprattutto quando si tratta di opere rare e di forte rilevanza storica. Il tasso di vendita ha raggiunto il 77% per lotto e l’82% per valore, numeri che raccontano un’asta ben calibrata, sostenuta da una domanda costante per lavori iconici e da una competizione attiva su più livelli del catalogo.
A emergere con forza assoluta è stata Tina Modotti, protagonista indiscussa della serata grazie a «Bandolier, Corn, Sickle» (1927), aggiudicata per 645mila dollari, una cifra che ha superato di oltre sei volte la stima iniziale. L’opera, tra le più note della fotografa, ha catalizzato l’attenzione dei collezionisti diventando il punto più alto della vendita e confermando il crescente interesse internazionale per la sua produzione, sempre più letta in chiave storica e museale.
William Eggleston, «Untitled (Memphis)», 1971. Courtesy of Phillips
Accanto a Modotti, un ruolo centrale è stato ricoperto da Sebastião Salgado, protagonista di una sezione dedicata, A Life’s Voyage, che ha riportato al centro il valore umanistico e narrativo del suo lavoro. Il portfolio «Gold Mine» (1986) ha raggiunto 129mila dollari, mentre «Iceberg Between Paulet Island and the South Shetland Islands» (2005) ha toccato 64.500 dollari, entrambi posizionandosi tra i lotti più importanti della vendita. La vendita ha poi mostrato una distribuzione equilibrata tra grandi nomi della fotografia del Novecento e autori contemporanei, con risultati solidi per artisti come Wolfgang Tillmans, Diane Arbus, Cindy Sherman, William Egglestone Catherine Opie, molti dei quali hanno superato le stime pre-vendita.
Tra i top lot della serata spicca Freischwimmer 123 di Tillmans, venduto per 309.600, seguito da Untitled Film Still #49 di Sherman a 154.800 dollari e da «Untitled (Memphis)» di Eggleston a 129mila, confermando la tenuta di un segmento di mercato ormai consolidato e attentamente monitorato dai collezionisti internazionali. Accanto ai grandi nomi, la vendita ha registrato anche un nuovo record per Nino Migliori con «Il Tuffatore» (1951), venduto per 24.510, segno di un crescente interesse per la fotografia italiana del dopoguerra e per le sperimentazioni del secondo Novecento.
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