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François-Xavier Lalanne, «Mouton de Pierre», 1989

Courtesy of Phillips

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François-Xavier Lalanne, «Mouton de Pierre», 1989

Courtesy of Phillips

Da Phillips Londra l'asta di design con i maestri del Novecento

La vendita tra l’Italia e la Francia attraversa il dopoguerra e il contemporaneo, con stime fino a 250mila sterline per i pezzi iconici di Sottsass, Prouvé, Perriand e Lalanne

Lavinia Trivulzio

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La prossima asta di design di Phillips a Londra è in programma il 30 aprile con un catalogo che mette al centro una selezione di opere di design francese e italiano del XX secolo, affiancate da esempi di sperimentazione contemporanea che raccontano la continua evoluzione del linguaggio progettuale. A guidare la vendita è un nucleo di pezzi iconici, con stime particolarmente alte e forte valore storico-collezionistico. Tra questi spicca il François-Xavier Lalanne, «Mouton de Pierre» (1979, eseguito 1989), stimato 180mila–250mila sterline. L’opera, tra le più riconoscibili del bestiario surrealista dei Lalanne, conferma la centralità del duo nel mercato del design-arte, dove scultura e funzione domestica si fondono in oggetti iconici e altamente desiderati.

Altro lotto di grande rilievo è il Jean Prouvé, «Cabinet modello n. 150» (circa 1955), con stima 80mila–120mila sterline. Realizzato nel contesto del dopoguerra, il mobile incarna la visione ingegneristica di Prouvé, dove la struttura diventa architettura in miniatura e la produzione risponde a esigenze di razionalità e ricostruzione. Sul fronte italiano, il lotto più importante è l’Ettore Sottsass Jr., «Toeletta Nanda» (1958), proveniente dalla residenza milanese condivisa con la scrittrice Fernanda Pivano, stimato 80mila–120mila sterline. Pezzo unico e profondamente personale, rappresenta una fase precoce del pensiero di Sottsass, in cui il design domestico si apre a dimensioni narrative e simboliche. Le vetrine decorative, che ospitano figure legate alla mitologia e alla devozione, trasformano un oggetto funzionale in un microcosmo poetico.

Il catalogo evidenzia inoltre la forza della scuola francese del dopoguerra, con la presenza della Charlotte Perriand, «Nuage’ wall-mounted shelf» (1956), stimata 40mila–60,mila, esempio della sua idea di arredamento modulare e flessibile, pensato come estensione dell’architettura nello spazio abitato. Accanto, una «Line Vautrin mirror» (circa 1960), stimata 30mila–50mila, testimonia l’approccio sperimentale dell’artista nell’uso del Talosel e nella costruzione di superfici riflettenti dal forte valore poetico.

Ettore Sottsass, Jr., «Toeletta Nanda», 1958. Courtesy of Phillips

Gio Ponti e Piero Fornasetti, «Fiori e farfalle», circa 1951. Courtesy of Phillips

La dimensione italiana emerge anche attraverso il dialogo tra Gio Ponti e Piero Fornasetti con il tavolo «Fiori e farfalle» (circa 1951), stimato 10mila–15mila sterline, emblema della loro collaborazione che ha ridefinito l’idea di interior come ambiente totale, in cui arte e design coincidono. La sezione contemporanea porta invece l’attenzione sulla sperimentazione dei materiali e delle tecnologie digitali. Il desk di Jeroen Verhoeven, «Lectori Salutem» (2010), stimato 50mila–70mila, rappresenta una sintesi tra progettazione computazionale e artigianato, con 150 pannelli in acciaio assemblati in una forma fluida e organica. Particolarmente rilevanti anche due opere di Ron Arad, realizzate intorno al 1990 nello studio One Off: una unique armchair e la «Sapporo Spring» chair, entrambe stimate 25mila–35mila sterline. Questi pezzi documentano una fase di ricerca radicale in cui il processo costruttivo, con saldature a vista e materiali industriali, diventava parte integrante dell’estetica.

Chiude la selezione contemporanea la rara Shiro Kuramata «Placebo», side table (circa 1989), stimata 10mila–15mila sterline, esempio emblematico della sua poetica della leggerezza e della precisione tecnica. A completare il quadro storico, emergono ulteriori lotti di grande interesse, come un raro bicchiere da tè del Bauhaus di Josef Albers (circa 1925), valutato tra le 15mila e le 20mila sterline, e una coppia di cabinet di Carlo Bugatti (circa 1900), 40mila–60mila sterline, che testimoniano la continuità tra sperimentazione modernista e radici proto-design. La vendita sarà preceduta da un’esposizione pubblica nelle gallerie Phillips di Berkeley Square dal 24 aprile, offrendo al pubblico la possibilità di vedere da vicino opere che attraversano quasi un secolo di storia del design. Come sottolinea il responsabile del dipartimento design europeo, Domenico Raimondo, il catalogo «traccia un percorso straordinario dell’innovazione nel design nel corso del XX secolo e oltre. Queste opere catturano momenti di profonda sperimentazione, in cui nuovi materiali, tecniche e modi di pensare hanno ridefinito le dinamiche del design.».

Lavinia Trivulzio, 22 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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