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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliSecondo un’inchiesta svolta dal quotidiano britannico «The Guardian» e pubblicata sul proprio sito internet nella giornata di sabato 7 marzo, i musei del Regno Unito custodiscono più di 263mila resti umani provenienti da tutto il mondo.
Nell’opinione del membro della Camera dei Lord Paul Boateng, ciò farebbe di loro degli «ossari imperiali dove le ossa dei popoli indigeni strappati all’impero britannico in passato, con scarso o nessun riguardo per la sensibilità spirituale del loro popolo, continuano a essere conservate fino ad oggi in circostanze incredibili».
Dalle risposte al FoI-Freedom of Information risulta che scheletri interi, corpi, teschi, ossa, pelle, denti, unghie, cuoio capelluto e capelli provengono prevalentemente dalle ex colonie inglesi: di 28.914 originari fuori dall’Europa, 11.856 sono riconducibili all’Africa, 9.550 all’Asia, 3.252 all’Oceania, 2.276 al Nord America e 1.980 al Sud America.
Le strutture che risultano in possesso di simili oggetti sono 241 tra musei, università e comuni, di cui solo 100 sono state in grado di stabilire il numero preciso, che corrisponde a circa 79.334 individui. L’impossibilità di alcuni enti di fornire i dati richiesti risiede anche nel fatto che molti dei resti sono conservati all’interno di scatole di cartone, una consuetudine «barbara», a detta del parlamentare e presidente del gruppo parlamentare interpartitico per le riparazioni agli africani, Bell Ribeiro-Addy. Condizione che non rispetta le linee guida suggerite dal Governo per il quale è opportuno «conservare separatamente e maneggiare i resti umani con rispetto in ambienti controllati e monitorati»
Almeno 11.215 reperti costituiscono la più grande collezione, soprattutto con origini asiatiche e americane, di proprietà del Natural History Museum di Londra, mentre l’Università di Cambridge si «posiziona al secondo posto» con almeno 8.740 elementi, di cui 6.223 africani, nucleo più consistente del Paese.
Questa realtà smentisce ciò che il Dipartimento per la cultura, i media e lo sport britannico disse nel 2005: «La stragrande maggioranza dei resti umani nei musei del Regno Unito sono di origine britannica, rinvenuti in condizioni non controverse all’interno di un quadro giuridico chiaramente definito». Allo stesso Dipartimento è stato pertanto chiesto da Boateng di redigere un elenco nazionale dei resti umani e dei termini obbligatori per provvedere a restituirli ai Paesi di origine.
Alessia De Michelis
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