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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliLo scorso dicembre ad Art Basel Miami Beach, nella nuova piattaforma espositiva Zero 10, l’artista Beeple ha presentato «Regular Animals» (2025): dieci robot a quattro zampe con il volto di altrettanti personaggi noti (tra cui Elon Musk, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, Andy Warhol, Pablo Picasso e l’artista stesso) che, a seconda della personalità loro fornita, producono stampe e Nft. L’opera ha fatto molto parlare, soprattutto perché ogni esemplare è stato venduto per 100mila dollari (oltre 86mila euro) nelle ore di anteprima Vip.
A distanza di pochi mesi, dal contesto fieristico i «cani» di Beeple (nome d’arte di Mike Winkelmann) si sposteranno nell’atrio della Neue Nationalgalerie di Berlino (in prestito dallo studio dell’artista) per undici giorni, dal 29 aprile al 10 maggio, in concomitanza con il Gallery Weekend Berlin. «La tecnologia è attualmente una delle forze più potenti che plasmano le nostre vite, le nostre economie, la nostra politica e persino il nostro senso di identità e realtà, ha affermato la curatrice del museo e organizzatrice della mostra, Lisa Botti, come riportato da «Artnet». Le istituzioni culturali non possono rimanere al di fuori di questa conversazione. Se i musei sono luoghi in cui la società riflette su sé stessa, allora devono confrontarsi con le tecnologie che la stanno attivamente trasformando».
La decisione di elevare a oggetto museale queste figure ibride nasce infatti dall’urgenza di portare all’interno delle mura istituzionali degli strumenti e delle pratiche artistiche che fanno della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale la fonte del proprio processo di creazione. Una realtà ormai sempre più affermata e diffusa.
Al loro fianco sarà esposta un’altra installazione che, una trentina d’anni fa, elaborò Nam June Paik come omaggio al padre della Pop Art. «Andy Warhol Robot» (1994) è composta da una serie di schermi televisivi, cineprese e una Brillo Box, per «riprodurre» il corpo di Warhol attraverso le sue stesse opere, che già negli anni Sessanta e Settanta mettevano al centro i nuovi media.
Cecilia Paccagnella
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