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Davide Landoni
Leggi i suoi articoliArabia Saudita
Artista: Dana Awartani
Curatela: Antonia Carver
Sede: Giardini
Il lavoro di Dana Awartani riflette sulla vulnerabilità e la persistenza del patrimonio e dei luoghi della memoria, spesso ispirandosi a concetti e forme d'arte delle culture mediorientali. Uno dei motivi ricorrenti sono le tradizionali piastrelle da pavimento della regione, che lei ricrea con materiali fragili e delicati che ne testimoniano la resistenza al cambiamento.
Australia
Artista: Khaled Sabsabi
Curatela: Michael Dagostino
Sede: Giardini
Selezionato, cancellato, riabilitato. Il progetto ideato da Khaled Sabsabi e Michael Dagostino ha vissuto alti e bassi nell'avvicinamenti alla Biennale, ma ora sembra definitivamente confermato. A metterlo in crisi furono le critiche provenienti dagli ambienti più conservatori, che avevano portato gli organizzatori dell'evento a cambiare direzione. Ma l'impegno della comunità artistica australiana a favore del duo ha portato a un nuovo dietrofront. A preoccupare erano i temi su cui Sabsabi si concentra nella sua attività: l'islamofobia, le esperienze degli immigrati e l'identità araba.
Austria
Seaworld Venice
Artista: Florentina Holzinger
Curatela: Nora-Swantje Almes
Sede: Giardini
Si sente eccome l'eco dell'azionismo viennese nell'attività di Florentina Holzinger (Vienna, 1986), nota per le sue performance che mettono alla prova i limiti della sopportazione del pubblico. Femminismo e provocazione si uniscono in una pratica che spesso coinvolge scene di sesso esplicite e violente, ferite reali e sangue, acrobazie da brivido e nudità. Non è ancora chiaro cosa di questo verrà proposto anche a Venezia.
Bahamas
Artista: Lavar Munroe, John Beadle
Curatela: Krista Thompson
Sede: Da definire
Al centro del progetto l'uso che i due artisti protagonisti fanno dei materiali di scarto, da loro impiegati per richiamare l'attenzione su ciò che è sottovalutato nella società e nel mondo dell'arte. Nato a Nassau, nelle Bahamas, Lavar Munroe è un artista multidisciplinare che si concentra su temi quali il viaggio, l'utopia, la magia, l'amore attraverso immagini dall'estetica onirica. John Beadle, anch'egli nato a Nassau, ha esplorato nelle sue opere le forme naturali, la storia della schiavitù e del colonialismo, la migrazione, la povertà, la violenza e l'identità razziale e nazionale. La sua pratica rifletteva il modo in cui i discendenti degli schiavi riutilizzavano i materiali nel Junkanoo, un festival nato durante la schiavitù nelle colonie britanniche americane.
Belgio
Artista: Miet Warlop
Curatela: Caroline Dumalin
Sede: Giardini
Attiva tra Ginevra e Bruxelles, Miet Warlop è tra le performer artist più attenzionate e apprezzate dalla critica internazionale. A Venezia presenterà un progetto che mira a coinvolgere il pubblico in un ballo collettivo, collaborando con tutti alla creazione di una «scultura vivente e musicale, che sarà rappresentata ogni giorno», nella speranza di «trasmettere gioia di vivere in una società sempre più solitaria».
Brasile
Comigo ninguém pode
Artista: Rosana Paulino, Adriana Varejão
Curatela: Diane Lima
Sede: Giardini
Il progetto ruota intorno a una pianta tropicale, la dieffenbachia (nota anche come “canna muta” per la sua linfa tossica che può paralizzare temporaneamente le corde vocali, se ingerita), che in portoghese viene volgarmente chiamata Comigo ninguém pode. Questo è diventato col tempo anche un detto popolare - “nessuno può battermi” - che la curatrice Diane Lima considera il punto di partenza per una mostra incentrata sui concetti di protezione, tossicità e resilienza.
Canada
Artista: Abbas Akhavan
Curatela: Kim Nguyen
Sede: Giardini
Video, scultura, disegno, installazione e performance si uniscono nell'arte di Abbas Akhavan, nato a Teheran nel 1977 e oggi attivo tra Montreal e Berlino. L'obiettivo? Interrogare la storia dei luoghi e delle persone che li vivono. Inevitabile, dunque, che il suo lavoro sia influenzato dalle caratteristiche uniche dei luoghi in cui opera, tra cui l'architettura, l'economia del posto e le persone che lo frequentano.
Cipro
It Rests to the Bones
Artista: Marina Xenofontos
Curatela: Kyle Dancewicz
Sede: Arsenale
Nata a Cipro, Xenofontos vive tra Atene, in Grecia, e Limassol, a Cipro. Il suo lavoro multidisciplinare reimmagina le strutture di potere degli spazi civici e riflette sui meccanismi di produzione e sulla comprensione della storia. Il suo progetto, come indicato dalla commissione di selezione, “non solo affronta questioni pertinenti ai tempi difficili in cui viviamo, ma porta anche alla luce microstorie cipriote in un contesto globale”. Presenterà un'installazione di sculture, video e suoni, che approfondirà la memoria personale e culturale con particolare attenzione alla forza delle tradizioni e del patrimonio popolare.
Corea del Sud
Artisti: Choi Geon, Hyeree Ro
Curatela: Binna Choi
Sede: Giardini
Per Venezia 2026, Choi Geon e Hyeree Ro stanno lavorando a un progetto che prenderà le mosse dai concetti di «fortezza» e «nido», con l'intento di di trasformare il padiglione in «uno spazio monumentale progettato per incanalare lo stato di conflitto sociale e caos in energia cinetica dinamica e inclusiva».
Danimarca
Completely Surreal
Artista: Maja Malou Lyse
Sede: Giardini
Nata nel 1993, Maja Malou Lyse rappresenterà la Danimarca alla 61ª Biennale di Venezia, diventando l'artista più giovane mai selezionata per esporre al Padiglione danese. L'artista trentunenne, descritta come “la femminista di quarta ondata dell'arte danese”, fonde media moderni come video e testi digitali con formati contemporanei popolari come la televisione, i cartelloni pubblicitari e i social media, per esplorare le dinamiche di desiderio e potere che permeano la nostra vita quotidiana. Non è escluso che a Venezia possa proporre elementi performativi, come già sperimentato in sedi istituzionali come la National Gallery of Denmark, la Tate Modern di Londra e il Moderna Museet di Stoccolma.
Estonia
Artista: Merike Estna
Ammantati da un fascino fantastico e tendente all'astratto, i lavori pittorici di Merike Estna (1980) trattano temi politici e socialmente urgenti. Divisa tra Tallinn e Città del Messico, nella sua pratica l'artista include elementi artigianali, oppure tratti dalla quotidianità, creando opere dall'estetica teatrale. E che non a caso sono spesso state utilizzate come scenografie per performance artistiche.
Un'opera di Maja Malou Lyse, che rappresenterà la Danimarca a Venezia
Filippine
Jon Cuyson: Sea of Love / Dagat ng Pag-ibig
Artista: Jon Cuyson
Curatela: Mara Gladstone
Sede: Da definire
La mostra vede l'oceano come uno spazio di movimento e connessione, piuttosto che come una barriera, ed esplora i temi del lavoro, del genere e del tempo nel contesto del flusso globale di merci e persone, presentando opere che ruotano attorno ai marinai filippini e alla loro partecipazione spesso trascurata al commercio globale. Negli ultimi due decenni, la pratica di Cuyson ha abbracciato la pittura, la scultura, la creazione di libri e il cinema in opere che operano all'intersezione tra identità ed ecologia, fondendo realtà e finzione. Recentemente ha sviluppato quello che definisce “Mussel Thinking”, un quadro di riferimento che prende ispirazione dal mollusco per vedere il mondo attraverso processi di “filtrazione, sedimentazione e raggruppamento”.
Finlandia
Artista: Jenna Sutela
Curatela: Stefanie Hessler
Sede: Giardini
Nata a Turku nel 1983 ma attualmente localizzata a Berlino, Jenna Sutela incorpora nella sua pratica artistica discipline scientifiche di ogni tipo, dalla biologia all'informatica, fino all'astronomia. Tutto canalizzato in installazioni scultoree viventi, che si compongono di immagini e suoni. Il pubblico italiano la ricorderà forse per «Pond Brain» (2023), opera tra le sue più note che fu esposta anche al Castello di Rivoli, vicino Torino. Si tratta di una ciotola in bronzo che a prima vista ricorda una fontana, ma che toccata dai visitatori si trasforma in uno strumento musicale grazie alle vibrazioni dell'acqua e alla guida di un'intelligenza artificiale.
Francia
Artista: Yto Barrada
Curatela: Myriam Ben Salah
Sede: Giardini
Questioni geopolitiche come la crisi climatica, l'immigrazione e il postcolonialismo sono al centro della ricerca dell'artista franco-marocchina Yto Barrada, nata a Parigi nel 1971 ma cresciuta principalmente a Tangeri, in Marocco. Qui ha realizzato i suoi primi reportage fotografici, come «A Life Full of Holes»(1998), in cui ha rappresentato l'esistenza transitoria dei migranti che tentavano di fuggire in Europa. Oltre alla fotografia, l'autrice sperimenta anche con i video e la tessitura.
Galles
Artista: Manon Awst
Curatela: Dylan Huw
Nata nel 1983, Manon Awst fa ricorso a scultura, installazione e performance per indagare l'identità, il paesaggio e la materia di cui si compongono i luoghi. Il suo progetto, assicura, promuoverà «la sostenibilità, la collaborazione e le tradizioni gallesi di “liveness” e cynghanedd"», traducibili con «concinnità» e «armonia». Le sculture e le opere d'arte site-specific di Awst sono intessute di narrazioni ecologiche, che si concentrano in particolare sulla tensione tra strutture umane e non umane. Il modo in cui i materiali trasformano i luoghi e le comunità è al centro della sua ricerca creativa.
Germania
Artisti: Henrike Naumann e Sung Tieu
Curatela: Kathleen Reinhardt
Sede: Giardini
Sung Tieu e Henrike Naumann sono noti per l'analisi dei sistemi politici e storici attraverso grandi installazioni immersive. «Con il loro lavoro concettuale e scultoreo, Sung Tieu e Henrike Naumann pongono domande sulla responsabilità storica», ha affermato la curatrice Kathleen Reinhardt. Naumann riflette sui problemi socio-politici attraverso il design e gli interni. Esplora l'attrito tra opinioni politiche opposte attraverso la lente del gusto e dell'estetica personale quotidiana. La pratica di Tieu esamina le conseguenze durature della Guerra Fredda, i legami coloniali e i sottili meccanismi del potere istituzionale. Riflette gli effetti sociali e psicologici della migrazione, della burocrazia e del controllo. Attraverso sculture, oggetti trovati, suoni, video, fotografie, testi e materiale d'archivio, Tieu costruisce installazioni spazialmente dense, ambienti in cui le strutture politiche e l'esperienza personale convergono e si confondono.
Giappone
Artista: Ei Arakawa-Nash
Co-Curatela: Lisa Horikawa, Mizuki Takahashi
Sede: Giardini
Nata a Fukushima nel 1977, ma attualmente residente a Los Angeles, Ei Arakawa-Nash è un'artista performativa giapponese-americana la cui pratica reinterpreta movimenti del XX secolo come gli happening, il Gutai e l'Azionismo viennese. La maggior parte dei sui lavori hanno un carattere collaborativo e partecipativo. Come «Mega Please Draw Freely», installato nella Turbine Hall della Tate Modern di Londra nel 2021. La sua performance a Venezia sarà ispirata alla sua esperienza di genitore queer.
Gran Bretagna
Artista: Lubaina Himid
Sede: Giardini
Tra le fondatrici del Black British Art Movement negli anni '80, Lubaina Himid, che è anche curatrice, è nota soprattutto per aver dato visibilità alle artiste afroamericane con mostre seminali come «Five Black Women» all'Africa Center di Londra nel 1983 e «The Thin Black Line» all'ICA di Londra nel 1985. Nel 2017 ha vinto il Turner Prize, diventando l'artista più anziana a ricevere questo premio all'età di 63 anni, e nel 2018 è stata insignita del titolo di CBE (Commander of the Order of the British Empire) per il suo contributo alle arti.
Grecia
Escape Room
Artista: Andreas Angelidakis
Sede: Giardini
Nato e residente ad Atene, Angelidakis è un architetto e artista greco-norvegese il cui lavoro interdisciplinare si concentra sui modi in cui Internet ha trasformato la percezione e il comportamento degli utenti. Per l'occasione, l'artista presenterà un'installazione intitolata Escape Room, che utilizza l'allegoria della caverna di Platone come base per un'installazione abitabile e come strumento per interrogare il presente attraverso una lente di illusioni digitali, post-verità e consumo culturale.
Hong Kong
Artista: Kingsley Ng, Angel Hui
Curatela: Museo d'Arte di Hong Kong
Sede: Campo della Tana
Kingsley Ng si è laureato al Le Fresnoy–National Studio of Contemporary Arts di Tourcoing ed è attualmente professore associato presso l'Accademia di arti visive della Scuola di arti creative dell'Università battista di Hong Kong. Crea installazioni immersive partecipative site-specific che “danno forma all'intangibile”. Angel Hui ha conseguito la laurea in arti visive presso l'Università Battista di Hong Kong e il master in arte sperimentale presso l'Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino. Il suo lavoro combina la tradizionale pittura a inchiostro cinese con forme contemporanee quotidiane per generare nuovi significati.
Amina Agueznay, Waha (2024). Courtesy l'artista e Loft Art Gallery
Irlanda
Artista: Isabel Nolan
Curatela: Georgina Jackson, The Douglas Hyde Gallery of Contemporary Art
Sede: Arsenale
Nata a Dublino nel 1974, Isabel Nolan si ispira alla storia dell'uomo e dell'universo, muovendo dall'antichità alle figure letterarie, dalle reliquie religiose ai fenomeni cosmologici, per realizzare opere che spaziano da piccole sculture e disegni a vaste strutture monumentali. «Tra i motivi ricorrenti della sua opera ci sono archi, lampadari caduti, onde impetuose e soli morenti: immagini che risuoneranno in modo drammatico nell'Arsenale», ha affermato la curatrice Georgina Jackson.
Islanda
Artista: Ásta Fanney Sigurðardóttir
Sede: Arsenale
Ásta Fanney Sigurðardóttir, nata nel 1987 e residente a Reykjavíked, è nota per la sua pratica multidisciplinare che unisce i media tradizionali dell'arte visiva - dal disegno alla scultura - con il suono, il testo e l'immagine in movimento. Poetessa e autrice di cinque libri, si esibisce spesso dal vivo sfumando i confini tra letteratura, teatro e arte visiva.
Israele
Rose of Nothingness
Artista: Belu-Simion Fǎinaru
Curatela: Sorin Heller, Avital Bar-Shay
Sede: Arsenale
Il progetto sarà incentrato su un'installazione dell'artista che fa riferimento al concetto di latte nero del poeta Paul Celan. “Espongo al Padiglione Israele in un momento così complesso, in cui l'atteggiamento nei confronti di Israele e degli artisti israeliani è così difficile. Proprio a causa di questa complessità, sento un forte senso di responsabilità... Per me è importante che il pubblico riceva un messaggio semplice e umano: il desiderio di vivere, il desiderio di connessione”, ha dichiarato Fǎinaru. Il gruppo attivista Art Not Genocide Alliance (ANGA) ha diffuso la notizia e ribadito la sua richiesta alla Biennale di escludere Israele dalla prossima edizione, affermando di “chiedere l'esclusione dello Stato israeliano che continua il suo genocidio”, non “l'esclusione di singoli artisti”.
Italia
Con te con tutto
Artista: Chiara Camoni
Curatela: Cecilia Canziani
Sede: Arsenale
La pratica artistica di Camoni è nota per la rielaborazione di materiali organici e oggetti del mondo domestico attraverso la ceramica, il disegno, l'incisione, la scultura e i video. “Con te, con tutto sviluppa una visione altamente originale della creatività condivisa, ponendo al centro l'amicizia femminile e il superamento dei limiti dell'autore”, ha affermato in una dichiarazione la commissione di valutazione del ministero. “Il progetto affronta temi centrali come l'ecologia, la processualità e la co-creazione, costruendo un percorso che è sia una riflessione sulla scultura italiana dall'età arcaica al XX secolo, sia una visione rinnovata della pratica contemporanea”.
Kosovo
Strong Teeth
Artista: Brilant Milazimi
Curatela: José Esparza Chong Cuy
Surreali e onirici, ma anche giocosi e inquietanti. I dipinti di Brilant Milazimi appaiono leggeri ma nascondono un lato inquietante, promettono di portare a Venezia una serie di «figure sospese in una tensione silenziosa, che incarnano stati irrisolti di attesa, stabilità e moderazione». Forse uno specchio del mondo che stiamo vivendo, fatto di insicurezza generalizzata e una crisi sotterranea, che permea le nostre vite senza che ce ne accorgiamo.
Lettonia
Untamed Assembly: Backstage of Utopia
Artisti: Untamed Fashion Assemblies (Bruno Birmanis), MAREUNROL’S
Curatela: Inga Lāce, Adomas Narkevičius
Sede: Arsenale
Per il suo progetto in Biennale, Bruno Birmanis, stilista e interior designer, guarda alla Lettonia anni '90 e agli eventi dedicati alla moda d'avanguardia. Occasioni uniche di espressione artistica in un momento in cui il Paese stava ridefinendo se stesso nell'era post-sovietica. In mostra materiale d'archivio, ma anche una serie di opere originali prodotte dall'artista insieme al duo di designer Mareunrol.
Endre Koronczi
Libano
Artista: Nabil Nahas
Curatela: Nada Ghandour
Sede: Arsenale
Artista esperto (1949), Nabil Nahas è noto per i suoi dipinti di grandi dimensioni, i quali coniugano elementi geometrici e naturali, forme organiche astratte ispirate ai motivi che si trovano naturalmente sugli alberi autoctoni del Libano, tra cui cedri, ulivi e palme.
Lituania
Warm Blooded and Earthbound
Artista: Eglė Budvytytė
Eglé Budvytyté utilizza vari media audiovisivi come il video o la radio per esplorare il confine sfumato tra finzione e realtà, creando scenari in parte messi in scena e in parte improvvisati. La sua pratica artistica abbraccia il suono, la performance e l'immagine in movimento, attraverso i quali indaga il potere della collettività, della vulnerabilità e delle relazioni permeabili tra i corpi, il pubblico e l'ambiente. La sua mostra al Padiglione si ispira alle ricerche e alle teorie dell'archeologa lituana Marija Gimbutas sulla spiritualità neolitica e sull'indivisibilità del sacro dal quotidiano.
Lussemburgo
Artista: Aline Bouvy
Curatela: Stilbé Schroeder
Sede: Arsenale, Sale d'Armi
Qual è lo status politico del corpo nel 2025? Siamo più o meno limitati rispetto al passato? Da queste domande parte l'indagine artistico-sociale di Aline Bouvy (1974), che nella sua pratica sfrutta il corpo - ovvero il mezzo attraverso cui viviamo esperienze sensoriali, piacevoli o meno - per innescare riflessioni di ampio respiro. «Sebbene le sue opere contengano una forte carica sensoriale legata all'identità e ai tabù, la storia dei corpi, sia maschili che femminili, viene evocata nelle loro relazioni latenti e sessuali, domestiche, intime e politiche», si legge nella nota che introduce al progetto che porterà in laguna.
Malta
No Need to Sparkle
Artisti: Adrian Abela, Charlie Cauchi, Raphael Vella
Curatela: Margerita Pulè
Sede: Arsenale
Gli artisti coinvolti descrivono il loro progetto come un «invito ad arrendersi all'incertezza e ad abbracciare il ‘dubbio positivo’ come filosofia dei nostri tempi instabili». In un discorso collettivo sempre più polarizzato, le opere esposte presenteranno invece «finzioni stratificate e realtà mutevoli, che ci conducono lungo percorsi inaspettati». Il padiglione propone uno spazio che va contro le convinzioni politiche rumorose e rumorose, e ripone invece la sua fiducia in una radicale incertezza, attraverso tre lavori in cui l'ideologia crolla sotto il peso di temi universali che superano ogni relativismo.
Marocco
Asǝṭṭa project
Artista: Amina Agueznay
Curatela: Meryem Berrada
L'artista Amina Agueznay, la cui pratica artistica affonda le sue radici nell'identità nazionale e nella collaborazione con le artigiane di Marrakech, proporrà un'«esplorazione stratificata del patrimonio, della memoria e della trasformazione del Marocco», in quella che è la prima partecipazione del Paese alla Biennale di Venezia, dopo la cancellazione del primo padiglione previsto per il 2024.
Messico
Actos invisibles para sostener el universo [Invisible acts to sustain the universe]
Artisti: RojoNegro (María Sosa, Noé Martínez)
Curatela: Jessica Berlanga Taylor
Sede: Arsenale, Sale d'Armi
La proposta di RojoNegro, duo composto da María Sosa (1985) e Noé Martínez (1986), ha convinto la commissione per il suo quadro concettuale e la sua capacità di articolare visioni sensibili, puntuali e critiche. La proposta affronta temi urgenti come la memoria ancestrale, la giustizia epistemica, la decolonizzazione e l'ecologia relazionale, attingendo alle cosmogonie indigene, afro-discendenti e contadine non come riferimenti esterni, ma come matrici viventi di pensiero che plasmano le loro forme di creazione, connessione e immaginazione.
Brilant Milazimi, Let’s see
Nord Macedonia
Pieta in the Veils of Urgency
Artista: Velimir Žernovski
Si ispira alla «Pietà» di Michelangelo il progetto ideato da Velimir Zhernovski (1981), solitamente focalizzato su temi quali la sessualità e l'identità di genere. Declinati attraverso il disegno, la videoarte e l'installazione. Poco si sa sul progetto, ma secondo gli organizzatori sarà «originale e compatto, al di là degli stereotipi e degli standard della pratica visiva».
Nuova Zelanda
Artista: Fiona Pardington
Sede: Arsenale
Fiona Pardington guida il ritorno della Nuova Zelanda alla Biennale di Venezia, dopo che nel 2024 il Paese aveva dovuto rinunciare a causa di risorse inadeguate. Rimane da vedere, esattamente, in che modo. Nel corso della sua carriera l'autrice si è distinta in particolare per le raffinate nature morte, così come per gli studi sulle collezioni museali.
Olanda
Artista: Dries Verhoeven
Curatela: Rieke Vos
Sede: Giardini
Tensioni geopolitiche e incertezza sociale al centro della ricerca di Verhoeven (1976), autore di installazioni, video, performance e testi teatrali. Opere in cui fanno spesso capolino prostitute, lavoratori, migranti e senzatetto, i quali affrontano senza ipocrisie i paradossi del sistema capitalistico.
Paesi del Nord (Finlandia, Norvegia, Svezia)
Artisti: Klara Kristalova, Benjamin Orlow, Tori Wrånes
Curatela: Anna Mustonen
Sede: Giardini
Ruotano, i tre Paesi, nell'organizzare il Padiglione. Nel 2026 tocca alla Finlandia, che propone un trio di autori che si confrontano con tre medium differenti: scultura, installazione e performance. La loro presentazione a Venezia mira a fondere la storia e la tradizione locale (su tutte la mitologia nordica) con la modernità e la globalità, in modo da esplorare temi urgenti come l'identità e l'uguaglianza.
Polonia
Liquid Tongues
Artista: Bogna Burska, Daniel Kotowski
Curatela: Ewa Chomicka, Jolanta Woszczenko
Sede: Giardini
La Polonia sarà rappresentata dalla drammaturga e artista Bogna Burska e dall'artista sordo Daniel Kotowski. Il loro progetto, intitolato Liquid Tongues, è un'installazione audio-video che presenterà filmati dei membri del Choir in Motion (Chór w Ruchu), un gruppo di artisti udenti e sordi che interpreteranno i canti delle balene attraverso la lingua inglese parlata e la lingua dei segni internazionale. La narrazione seguirà la rinascita delle culture delle balene e i tentativi di ripristinare le lingue emarginate. Al centro del progetto c'è l'idea di “Deaf Gain”, che vede la sordità come una cultura piuttosto che una mancanza, e gran parte dell'audio e del video sarà installato sott'acqua in modo da privilegiare la comunicazione tra le persone sorde: la lingua dei segni potrà essere trasmessa senza problemi, mentre la parola e i suoni saranno distorti dall'acqua.
Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca
The Silence of the Mole
Artista: Jakub Jansa, Selmeci Kocka Jusko
Curatela: Peter Sit
Sede: Giardini
Un progetto interdisciplinare che esplora la coesistenza ceco-slovacca, la memoria collettiva e lo sforzo ecologico. Jakub Jansa è un artista ceco che lavora con film, installazioni e performance per creare ambienti fantasiosi che mettono a nudo la natura fragile e illusoria dei sistemi sociali in cui viviamo. Selmeci Kocka Jusko è un duo composto dagli artisti slovacchi Alex Selmeci e Tomáš Kocka Jusko, residenti a Praga. Creano complesse installazioni intermediali e basate su oggetti che sconvolgono i formati espositivi tradizionali ed esplorano la fluidità dell'interpretazione.
Repubblica di San Marino
Sea of Sound
Artisti: Mark Francis
Curatela: Luca Tommasi
Sede: Tana Art Space
Il progetto presenterà una nuova serie di opere di Mark Francis (Newtownards, Irlanda del Nord, 1962), da tempo impegnato nell'esplorazione delle relazioni fisiche e poetiche tra arte, suono e scienza. A ospitarlo Tana Art Space (Fondamenta de la Tana n. 2111), un ex magazzino di legname e carbone che è stato trasformato in uno spazio dedicato all'arte e alla cultura. Dagli anni '90, Mark Francis ha sviluppato un corpus di opere incentrato principalmente sulla pittura astratta. Un'esperienza sonora ed emotiva che si traduce in opere che evocano sensazioni uditive attraverso la rappresentazione visiva, in una dimensione sinestetica e multisensoriale. Il titolo Sea of Sound allude alla vastità dei suoni e delle frequenze in cui siamo immersi e alla nostra capacità di intercettarli, selezionarli e interpretarli nelle esperienze personali, anche attraverso il filtro delle emozioni. Il Padiglione sarà diviso in due sale: nella sala d'ingresso, una proiezione intitolata Listening Field condurrà lo spettatore nel mondo delle immagini dell'artista; nella seconda sala, una selezione accuratamente curata di dipinti di grande formato, realizzati a olio su tela o alluminio, permetterà allo spettatore di approfondire la sua ricerca.
Scozia
Artisti: Bugarin + Castle (Davide Bugarin e Angel Cohn Castle)
Curatela: Mount Stuart Trust
«Il nostro obiettivo è quello di mettere in discussione le narrazioni semplicistiche sul controverso terreno dell'identità», dichiara il duo di performer conosciutisi mentre si esibivano in un cabaret queer a Edimburgo. Non si sa molto del progetto per la Biennale, se non che promettono di «trasformare lo spazio con interventi d'ispirazione drag che affrontano questioni di genere e controllo coloniale».
Serbia
Through Golgotha to Resurrection
Artista: Pedja Djaković
Curatela: Olga Čučković, Tomaš Koudela
Sede: Da definire
Con sede a Praga, il pittore serbo-ceco presenterà una mostra dal titolo provvisorio Through Golgotha to Resurrection (Attraverso il Golgota verso la resurrezione) che esplora come le ferite “possano diventare uno spazio di trasformazione”. Alla 61ª Biennale, dovrebbe presentare un ciclo di opere che esaminano il rapporto tra storia e identità, sollevando la questione di come un individuo sopravviva sotto il peso del passato e dell'ideologia". Il progetto, che presenterà materiali d'archivio e fotografie originali, sarà coprodotto dall'Archivio della Vojvodina e curato da Olga Čučković e Tomaš Koudela.
Singapore
Artista: Amanda Heng
Curatela: Selene Yap
Sede: Arsenale, Sale d'Armi
Il corpo come fulcro delle installazioni, della fotografia, della performance e dell'arte partecipativa di Amanda Heng, che arriva a Venezia come figura di spicco della scena artistica singaporiana dagli anni '80 in poi, tanto da ricevere nel 2010 uno dei più alti riconoscimenti del Paese, il Cultural Medallion.
LI Yi-Fan, important_message.mp4, 2019-2020
Siria
The Tower Tomb of Palmyra
Artista: Sara Shamma
Curatela: Yuko Hasegawa
Sede: Da definire
Nata a Damasco, l'artista è nota per i suoi dipinti figurativi carichi di emotività che esplorano temi quali la perdita, la resilienza, l'identità, la memoria e lo sfollamento. La mostra combinerà pittura, architettura, luce, suono e profumo per esplorare il patrimonio e la storia di Palmira e della Siria, sostenendo al contempo la restituzione dei reperti antichi saccheggiati durante la guerra siriana (2011-2024). In particolare, sarà caratterizzata da un'installazione ispirata alle antiche torri funerarie di Palmira, mausolei di famiglia costruiti tra il I e il III secolo d.C. e distrutti e saccheggiati durante la guerra.
Spagna
Los restos [The remains]
Artista: Oriol Vilanova
Curatela: Carles Guerra
Sede: Giardini
Oriol Vilanova presenterà a Venezia il risultato di un progetto ventennale dedicato alla raccolta di cartoline da mercati e negozi di seconda mano. Questi frammenti scartati della corrispondenza personale quotidiana costituiscono una banca di informazioni sulle modalità con cui comunichiamo e creiamo ricordi, nonché sulla fragilità di questo processo. Come organizzare una tale mole di materiale? Questi piccoli simboli dell'esperienza umana passata meritano di essere conservati?
Stati Uniti d’America
Call Me the Breeze
Artista: Alma Allen
Curatela: Jeffrey Uslip
Sede: Giardini
La scultrice, nata nello Utah e residente in Messico, realizza opere astratte in pietra, legno o bronzo attraverso processi preindustriali e l'uso di tecnologie contemporanee. Per il padiglione degli Stati Uniti, Allen presenterà una trentina di opere che esplorano il concetto di “elevazione” sia come concetto formale che simbolico, “promuovendo l'attenzione dell'amministrazione Trump nel mettere in mostra l'eccellenza americana”, si legge nell'annuncio ufficiale.
Svizzera
The Unfinished Business of Living Together
Artisti: Un collettivo composto da Gianmaria Andreetta, Luca Beeler, Nina Wakeford, Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance e Yul Tomatala
Sede: Giardini
Il progetto esplorerà i nostri sistemi comunitari, la capacità e i limiti dell'essere umano in materia di coesione sociale e tolleranza. Lo stesso gruppo di artisti - eterogeneo per età, lingua ed estrazione sociale - rappresenta un primo campione di analisi. Nel progetto il collettivo esplorerà quindi le odierne forme di convivenza. Ispirato a una trasmissione di «Telearena» della televisione svizzera del 1978, nella quale si discutevano in modo controverso questioni sull’orientamento sessuale, «The Unfinished Business of Living Together» vuole affrontare le condizioni e le opportunità di tolleranza e appartenenza nonché le forme di divisione sociale.
Taiwan
Artista: Li Yi-Fan
Sede: Palazzo delle Prigioni
Li Yan-fan, con sede a Taipei, lavora con i media digitali, dando vita a narrazioni surreali e umoristiche attraverso programmi da lui stesso sviluppati. Nel 2023 ha debuttato alla Biennale di Taipei con il video «What Is Your Favorite Primitive», una parodia di un discorso programmatico delle Big Tech che metteva alla berlina le ambiguità etiche del settore.
Timor Est
Artista: Veronica Pereira Maia, Etson Caminha, Juventino Madeira
Curatela: Loredana Pazzini-Paracciani
Sede: Da definire
L'artista e tessitrice novantenne Veronica Pereira Maia, l'artista del suono e performer Etson Caminha e l'artista di installazioni Juventino Madeira rappresenteranno Timor Est. Il loro progetto congiunto esplorerà l'antico e intricato sistema linguistico di Timor Est. “Ciò che accomuna tutti loro è l'impegno nella narrazione di storie che rispondono a questioni socio-politiche rilevanti, dalla storia traumatica di Timor Est alla formazione di un'identità culturale contemporanea guidata dalle giovani generazioni”, afferma la curatrice Loredana Pazzini-Paracciani.
Turchia
Artista: Nilbar Güreş
Curatela: Başak Doğa Temür
Sede: Arsenale
Nata a Istanbul e con sede tra Istanbul, Napoli e Vienna, Nilbar Güreş ha conseguito una laurea in pittura presso la facoltà di belle arti dell'Università Marmara di Istanbul, un master in pittura e grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Vienna e ha completato ulteriori studi in arte e pedagogia tessile presso l'Università di Arti Applicate di Vienna. Il suo lavoro comprende fotografia, video, film, pittura, performance, scultura, installazioni e collage multimediali su tessuto, spesso partendo dal personale per affrontare questioni più ampie di ingiustizia sociale, ruoli di genere e codici di identità culturale.
Ucraina
Security Guarantees
Artista: Zhanna Kadyrova
Curatela: Ksenia Malykh, Leonid Marushchak
Sede: Arsenale, Sale d'Armi
Zhanna Kadyrova lavora con una grande varietà di media, tra cui video, mosaico e performance, per realizzare progetti legati ai temi dello spazio urbano, dell'industria e del consumo, e al loro rapporto con la storia socio-economica dell'Ucraina. A Venezia presenterà il progetto «Security Guarantees», il cui titolo fa riferimento alle garanzie di sicurezza fornite da Russia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Cina in cambio della rinuncia dell'Ucraina al proprio arsenale nucleare con la firma del Memorandum di Budapest nel 1994. Garanzie violate dalla Russia con l'annessione della Crimea ucraina nel 2014.
Ungheria
Artista: Endre Koronczi
Curatela: Luca Cserhalmi
Sede: Giardini
Nato a Budapest nel 1968, l'artista concettuale Endre Kornoczi negli ultimi dieci anni ha lavorato prevalentemente sfruttando il vento e, sebbene non sia ancora stato rivelato molto sul progetto veneziano, il contenuto continuerà lungo lo stesso filone. Poeticamente, l'autore associa l'aria all'universo trascendente del pensiero. Uno spunto da cui Koronczi parte per una ricerca fittizia sulle forme del respiro cosmico, che lui identifica con il movimento dell'aria. La mostra traccerà quindi un parallelo tra il movimento dell'aria e il mondo trascendente del pensiero, richiamando l'attenzione sulla complessità dell'esperienza che deriva dal vivere intuitivamente il nostro ambiente.
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