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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDopo oltre cinque secoli di storia, il Castillo di La Calahorra è stato restituito alla collettività: la Diputación di Granada ha formalizzato l’acquisizione del bene con un atto celebrato nel cortile centrale della struttura, alla presenza del presidente Francis Rodríguez e del sindaco di La Calahorra, Alejandro Ramírez, segnando la conclusione di un lungo processo di negoziati e aprendo la strada a una nuova fase di valorizzazione e fruizione pubblica.
L’obiettivo dichiarato è rendere il castello accessibile già a partire dai mesi di settembre o ottobre. I primi interventi previsti riguardano l’installazione di servizi essenziali come bagni, acqua potabile e percorsi di accessibilità, in modo da garantire condizioni minime di sicurezza e comfort per i visitatori, senza però dover chiudere nuovamente l’edificio durante le successive fasi di restauro.
Costruito tra il 1511 e il 1513 su iniziativa di Rodrigo Díaz de Vivar y Mendoza, marchese del Zenete, il castello rappresenta uno dei primi esempi di architettura rinascimentale fuori dall’Italia, coniugando l’aspetto severo di una fortezza con l’eleganza formale delle residenze nobiliari italiane. Situato su un’altura che domina la comarca del Marquesado del Zenete, in provincia di Granada, l’edificio si distingue per la sua facciata esterna austera, pensata a fini difensivi, e per l’interno riccamente decorato con colonne in marmo di Carrara, logge con archi serliani e spazi che evocano la classicità più raffinata.
L’iniziativa risulta strategicamente rilevante anche per il territorio: il castello, dichiarato Bien de Interés Cultural nel 1985 e inserito nel Catalogo del Patrimonio Storico Andaluso dal 2012, è destinato a diventare un polo culturale in grado di attrarre turismo sostenibile, generare occupazione e contrastare lo spopolamento che interessa molte aree interne della provincia. Non va trascurato nemmeno il potenziale da set cinematografico della struttura, che negli ultimi anni il castello ha ospitato importanti produzioni internazionali come «Assassin’s Creed» e la serie «Game of Thrones».
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