Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una veduta del Castillo di La Calahorra, Granada

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Leonardo Fernández Lázaro

Image

Una veduta del Castillo di La Calahorra, Granada

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, Leonardo Fernández Lázaro

Granada si riprende il Castillo di La Calahorra

L’acquisizione da parte dell’amministrazione pubblica, strategicamente rilevante anche per il territorio circostante, segna una nuova fase di valorizzazione e fruizione della fortezza cinquecentesca

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Dopo oltre cinque secoli di storia, il Castillo di La Calahorra è stato restituito alla collettività: la Diputación di Granada ha formalizzato l’acquisizione del bene con un atto celebrato nel cortile centrale della struttura, alla presenza del presidente Francis Rodríguez e del sindaco di La Calahorra, Alejandro Ramírez, segnando la conclusione di un lungo processo di negoziati e aprendo la strada a una nuova fase di valorizzazione e fruizione pubblica. 

L’obiettivo dichiarato è rendere il castello accessibile già a partire dai mesi di settembre o ottobre. I primi interventi previsti riguardano l’installazione di servizi essenziali come bagni, acqua potabile e percorsi di accessibilità, in modo da garantire condizioni minime di sicurezza e comfort per i visitatori, senza però dover chiudere nuovamente l’edificio durante le successive fasi di restauro. 

Costruito tra il 1511 e il 1513 su iniziativa di Rodrigo Díaz de Vivar y Mendoza, marchese del Zenete, il castello rappresenta uno dei primi esempi di architettura rinascimentale fuori dall’Italia, coniugando l’aspetto severo di una fortezza con l’eleganza formale delle residenze nobiliari italiane. Situato su un’altura che domina la comarca del Marquesado del Zenete, in provincia di Granada, l’edificio si distingue per la sua facciata esterna austera, pensata a fini difensivi, e per l’interno riccamente decorato con colonne in marmo di Carrara, logge con archi serliani e spazi che evocano la classicità più raffinata.

L’iniziativa risulta strategicamente rilevante anche per il territorio: il castello, dichiarato Bien de Interés Cultural nel 1985 e inserito nel Catalogo del Patrimonio Storico Andaluso dal 2012, è destinato a diventare un polo culturale in grado di attrarre turismo sostenibile, generare occupazione e contrastare lo spopolamento che interessa molte aree interne della provincia. Non va trascurato nemmeno il potenziale da set cinematografico della struttura, che negli ultimi anni il castello ha ospitato importanti produzioni internazionali come «Assassin’s Creed» e la serie «Game of Thrones».

Alessia De Michelis, 28 agosto 2025 | © Riproduzione riservata

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Le sei opere dell’artista Claire Tabouret, destinate alla navata laterale sud, sono ormai oltre i due terzi della lavorazione e arriveranno nella cattedrale entro la fine del 2026, con l’installazione prevista tra ottobre e novembre e la presentazione ufficiale a dicembre

«Living Strata» è il progetto vincitore, firmato da SANAA, lo studio di architettura con sede a Tokyo, che sarà affiancato da Caá Porá Arquitectura, Estudio A0, Jerome Haferd Studio e Taller Capital Landscape. L’avvio del cantiere è previsto nel 2027

Dopo le tappe di Tours, Arles e Forlì, arriva a Torino il progetto che ripercorre attraverso più di 200 fotografie cinquant’anni di attività della fotografa palermitana. Nella Project Room, invece, l’evoluzione di un autore che ha indagato il rapporto tra fotografia, realtà e costruzione dell’immagine

Oltre 200 opere e documenti raccontano come il maestro surrealista non ha semplicemente influenzato il settore dell’haute couture, ma ne ha anticipato alcune delle questioni più attuali

Granada si riprende il Castillo di La Calahorra | Alessia De Michelis

Granada si riprende il Castillo di La Calahorra | Alessia De Michelis