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Il reperto raffigurante un vichingo è stato recentemente ritrovato negli archivi del Nationalmuseet di Copenhagen

Photo: Roberto Fortuna, courtesy of the Nationalmuseet of Denmark

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Il reperto raffigurante un vichingo è stato recentemente ritrovato negli archivi del Nationalmuseet di Copenhagen

Photo: Roberto Fortuna, courtesy of the Nationalmuseet of Denmark

Trovato in Danimarca il primo ritratto vichingo (in soli 3 centimetri)

Il curatore del Nationalmuseet di Copenhagen Peter Pentz ha individuato negli archivi del museo una piccola statuetta risalente al X secolo: una rara (se non unica) rappresentazione visiva di un illustre personaggio nordico

Alessia De Michelis

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La figura del vichingo, così come tramandata nell’immaginario collettivo (rude, selvaggia, avvolta da pellicce…) potrebbe essere errata: una recente scoperta, emersa dagli archivi del Nationalmuseet di Copenhagen, ci restituisce un’immagine umana e curata di questi leggendari guerrieri nordici.

Parliamo di una statuetta in avorio di tricheco, databile al X secolo, alta appena 3 centimetri ma incredibilmente dettagliata. A individuarla è stato il curatore Peter Pentz, che l’ha trovata dimenticata in un deposito, dove giaceva da oltre due secoli. Il piccolo manufatto raffigura il busto di un uomo dai tratti distinti: capelli ordinati con la riga in mezzo, barba intrecciata e baffi arricciati in stile imperiale. Un ritratto individuale, fatto raro (se non unico) per l’arte vichinga, finora dominata da motivi zoomorfi e rappresentazioni simboliche.

«Se pensate ai vichinghi come a un popolo selvaggio e barbaro, questa statuetta dimostra il contrario. È molto ben curato, ha dichiarato Pentz. Questo è il primo oggetto che si avvicina a un ritratto del periodo vichingo che io abbia mai visto. Alcuni dicono che abbia un aspetto diabolico. Ma io penso che sembri piuttosto come se avesse appena raccontato una barzelletta». La vivacità dell’espressione e la precisione del dettaglio suggeriscono che si trattasse di un personaggio di spicco, forse addirittura un re. «Un’acconciatura come questa, molto ordinata, con piccoli riccioli o ciuffi di capelli che ricadono sulle orecchie, suggerisce che questo personaggio fosse ai vertici», suggerisce il curatore. Secondo un’ipotesi si tratta di Harald Bluetooth (911-985), il sovrano danese noto per aver unificato la Danimarca e introdotto il cristianesimo, cui dobbiamo anche il nome della tecnologia Bluetooth.

La statuetta (con ogni probabilità un pezzo da gioco per l’Hnefatafl, antico gioco da tavolo nordico) fu ritrovata in una sepoltura equestre vicino a Oslo nel 1796, ma solo oggi è possibile studiarla per comprenderne il valore storico e artistico.

Peter Pentz con in mano il reperto raffigurante un vichingo. Photo: Camille Bas-Wohlert/Afp

Alessia De Michelis, 29 agosto 2025 | © Riproduzione riservata

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