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Stefano Miliani
Leggi i suoi articoliNel centro storico di Visso (Mc), ancora zona rossa dal terremoto del 2016, il medioevale Palazzo dei Priori è sovrastato da un tetto provvisorio sorretto dai ponteggi; i muri esterni squarciati mostrano a vista il pavimento nel vuoto. Già sede del Comune, l’edificio è in restauro insieme a edifici privati in via Galliano che formano un complesso di origine medioevale. Segue l’intervento l’Ufficio ricostruzione sisma delle Marche. È il primo cantiere di edilizia pubblica nel nucleo antico cui dovrà seguirne un altro di particolare rilievo: la Conferenza dei servizi (organismo che mette insieme più fronti delle gestioni pubbliche) ha approvato il progetto esecutivo per restaurare la Collegiata di Santa Maria. Questi lavori nel nucleo antico sono fattibili dopo che è stato realizzato un tunnel per far passare mezzi e materiali e, in entrambi i casi, prevedono il miglioramento antisismico delle strutture.
Palazzo dei Priori ha una storia tormentata: fu edificato nel 1270 e ampliato nella prima metà del ‘300; nel 1482 venne ricostruito dall’architetto Bartolomeo da Camerino dopo un incendio del 1477; fu restaurato a metà ‘500, nel 1866, negli anni ‘80 dopo il terremoto del 1977, nel 1988, in seguito al terremoto del 1997. Il sito online del Commissario straordinario sisma 2016 riferisce che l’intervento, inclusi gli altri edifici dell’aggregato, costa 6,4 milioni, prevede «il consolidamento delle murature in pietra, il rafforzamento di solai, volte e coperture e il recupero delle connessioni strutturali tra le diverse porzioni dell’edificio con particolare attenzione alla tutela delle caratteristiche storiche e architettoniche del complesso». L’archivio comunale viene trasferito. L’intero aggregato ha una superficie di circa 3.400 metri quadri di cui 1.125 dell’edificio storico più pregiato.
La società di ingegneria Spes Italia Engineering ha progettato e dirige i lavori «dopo una lettura storico-critica dell’edificio e delle sue risposte ai terremoti», come spiega al «Giornale dell’Arte» l’ingegnere che li coordina, Giuseppe Brandimarti: «I danni principali del palazzo riguardano le murature in elevazione, con forti lesioni diagonali, con il crollo di alcune porzioni delle pareti esterne, della vela campanaria, l’intero crollo della copertura della sala consiliare, oltre a diversi spanciamenti delle pareti, distacchi e cedimenti di solai. Si può praticamente replicare questo quadro per l’intero aggregato».
Il Palazzo dei Priori di Visso (Mc), ottobre 2026. Foto Spes Italia Engineering srl
Il Palazzo dei Priori di Visso (Mc), ottobre 2026. Foto Spes Italia Engineering srl
La sala consigliare al secondo piano ha su una parete un affresco con una Madonna col Bambino in trono con conchiglia, dipinto nel 1482 dal pittore Paolo da Visso, e una tribuna in pietra scolpita del 1559. Qual è lo scenario qui? «È la sala che ha ricevuto il danneggiamento maggiore, risponde Brandimarti, in quanto qui si è avuto l’intero collasso della copertura». Chi esegue i lavori del palazzo? «L’impresa Felici per la parte edile e strutturale, mentre i restauri pittorici sono affidati all’impresa di restauro Piacenti di Prato». I tempi? «Al massimo in due - due anni e mezzo, dovremmo riportare tutto l’aggregato alla luce. Le persone potranno rientrarci».
Un accorgimento antisismico da citare a titolo di esempio? «Vengono interposte fibre di carbonio per rinforzare le volte. Oppure in alcune zone adottiamo intonaci armati con tecniche mini-invasive che permettono di mantenere l’efficienza della struttura» e di mantenerne l’aspetto storico.
Come vi regolate con il tetto crollato? Negli anni ‘80 venne rifatto e con capriate che, a quanto risulta, furono ancorate al solaio con cordoli in cemento armato: «Dovremo rifare integralmente il tetto, risponde l’ingegnere. Verrà riproposto con una struttura molto più leggera, con capriate lignee e con una cordolatura perimetrale in acciaio per chiudere la scatola muraria. Non in cemento armato perché probabilmente uno dei maggiori danni è stato causato dalla presenza di pesanti cordolature in cemento armato».
Quanto alla Collegiata, l’attuatore del progetto di restauro da otto milioni è l’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche. Il complesso in piazza Martiri Vissani include l’antica pieve, con navata principale del secondo ‘400, sagrestia, campanile, un affresco del 1441 attribuito a Paolo da Visso, altari barocchi, un soffitto ligneo settecentesco. Tiranti e sistemi metallici dovranno rafforzare le strutture, verranno consolidate le murature, le volte, la torre campanaria, il rosone, le coperture dell’abside e della sagrestia, sarà rinnovata la copertura della navata principale restaurando e mantenendo il soffitto ligneo.
La Collegiata di Santa Maria di Visso (Mc), agosto 2025. Foto Stefano Miliani
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