Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Dettaglio: Bernardino Zaganelli, Santo Vescovo, Buscot Park, The Faringdon Collection Trust, The Faringdon Collection Trust, Buscot Park

Moretti Fine Art, Londra

Image

Dettaglio: Bernardino Zaganelli, Santo Vescovo, Buscot Park, The Faringdon Collection Trust, The Faringdon Collection Trust, Buscot Park

Moretti Fine Art, Londra

Fabrizio Moretti riunisce a Londra tre capolavori di Bernardino Zaganelli dopo secoli di separazione

Dal 30 novembre al 18 dicembre, Moretti Fine Art riunisce a Londra tre tavole dipinte intorno al 1510 da Bernardino Zaganelli, separate da secoli e appartenenti a una stessa pala d'altare. Alla «Vergine col Bambino» e alla «Sant'Elena», acquisite dalla galleria di Fabrizio Moretti, si aggiunge un «Santo vescovo» proveniente dalla Faringdon Collection di Buscot Park. Le nuove ricerche di Giacomo Alberto Calogero ricostruiscono il passaggio delle opere nella raccolta dei principi Belgioioso e riaprono l'indagine sulla struttura originaria del complesso. Un progetto in cui mercato antiquario, ricerca e collaborazione con le collezioni storiche restituiscono una parte della storia perduta di un capolavoro del Rinascimento.

Martha Levy

Leggi i suoi articoli

Tre dipinti separati da secoli, una pala d'altare del Rinascimento italiano e un'operazione che restituisce temporaneamente unità a un complesso pittorico disperso. Dal 30 novembre al 18 dicembre 2026, Moretti Fine Art, la galleria londinese di Fabrizio Moretti, presenta Back Together: Reuniting the Panels of an Altarpiece by Bernardino Zaganelli, un'esposizione che riunisce per la prima volta dalla loro dispersione tre tavole dipinte intorno al 1510 dal pittore romagnolo Bernardino Zaganelli. Il progetto nasce dalla collaborazione con The Faringdon Collection Trust, istituzione che conserva a Buscot Park, nell'Oxfordshire, una delle opere appartenenti al complesso originario. Un'iniziativa che mette in relazione la ricerca storico-artistica, la ricostruzione delle provenienze e l'attività del mercato antiquario, restituendo a tre dipinti la possibilità di essere osservati nuovamente come parti di una medesima invenzione pittorica.

Al centro della mostra figurano la Vergine col Bambino incoronata da due angeli e una Sant'Elena, acquisite nel corso degli anni da Moretti Fine Art, alle quali si aggiunge un Santo vescovo concesso in prestito dalla Faringdon Collection. Le tre tavole presentano dimensioni compatibili, evidenti affinità stilistiche e soprattutto la continuità di alcuni elementi compositivi, tra cui il piano marmoreo sul quale poggiano le figure. È proprio questa corrispondenza a rendere riconoscibile la loro appartenenza a un insieme unitario, nonostante il lungo percorso che le ha condotte in collezioni differenti. La ricomposizione consente di recuperare i rapporti di scala, i rimandi cromatici e la disposizione dei personaggi, offrendo una lettura più articolata dell'opera rispetto a quella possibile attraverso i singoli dipinti.

Bernardino Zaganelli, originario di Cotignola, fu uno dei protagonisti della pittura romagnola tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento. Attivo anche in collaborazione con il fratello Francesco, sviluppò un linguaggio nel quale le suggestioni della cultura figurativa ferrarese e bolognese si intrecciano con una progressiva attenzione alla monumentalità e alla costruzione delle figure, in sintonia con le trasformazioni della pittura italiana dei primi decenni del XVI secolo. La pala riunita a Londra appartiene alla fase più matura della sua attività e rivela un artista capace di combinare una nuova ampiezza compositiva con una particolare sensibilità per il dettaglio ornamentale. Nella Vergine col Bambino incoronata da due angeli, Maria siede su un trono marmoreo, protetta da un padiglione bianco foderato di verde, mentre due angeli scostano le cortine e le pongono una corona sul capo. La costruzione solenne della figura convive con la delicatezza dei passaggi cromatici e con l'attenzione agli elementi preziosi. In Sant'Elena, la grande croce disposta obliquamente introduce una tensione spaziale che contrasta con la stabilità della figura, mentre il trattamento delle vesti rivela una particolare cura nella definizione delle pieghe e dei dettagli. Il Santo vescovo, infine, emerge da un paesaggio avvolto in un piviale ornato da perle e gemme, dipinte con una precisione quasi orafa. L'equilibrio tra monumentalità delle figure e raffinatezza della superficie costituisce uno degli elementi più interessanti di questa fase della ricerca di Zaganelli, nella quale l'eredità della tradizione quattrocentesca viene progressivamente rielaborata attraverso le nuove istanze della maniera moderna.

La mostra assume un rilievo particolare grazie alle indagini pubblicate nel catalogo. Lo storico dell'arte Giacomo Alberto Calogero ha approfondito la storia e la possibile ricostruzione della pala, tornando su un documento ottocentesco già segnalato da Marica Forni: l'inventario redatto nel 1814, dopo la morte del principe Alberico XII Barbiano di Belgioioso d'Este. Il documento registra sei dipinti su tavola, tra i quali una Vergine con il Bambino e due angeli, una figura del Cristo risorto e diversi santi, compresa Elena. La corrispondenza con i soggetti oggi conservati permette di collegare le tre opere alla raccolta principesca e di avanzare nuove ipotesi sulla configurazione dell'insieme.

La struttura originaria della pala rimane tuttavia oggetto di studio. Una delle ricostruzioni considerate da Calogero ipotizza un polittico articolato su due registri, con le tre tavole oggi esposte nella parte inferiore e il Cristo risorto affiancato da altri santi in quella superiore, qualora tutti gli elementi ricordati nell'inventario appartenessero effettivamente allo stesso complesso. Un'altra possibilità, richiamata nella presentazione della mostra, prevede invece un insieme di cinque tavole disposte su un unico registro, con le figure dei santi alle estremità. Si tratta di ipotesi che testimoniano quanto sia ancora aperta la ricerca sull'assetto originario. Anche l'identificazione della chiesa o dell'istituzione per la quale l'opera fu commissionata rimane incerta, sebbene le indagini sulla provenienza Belgioioso suggeriscano possibili collegamenti con l'ambiente pavese. La ricomposizione londinese rappresenta quindi una tappa della ricerca, più che la soluzione definitiva di tutti i problemi storico-artistici posti dall'opera.

Alla ricostruzione del complesso pittorico si affianca quella della storia collezionistica dei singoli frammenti. Particolarmente significativa è la vicenda del Santo vescovo proveniente da Buscot Park, una delle dimore storiche inglesi legate al patrimonio del National Trust. Il dipinto entrò nel 1965 nella raccolta di Gavin Henderson, secondo Lord Faringdon, collezionista dai molteplici interessi, che spaziavano dalla pittura britannica contemporanea ai maestri antichi. Nel catalogo, Amy Lim ricostruisce attraverso gli archivi di Buscot Park le scelte del collezionista e le relazioni con artisti, mercanti e consulenti che contribuirono alla formazione della raccolta. Il confronto con il ritratto di Lord Faringdon realizzato da Walter Sickert permette di evocare un contesto collezionistico nel quale epoche e linguaggi differenti convivono all'interno della stessa dimora. Con il prestito a Moretti Fine Art, il dipinto esce temporaneamente da questa cornice per recuperare la propria relazione con le altre tavole di Zaganelli.

Il progetto conferma una delle caratteristiche più interessanti dell'attività di Fabrizio Moretti, punto di riferimento dell'antico nel mondo, che ha costruito la propria posizione nel mercato internazionale degli Old Masters attraverso una forte attenzione alla ricerca attributiva, alla ricostruzione delle provenienze e alla valorizzazione storico-artistica delle opere. Fondata a Firenze nel 1999, la galleria si è progressivamente affermata come interlocutore di importanti collezionisti e musei internazionali, inaugurando la sede londinese nel 2005 e sviluppando una presenza continuativa nelle principali manifestazioni dedicate all'arte antica, da TEFAF a Frieze Masters. Nel corso degli anni Moretti ha affiancato all'attività commerciale la promozione di studi monografici, restauri, borse di ricerca e progetti espositivi, contribuendo alla circolazione internazionale della pittura italiana dal Medioevo al Rinascimento. Riunire opere disperse rappresenta una delle operazioni più significative che il mercato antiquario può contribuire a realizzare. La circolazione dei dipinti attraverso vendite, successioni e acquisizioni private ha determinato nei secoli la frammentazione di numerosi complessi monumentali, soprattutto pale d'altare e polittici, nati per essere letti secondo rapporti iconografici e spaziali precisi. Il lavoro di riconoscimento e ricostruzione richiede competenze che attraversano lo studio delle tecniche, il confronto stilistico, la storia delle collezioni e la ricerca archivistica. Nel caso di Zaganelli, la disponibilità di due tavole presso Moretti Fine Art e la collaborazione con la Faringdon Collection rendono possibile un confronto diretto che difficilmente potrebbe essere sostituito dalla sola documentazione fotografica.

«Back Together: Reuniting the Panels of an Altarpiece by Bernardino Zaganelli», Moretti Fine Art, 13 Duke Street, St. James's, Londra, 30 novembre – 18 dicembre 2026. In collaborazione con The Faringdon Collection Trust.

Bernardino Zaganelli, Sant’Elena, Londra, Moretti Fine Art, Moretti Fine Art, Londra

Bernardino Zaganelli, Madonna col Bambino e due angeli, Londra, Moretti Fine Art, Moretti Fine Art, Londra

Bernardino Zaganelli, Santo Vescovo, Buscot Park, The Faringdon Collection Trust, The Faringdon Collection Trust, Buscot Park

Martha Levy, 03 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

Martha Levy

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Durante gli scavi per un nuovo quartiere residenziale a Ramat Rachel, a sud di Gerusalemme, l'Autorità israeliana per le antichità ha riportato alla luce un tratto di 300 metri dell'Acquedotto Inferiore, attribuito all'epoca dei re asmonei. Lungo oltre 21 chilometri, il sistema trasportava l'acqua dalle sorgenti a sud di Betlemme alla città sfruttando una pendenza di appena un metro per chilometro. Utilizzato, riparato e trasformato per quasi due millenni, sarà conservato e integrato nel nuovo insediamento urbano.

Dal 6 novembre al 19 dicembre la sede di Tribeca di David Zwirner presenta una mostra di nuove opere di Jem Perucchini, pittore italo-etiope classe 1995. È la prima personale dell’artista negli Stati Uniti e arriva dopo le mostre alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e al Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia. Dalla pittura del primo Rinascimento agli affreschi delle chiese etiopi, Perucchini costruisce una figurazione sospesa tra genealogie culturali differenti e temporalità immaginarie.

A Villa Panza a Varese tre appuntamenti per approfondire l’arte di Josef Albers: dalla ricerca sul colore e sulla percezione al rapporto dell’artista con l’Italia e con la Milano degli anni Trenta, fino agli aspetti tecnici e conservativi delle opere.

Dal 28 novembre 2026 il Santa Maria della Scala di Siena ricostruisce la fortuna figurativa di Caterina Benincasa tra l’età post-tridentina e il Seicento. Curata da Alessandro Angelini, Gabriele Fattorini e Michele Maccherini, Santa Caterina da Siena, estasi e ardore riunirà dipinti, stampe, sculture e libri provenienti da importanti musei italiani e internazionali, mettendo in relazione le opere con i luoghi senesi legati alla vita e alla memoria della patrona d’Italia e d’Europa. L’inaugurazione è prevista il 27 novembre, l’apertura al pubblico il giorno successivo.

Fabrizio Moretti riunisce a Londra tre capolavori di Bernardino Zaganelli dopo secoli di separazione | Martha Levy

Fabrizio Moretti riunisce a Londra tre capolavori di Bernardino Zaganelli dopo secoli di separazione | Martha Levy