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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliEva Fabbris è la nuova direttrice artistica della Società delle Api. La storica dell’arte alla guida del Madre – museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli dal 2023 a luglio 2026, sarà l'ideatrice del programma espositivo che prenderà avvio nel 2028. Ad annunciarlo è la stessa Fondazione nata nel 2018 da un'idea di Silvia Fiorucci, che sviluppato la propria attività attraverso residenze, progetti e collaborazioni in diversi luoghi europei. Già dalla stagione 2027 Fabbris contribuirà tuttavia alla progettazione culturale della Fondazione attraverso l’ideazione di contenuti discorsivi che affiancheranno il calendario espositivo già definito. Membro dell’advisory board fin dal suo inizio, Fabbris assume l’incarico che segna una nuova fase nel percorso di sviluppo istituzionale di Società delle Api, rafforzandone la struttura curatoriale e preservando al contempo la dimensione collettiva che caratterizza la Fondazione. La sua nomina si inserisce in un momento di particolare vitalità dell'istituzione che, con l’apertura dello spazio romano di via Gregoriana 40, il 14 febbraio 2026, ha dato espressione alla propria natura: accogliere e riunire artisti, curatori e studiosi, creare le condizioni affinché dal confronto possano nascere progetti condivisi. «La nomina di Eva Fabbris alla direzione artistica di Società delle Api, dichiara Silvia Fiorucci, riporta allo spirito con cui è nata questa esperienza: il desiderio di condividere e ampliare la mia passione per l’arte, trasformando un percorso personale di collezionista in un’esperienza collettiva, fatta di incontri, relazioni e affetti. Eva è una delle persone con cui ho condiviso questo percorso fin dall’inizio, costruendo negli anni un rapporto di amicizia, stima e profonda affinità. Sono quindi particolarmente felice che oggi, con la sua esperienza professionale e sensibilità curatoriale, possa contribuire ancora più attivamente all’evoluzione della Fondazione. Insieme vogliamo continuare a coltivare la natura collettiva e sperimentale che ci caratterizza, arricchendola della visione di Eva, capace di aprire nuove prospettive di ricerca e immaginare forme inedite di produzione e condivisione dell’arte».
Un pensiero condiviso anche da Fabbris che confessa di essersi sempre riconosciuta nella Società delle Api, sin dalla sua fondazione, traendo ispirazione «dalla centralità che nelle sue attività e nello spirito che la anima è dato agli artisti». «È dalle loro poetiche, prosegue l'ex direttrice del Madre, che si alimenta la visione con cui Silvia ha inventato il prototipo di un progetto d’arte basato su incontri e affinità. La formula della Società fino ad ora è stata improntata all’informalità e alla fluidità di formati; con l’apertura dello spazio romano vogliamo condividerne le sensibilità e i risultati con un pubblico più ampio, per estendere i termini del dialogo e della ricerca. Sono felice di condurre questo processo».
Samantha De Martin
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