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«Luna p’art», Render della sala «Un tuffo nell’arte»

Courtesy di Arthemisia

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«Luna p’art», Render della sala «Un tuffo nell’arte»

Courtesy di Arthemisia

Da Damien Hirst a Warhol, l’arte si fa gioco: a Roma debutta «Luna p’art»

Dal 5 dicembre il Museo del Genio ospita, per la prima volta al mondo, il nuovo format di mostre prodotto da Arthemisia e Fever

Samantha De Martin

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Raggiungere le opere di Damien Hirst dopo avere «nuotato» in una piscina piena di palline colorate. Oppure attraversare il «corridoio dell’amore» per scoprire tra cuori e candele i lavori di Takashi Murakami, spiegati attraverso il tipo di emozione che l’opera suscita. Accadrà a Roma, al Museo del Genio, che guadagna nuovi spazi per accogliere «Luna p’art», il nuovo format di mostre ideato da Arthemisia, prodotto da Arthemisia e Fever. Un’esposizione d’arte a tutti gli effetti, con cento opere di artisti internazionali, da Andy Warhol a Banksy, da Hirst a Obey, da Liu Bolin a TVBOY, da David LaChapelle e Angelo Accardi a Marco Lodola, esposte in una maniera insolita, in ambienti e situazioni legati all’immaginario ludico che producono un cortocircuito dall’esito imprevedibile. 

Un esperimento che non trova precedenti e nel quale il gioco diventa la porta d’accesso delle emozioni, e che vede nel museo un luogo terapeutico, come dimostrano gli studi scientifici che considerano l’arte capace di apportare benefici oggettivi e concreti alla salute fisica, stimolando la mente e favorendo le relazioni con gli altri. «Per la prima volta al mondo, anticipa Iole Siena, presidente di Arthemisia, questo esperimento arriva a Roma. Si tratta di una mostra d’arte vera, inserita in un contesto di gioco e un po’ di sogno come può essere il luna park. Parte da un principio molto serio, un esperimento scientifico fatto con scienziati e medici. Di solito fruiamo l’arte attraverso la razionalità. In un momento  di grande divertimento e stupore possiamo vedere l’arte in un modo completamente diverso, come diverso è l'effetto che produce, anche terapeutico. Si tratta di un progetto in cui crediamo molto e che da Roma girerà tutto il mondo. Tutto questo servirà ad avere una visione dell’arte inedita e insolita». I linguaggi degli artisti in mostra dialogheranno con installazioni e ambienti scenografici, in un allestimento che inviterà a soffermarsi sulle opere e a ritrovarle dentro situazioni capaci di coinvolgere il pubblico in prima persona, tra scivoli, specchi, labirinti. A guidarlo da un ambiente all’altro non ci sarà una risposta giusta, ma le sensazioni e i ricordi che solo il luna park sa risvegliare.

Samantha De Martin, 04 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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Da Damien Hirst a Warhol, l’arte si fa gioco: a Roma debutta «Luna p’art» | Samantha De Martin

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