Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliUn nuovo capitolo legale riaccende l'inesausto dibattito sui confini tra appropriazione artistica, citazione e violazione del diritto d'autore nell'arte contemporanea. Al centro della vicenda c'è il fotografo musicale Justin Thomas, che ha intentato una causa presso il tribunale federale del Southern District di New York contro la pittrice americana Elizabeth Peyton, la galleria David Zwirner e la casa d'aste Sotheby’s. L'oggetto del contenzioso è Earl’s Court (Liam + Noel), un dipinto realizzato da Peyton nel 1996 e venduto da Sotheby’s lo scorso maggio per 1,92 milioni di dollari.
L'opera pittorica ritrae i fratelli Liam e Noel Gallagher, celebri membri degli Oasis, in un raro momento di affetto intimo mentre si scambiano un abbraccio e un bacio sulla guancia. La composizione riprende direttamente uno scatto eseguito da Thomas durante una festa a cui la band ha partecipato dopo un concerto a Londra nel 1995. Fotografo attivo da oltre trentacinque anni nella documentazione delle scene punk e Britpop, Thomas sostiene nel ricorso che il quadro costituisca una replica priva del carattere di trasformazione richiesto dalla legge, essendosi limitata l'artista a variare il supporto - dalla pellicola alla tela - e ad apportare lievi modifiche nella gamma cromatica e nel taglio dell'inquadratura. La stessa fotografia originale è stata peraltro scelta dall'autore come immagine di copertina per il suo volume monografico How Does It Feel? – Oasis 1995-2002, dato alle stampe nel 2024.
La scoperta della sovrapposizione tra le due opere è avvenuta in modo accidentale nello scorso aprile, quando Sotheby’s ha contattato Thomas per negoziare la licenza d'uso della fotografia a scopi comparativi all'interno del catalogo digitale dell'asta. Dopo un accordo iniziale per una cifra di 2.000 dollari, successivamente rinegoziata a 1.500, l'immagine è stata improvvisamente rimossa dal sito web su richiesta dei legali di Peyton. Secondo la ricostruzione depositata dalla difesa del fotografo, la cancellazione dello scatto dal catalogo sarebbe servita a mascherare la fonte figurativa del dipinto prima dell'incanto, evitando di evidenziare la derivazione diretta dell'opera mentre la casa d'aste e la galleria si apprestavano a trarre profitto dalla sua commercializzazione.
Non si tratta d'altra parte della prima contestazione di questo tipo rivolta a Elizabeth Peyton, il cui linguaggio pittorico si fonda storicamente sulla rielaborazione di fonti fotografiche preesistenti legate alla cultura di massa e alle icone musicali. Già nel 2014 e nel 2016 il fotografo Dennis Morris aveva avanzato accuse analoghe in merito ad alcuni ritratti dei Sex Pistols, contestazioni risolte in un caso attraverso un accordo privato tra le parti sotto la dottrina del fair use e nell'altro con il ritiro del dipinto dal mercato. Due precedenti che paiono indirizzare anche quest'ultimo contenzioso in cui Peyton si è ritrovata.
Lo scatto di Justin Thomas agli Oasis al centro del contenzioso con Elizabeth Peyton. Courtesy Elizabeth Peyton
Elizabeth Peyton, Earl's Court (Liam + Noel) (1996). Courtesy Sotheby's
Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
La nuova edizione della CONTOUR Biennale trasforma la città rinascimentale in un laboratorio a cielo aperto, tra installazioni site-specific
62 lotti stimati complessivamente 30-43 milioni di euro, che Christie’s batterà all'asta il 22 e 23 ottobre durante la settimana dell’arte di Parigi
A cui si aggiungono le collaborazioni internazionali con il Centre Pompidou e un nuovo ciclo di restauri dedicati al cinema asiatico
Nel 2016 Francia e Olanda hanno siglato un'intesa intergovernativa senza precedenti per acquisire i ritratti dei coniugi Soolmans e Coppit



