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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliL'Impressionismo, si sa, non fu soltanto una rivoluzione estetica. Attorno all'interpretazione della luce, alla pennellata senza segno, ai paesaggi da sogno e alle visioni estatiche si strutturò un sistema di promozione e vendita mai sperimentato in precedenza. Per la prima volta fu il pubblico e la critica indipendente (ovvero esterna alle Accademie) a decretare ciò che era arte, e a valutarla positivamente. La crescita della borghesia e delle infrastrutture di vendita private furono il terreno sociale ed economico sul quale sviluppare un mercato libero, internazionale, che insieme all'impegno editoriale e pubblicitario riuscisse a mantenere e promuovere il movimento impressionista. Detto fuori dai denti, a stipendiare gli artisti. O meglio, a stipendiare l'uomo che stipendiava gli impressionisti: Paul Durand-Ruel.
Figlio di un cartolaio e inizialmente destinato alla carriera militare, Durand-Ruel rivoluzionò il sistema dell'arte nella seconda metà dell'Ottocento. Dopo aver sostenuto la Scuola di Barbizon, a partire dal 1871 iniziò ad acquistare sistematicamente le opere di Monet, Pissarro, Renoir, Degas e Sisley, giungendo a rischiare più volte la bancarotta pur di sostenere gli artisti e organizzarne le prime personali. Con l'apertura di gallerie a Londra, Bruxelles e New York - dove nel 1886 la celebre mostra impressionista decretò il definitivo successo di pubblico e critica - Durand-Ruel strutturò le basi del mercato dell'arte contemporanea. Un mercante slegato da ogni istituzione, che ha rotto ogni cordone accademico cercando la legittimità della propria proposta direttamente tra il pubblico. Una gigantesca scommessa vinta, le cui ricadute sull'intero sistema sono tutt'ora evidenti.
Per restituire in un dato l'importanza di Durand-Ruel, basti pensare che circa un quarto delle opere impressioniste oggi conservate al Musée d'Orsay è passato originariamente tra le mani della sua galleria.
Oltre a queste, ce ne sono ovviamente tante altre, divise tra musei e collezioni private. Come il nucleo di 62 opere - mai comparse prima sul mercato e custodite per oltre un secolo direttamente dai discendenti di Paul Durand-Ruel - che Christie’s batterà all'asta il 22 e 23 ottobre. Un appuntamento di vendita che si candida tra i più rilevante della Paris Art Week, oltre che dell'intera stagione autunnale. L'insieme dei lotti, complessivamente, stima tra i 30 e i 43 milioni di euro.
Paul Durand-Ruel ritratto nella sua galleria, circa 1910
Claude Monet, «Bord des falaises à Pourville» (1882). Stima: €11,000,000-15,000,000
Tra i capolavori proposti spicca Bord des falaises à Pourville, paesaggio costiero dipinto da Claude Monet nel 1882 e valutato tra gli 11 e i 15 milioni di euro. La tela immortala le scogliere della Normandia immerse in una luce tersa e drammatica, dove la pennellata rapida di Monet restituisce la vibrazione dell'aria e il movimento del mare. L'opera rappresenta un momento cruciale nella storia del movimento: creata durante un soggiorno in cui l'artista versava in una condizione di profonda prostrazione psicologica ed economica, vide la luce solo grazie all'invio immediato di sussidi da parte di Durand-Ruel. Un sostegno fondamentale che convinse Monet a non distruggere le proprie tele e a proseguire la ricerca sulla variazione luminosa. Il dipinto figurò poi nella celebre esposizione del 1905 alle Grafton Galleries di Londra, la più imponente mostra impressionista mai organizzata, che consacrò definitivamente il maestro francese di fronte al collezionismo anglosassone e non solo.
Il catalogo dedica un ampio affondo al lirismo paesaggistico di Alfred Sisley con La route du Cœur-Volant en hiver, Louveciennes, tela datata circa 1872 e stimata tra i 2,5 e i 3,5 milioni di euro. In questo dipinto, realizzato durante uno dei periodi più felici e creativi dell'artista a Louveciennes, Sisley affronta uno dei suoi temi d'elezione: il paesaggio innevato. La composizione è costruita su una rigorosa prospettiva stradale che guida lo sguardo verso l'orizzonte, mentre la palette di bianchi, grigi azzurrati e toni caldi della terra restituisce con straordinaria sensibilità la caligine fredda e il silenzio ovattato dell'inverno francese.
La pittura urbana trova invece la sua massima espressione nella veduta Le Louvre, soleil d’hiver, matin, eseguita da Camille Pissarro nel 1900 e valutata tra i 2 e i 3 milioni di euro. Ormai anziano e costretto a dipingere al riparo dalle finestre dei suoi alloggi parigini, Pissarro realizzò una celebre serie dedicata alle vedute del Senna e del Louvre. Quest'opera cattura la monumentale architettura del museo milanese immersa nella bruma mattutina, dove un sole invernale basso e pallido taglia la scena filtrando tra gli alberi spogli e riflessi dorati sull'acqua, testimoniando la capacità unica dell'artista di trasformare la metropoli moderna in un racconto poetico e atmosferico.
Il legame simbiotico tra Pierre-Auguste Renoir e la famiglia del gallerista - scandito da decenni di frequentazione quotidiana e profonda amicizia - è celebrato da Jeunes filles au bord de la mer, opera stimata tra i 4 e i 6 milioni di euro. La tela incarna appieno la poetica della gioia di vivere renoiriana: due figure femminili ritratte con pennellate morbide, quasi liquide, fuse nell'ambiente naturale circostante in un'atmosfera sospesa e luminosa. A completare la presenza dell'artista in asta figura anche uno studio su carta, un delicato disegno preparatorio per la celebre composizione La leçon de piano, che permette di svelare la genesi analitica e la maestria del tratto grafico che anticipavano i suoi grandi capolavori a olio.
Pierre-Auguste Renoir, «Jeunes filles au bord de la mer» (1890-1894). Stima: €4,000,000-6,000,000
Alfred Sisley, «La route du Coeur-Volant en hiver, Louveciennes» (1872). Stima: €2,500,000-3,500,000
Alberto Camogli
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