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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoli«È per noi un onore ed un privilegio intraprendere il restauro di Palazzo Forcella De Seta, un luogo di straordinaria importanza e bellezza, ed avere l’opportunità di creare una nuova destinazione per le arti in un contesto celebre in tutto il mondo per la sua vocazione allo scambio culturale attraverzo i secoli». Così Iwan Wirth commenta la storica svolta nella vita della dimora siciliana. Affacciata sul Mar Tirreno, nel cuore della Kalsa, Palazzo Forcella De Seta è uno di quei luoghi palermitani in cui la storia continua a dialogare con il presente. L’annuncio dell’acquisizione del complesso da parte di Hauser & Wirth, avvenuta all’inizio del 2026, segna una svolta significativa non solo per il destino dell’edificio, ma per l’intero panorama culturale siciliano. Per secoli il Palazzo ha incarnato la stratificazione culturale dell’isola: un palinsesto architettonico in cui si intrecciano suggestioni arabo-normanne, gotiche e neoclassiche. Originariamente edificato nel XVIII secolo, il complesso conserva strutture risalenti al XVI secolo, tra cui la storica Porta dei Greci, testimonianza dell’antico ruolo di Palermo come crocevia mediterraneo di popoli, commerci e linguaggi.
L’intervento annunciato da Hauser & Wirth è un progetto di conservazione e restituzione che punta a preservare l’integrità architettonica del sito e, al contempo, a trasformarlo in una nuova destinazione culturale aperta al pubblico. Questo tipo di approccio si inserisce coerentemente nella visione della galleria, già sperimentata in contesti storici come il Somerset e Minorca, dove il patrimonio costruito è diventato spazio vivo per la produzione e la fruizione dell’arte contemporanea.
Costruito sui resti della casina a mare della famiglia Bonanno, Palazzo Forcella De Seta conobbe una fase cruciale nel 1833, quando passò a Enrico Forcella, marchese di Villalonga. Fu allora che gli architetti Nicolò Puglia ed Emmanuele Palazzotto ridefinirono l’edificio secondo un gusto neoclassico, plasmando il corpo centrale e molti degli elementi che ancora oggi ne determinano l’identità. Mosaici raffinati, affreschi in stucco, finestre ad arco neogotiche e il giardino interno raccontano una Palermo cosmopolita, capace di assorbire e rielaborare stili e influenze diverse.
Nel corso del tempo, il Palazzo ha ospitato residenze private ed eventi culturali di rilievo, tra cui Manifesta 12 nel 2018, confermando la sua naturale vocazione come luogo di incontro tra storia e contemporaneità. È proprio questa continuità, più che una rottura, a rendere l’operazione di Hauser & Wirth particolarmente significativa.
Palermo negli ultimi anni ha riscoperto il proprio ruolo nel dibattito culturale internazionale e il futuro di Palazzo Forcella De Seta si configura come un banco di prova cruciale non solo per verificare l’equilibrio tra tutela e trasformazione, ma per interrogarsi sul senso stesso di fare arte contemporanea all’interno di luoghi carichi di memoria. Se il restauro saprà mantenere fede a queste premesse, il Palazzo potrebbe tornare ad essere ciò che è sempre stato nei secoli, uno spazio di attraversamento e di dialogo.
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