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Mauro Staccioli, «Triangolo dai lati curvi» (2006)

Courtesy of Archivio Mauro Staccioli e Fondation CAB, Saint-Paul de Vence

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Mauro Staccioli, «Triangolo dai lati curvi» (2006)

Courtesy of Archivio Mauro Staccioli e Fondation CAB, Saint-Paul de Vence

Mauro Staccioli alla Fondation CAB

Il progetto «Overcoming Barriers» dell’Archivio Mauro Staccioli, vincitore dell’Italian Council, porta «Triangolo dai lati curvi» dell’artista toscano nel giardino di Fondation CAB a Saint-Paul de Vence e anticipa la retrospettiva del 2027 a Bruxelles

Margherita Panaciciu

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Con il progetto «Overcoming Barriers» la ricerca di Mauro Staccioli torna a misurarsi con lo spazio internazionale in un dialogo tra opera, paesaggio e memoria critica. Promossa dall’Archivio Mauro Staccioli, costituito dall’artista nel 2012 insieme alla figlia Giulia, che ne è il Presidente, e sostenuta dall’Italian Council (XIV edizione, 2025) della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, l’iniziativa si sviluppa tra il 2026 e il 2027 nelle due sedi della Fondation CAB, a Saint-Paul de Vence e Bruxelles.

Il primo atto si compie il 14 marzo, con l’acquisizione e la collocazione permanente della scultura «Senza titolo. Triangolo dai lati curvi» (2006) nel giardino della sede francese della fondazione. Realizzata in acciaio corten, l’opera si colloca sulla sommità del parco, in un punto in cui le linee prospettiche del paesaggio convergono e si aprono verso l’orizzonte. La scultura diventa così un dispositivo ottico, forma che orienta lo sguardo, lo solleva e lo mette in tensione con l’ambiente circostante.

 

La Fondation CAB a Saint Paul de Vence ospiterà nel suo giardino dal 14 marzo la scultura di Mauro Staccioli

La geometria del triangolo - imperfetta, asimmetrica, quasi in bilico - rinuncia alla presunta neutralità della forma matematica per aprirsi a una dimensione percettiva instabile. In questa oscillazione tra firmitas e movimento si riconosce uno dei nuclei più profondi della poetica di Staccioli: l’idea che la scultura non sia oggetto isolato ma gesto nello spazio, capace di generare consapevolezza e ridefinire l’esperienza del luogo. Fin dagli anni Settanta, infatti, l’artista ha sviluppato il concetto di «scultura-intervento», introducendo nello spazio urbano elementi di tensione come barriere, muri o dissuasori in cemento e ferro. Strutture che mettevano in scena una dimensione conflittuale, quasi militante, del rapporto tra opera e ambiente. A partire dalla metà degli anni Ottanta, questa radicalità si trasforma in una ricerca più fluida: le forme si aprono, diventano attraversabili e la scultura si configura come spazio generato al proprio interno. 

È proprio questa traiettoria a essere riletta nel progetto «Overcoming Barriers», che proseguirà nel 2027 con una retrospettiva alla Fondation CAB di Bruxelles (9 giugno – 10 luglio), curata da Roberto Lacarbonara. In occasione della mostra sarà pubblicato un volume monografico edito da Hatje Cantz Verlag, con saggi di Marica Antonucci, Bruno Corà, Lacarbonara, Caterina Martinelli, Duccio Nobili e Giuliano Sergio. Promosso dall’archivio diretto da Andrea Alibrandi, anche alla guida della fiorentina Galleria Il Ponte, il progetto riafferma la dimensione internazionale di una ricerca che ha fatto della relazione tra segno e paesaggio il proprio campo d’indagine privilegiato. In questo senso, la presenza dell’imponente plastica nel giardino della Fondation CAB non rappresenta soltanto una nuova acquisizione museale ma l’innesto di un segno critico nel paesaggio europeo della scultura contemporanea.

Margherita Panaciciu, 04 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Mauro Staccioli alla Fondation CAB | Margherita Panaciciu

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