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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliNon è un restauro concluso, ma un cantiere aperto alla ricerca. È questa la caratteristica più innovativa del recupero della volta affrescata della Casa con Panificio nella Regio IX di Pompei, dove una sofisticata struttura modulare consentirà di integrare in futuro nuovi frammenti che potranno emergere dagli scavi, aggiornando progressivamente la ricostruzione dell’antico soffitto.
L’intervento ha restituito oltre un quarto della decorazione originaria del cenacolo, la sala da banchetto al piano superiore della domus, seguendo rigorosamente i principi di riconoscibilità e reversibilità del restauro. Determinante è stato il ritrovamento dei frammenti nel punto esatto del crollo, che ha permesso agli archeologi di attribuirne con certezza la provenienza e avviare già durante lo scavo una prima ricomposizione.
La decorazione rivela un articolato programma figurativo incentrato sulla ierogamia, l’unione sacra tra Dioniso e Arianna. Al centro della composizione, ricostruita anche grazie al confronto con opere antiche, Dioniso è raffigurato sul carro di fronte ad Arianna che suona l’arpa, accompagnata da un erote citaredo, mentre due centauri musicisti trainano il carro. Attorno si sviluppa un ricco apparato di edicole, festoni vegetali, figure allegoriche delle stagioni, geni alati e simboli del culto dionisiaco, tra maschere teatrali e strumenti per le libagioni.
Il progetto è stato presentato ieri, 23 luglio, al termine del workshop internazionale «Pompei: scavi e ricerche in corso», dedicato al confronto tra istituzioni e università impegnate nelle attività scientifiche del Parco archeologico. «L’Italia è leader mondiale nel restauro archeologico e Pompei, con il suo ufficio di restauratori, ne è un tassello centrale, ha sottolineato il direttore Gabriel Zuchtriegel. Condividere i risultati dei nostri progetti conservativi significa condividere anche ricerca e conoscenza».
Sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e recuperati sotto una coltre di cenere e lava spesso ridotti a minuscoli lacerti, i frammenti tornano oggi a raccontare uno dei più affascinanti miti del mondo greco, restituendo ai visitatori un nuovo tassello della magnificenza decorativa dell’antica Pompei.
Giorgio Valentini
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