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Dal 13 febbraio la statua quattrocentesca proveniente dal Duomo di Milano che raffigura un «Santo barbuto con Libro», è esposta nella sede di Ferrovie Nord Milano-Fnm in piazzale Cadorna, là dove dal giugno 2022 c’era quella ottocentesca (stessa origine) di «San Abdon». Per la seconda volta, infatti, Fnm aderisce al progetto «Adotta una Statua» lanciato nel 2020 dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e condotto (come il precedente, «Adotta una guglia») di concerto con la Soprintendenza della Città metropolitana di Milano, allo scopo di contribuire al restauro e alla manutenzione di quella montagna di marmo di Candoglia che è la cattedrale milanese: una montagna di marmo abitata da migliaia di sculture dalle datazioni più disparate, la cui Fabbrica, da quando fu istituita (nel 1387) da Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, non si è mai più fermata: per costruire il Duomo prima, poi per completarlo e, costantemente, per conservarlo in salute. Tanto che, come ha rammentato Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo, nel presentare la statua restaurata, i vecchi milanesi, parlando di un lavoro che non finisce mai dicono «lungh ‘me la Fabrica del Domm». Con lui c’erano Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia (che detiene quasi il 60% delle azioni di Fnm) e Andrea Gibelli, presidente Fnm, che ha ricordato come la statua precedente (non un capolavoro, a dire il vero) avesse catalizzato gli sguardi delle folle che negli ultimi anni sono passate per la stazione.
La statua presentata ora è invece di alta qualità. Rappresenta un santo anziano, la lunga barba bipartita resa con grande sapienza dallo scultore che in età sforzesca la realizzò, al pari del bel volto dall’espressione serena e concentrata, delle mani nodose con le vene rilevate degli anziani, e dei panneggi della lunga cappa da monaco in cui la figura è avvolta. Chi rappresenti l’effigiato non si sa; non c’è alcuna iscrizione ad aiutarci. Ciò che si può dedurre dalle dimensioni e dal deterioramento prima del restauro (era completamente annerita, ospitava sul libro un nido di piccioni e aveva danni cui hanno posto rimedio, con la pulitura, il restauro e il consolidamento, le maestranze della Veneranda Fabbrica) è che si trattava probabilmente di una scultura originariamente destinata a un altare e poi spostata all’esterno, seppure in un luogo protetto dalle intemperie.
Il complesso monumentale del Duomo di Milano attrae ogni anno milioni di visitatori da tutto il mondo (nel 2025 sono stati 3,5 milioni), consentendo così di provvedere al meglio alla conservazione del monumento ma l’iniziativa «Adotta una statua», che ha già ricevuto numerose adesioni, ridando vita ad alcune delle sculture rimosse nel tempo per motivi conservativi, porta anche, temporaneamente, le statue del Duomo restaurate presso le aziende e i privati che le hanno «adottate», intessendo così un dialogo con la città e la collettività.
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