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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliDal 30 gennaio al 6 aprile 2026 la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori presenta a Milano «Dino Buzzati e l’Aldilà. Milano e le montagne, da Poema a fumetti al film Orfeo», una mostra immersiva a cura di Virgilio Villoresi e Lorenzo Viganò, realizzata in occasione dei 120 anni dalla nascita dello scrittore.
Allestita nel Laboratorio FAAM, nel cuore di Brera, la mostra rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed è promossa in collaborazione con Fondazione Dino Buzzati, Fantasmagoria, Fondazione Corriere della Sera, Mondadori e Regione Lombardia. Il progetto trasforma lo spazio espositivo in una vera e propria «casa buzzatiana», concepita come un ambiente da attraversare più che da visitare, in cui ogni stanza restituisce un frammento dell’universo creativo dell’autore.
Il percorso prende forma a partire da «Poema a fumetti» (1969), considerato il testamento artistico di Buzzati e riconosciuto come la prima graphic novel italiana, e dal film «Orfeo» di Virgilio Villoresi, da cui l’allestimento trae ispirazione. Attraverso scenografie artigianali, miniature, riproduzioni, suggestioni visive e sonore, la mostra ripercorre la genesi del libro e del film, affiancando materiali originali come le tavole di «Poema a fumetti», disegni preparatori, fotografie scattate dallo stesso Buzzati e altri documenti utilizzati per la loro realizzazione.
Il racconto espositivo mette in relazione dimensioni ricorrenti nella poetica buzzatiana: cronaca e mito, realtà e fantastico, città e montagna. Milano e le Dolomiti emergono come poli complementari di una stessa visione, riflettendo il duplice ruolo di Buzzati come giornalista del «Corriere della Sera» e narratore, uomo di città e uomo di montagna. Dalle sue cronache giornalistiche ai romanzi, dalla passione per lo sci e l’alpinismo alle incursioni nel fantastico e nell’Aldilà, il percorso restituisce le molteplici identità di un autore capace di tenere insieme mondi apparentemente opposti.
Uno dei nuclei centrali della mostra è lo zootropio realizzato appositamente da Virgilio Villoresi: un dispositivo ottico di ispirazione pre-cinematografica che anima, grazie a una luce stroboscopica, alcune silhouette tratte dai disegni originali di «Poema a fumetti». Azionato direttamente dal pubblico, il meccanismo produce un’illusione di movimento che richiama le fantasmagorie ottocentesche, collocandosi in equilibrio tra immagine, cinema e artificio visivo.
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