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David Hockney, “Portrait of an Artist ( Pool with Two Figures)”, acrilico su tela, 1972. Immagine © David Hockney via Christie's

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David Hockney, “Portrait of an Artist ( Pool with Two Figures)”, acrilico su tela, 1972. Immagine © David Hockney via Christie's

Dalla pittura alla scena: David Hockney in una grande mostra a Londra tra intimità e monumentalità

Nel 2027 la Tate dedica a David Hockney un programma articolato tra Tate Britain e Tate Modern. Oltre 200 opere e un’installazione nella Turbine Hall definiscono un progetto che supera la retrospettiva tradizionale, interrogando il rapporto tra pittura, spazio e costruzione dello sguardo.

Redazione GdA

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Il novantesimo compleanno di David Hockney diventa per la Tate un’occasione di ridefinizione curatoriale su più livelli. Alla Tate Britain, la mostra antologica riunisce oltre duecento lavori e attraversa sei decenni di produzione. Il percorso insiste su alcune linee ormai centrali nella lettura critica dell’artista: l’esplorazione del desiderio negli anni Sessanta, la dimensione domestica e familiare, fino alle opere più recenti, costruite tra studio e paesaggio. La pittura rimane il fulcro, ma non come linguaggio isolato. È piuttosto una tecnologia dello sguardo che si espande, si moltiplica, si adatta.

Parallelamente, la Tate Modern attiva la Turbine Hall con un’installazione multimediale ispirata alle scenografie operistiche realizzate da Hockney. Il passaggio è rilevante: dalla tela alla scena, dalla rappresentazione alla costruzione di ambienti. La pittura diventa spazio abitabile, dispositivo immersivo, senza perdere la propria struttura analitica.

Redazione GdA, 12 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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