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Con il metal detector scopre una villa romana. E ora emerge anche un raro mosaico

Sedici anni fa, il cercatore di metalli John Hill individuò monete romane e frammenti di mosaico in un campo agricolo del Devon, nell'Inghilterra sud-occidentale. Oggi gli scavi dell'Università di Exeter e di Cotswold Archaeology hanno riportato alla luce un raro pavimento musivo a motivi floreali, appartenente a una grande villa romana con edifici agricoli e terme. Il mosaico, recuperato da un terreno sottoposto per decenni ad aratura, sarà conservato ed esposto al Tiverton Museum of Mid Devon Life.

Sofia Piperno

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Per sedici anni è rimasto nascosto sotto un campo agricolo regolarmente arato, mentre il suo scopritore attendeva che qualcuno potesse finalmente riportarlo alla luce. Ora un mosaico romano decorato con motivi floreali è riemerso nel Devon, nell'Inghilterra sud-occidentale, grazie a una campagna di scavi condotta dall'Università di Exeter e dall'organizzazione archeologica Cotswold Archaeology. Il pavimento apparteneva a una grande villa romana situata nei pressi del villaggio di Sampford Peverell, in un territorio dove le residenze di questo genere sono particolarmente rare.

La vicenda comincia sedici anni fa, quando John Hill, appassionato di ricerche con il metal detector, individuò alcuni reperti romani in un terreno agricolo tra Halberton e Sampford Peverell. La prima scoperta fu una moneta. Poi Hill notò qualcosa di ancora più interessante: numerose piccole tessere sparse sulla superficie del campo. L'insieme degli indizi gli suggerì che sotto il terreno potessero trovarsi i resti di un edificio romano, forse una villa dotata di pavimenti decorati. Quando ne parlò al proprietario, la risposta fu inizialmente scettica. Quel terreno veniva coltivato da decenni e nessuno aveva mai visto emergere strutture antiche. Eppure, durante le lavorazioni agricole, gli attrezzi avevano talvolta incontrato ostacoli duri nel sottosuolo.

Hill aveva intuito correttamente. Le indagini archeologiche hanno infatti individuato i resti di un complesso residenziale di notevole importanza, comprendente una grande villa, edifici destinati alle attività agricole e un impianto termale. La scoperta assume un particolare significato per la geografia della Britannia romana. A differenza di regioni come il Gloucestershire e l'Hampshire, dove sono documentate numerose ville dotate di ambienti di rappresentanza e pavimenti musivi, il Devon occupava una posizione periferica rispetto alle aree maggiormente romanizzate dell'isola.

Come ha spiegato Susan Greaney, docente di archeologia all'Università di Exeter, le ville romane sono rare in questa regione e ancora più eccezionale è il ritrovamento di una residenza dotata di mosaici. La presenza di un pavimento decorato suggerisce infatti un livello di ricchezza e di rappresentazione sociale particolarmente elevato. La villa doveva costituire il centro di una vasta proprietà fondiaria, organizzata attorno a una residenza padronale e a edifici destinati alla produzione agricola. Il complesso termale rappresentava un ulteriore elemento di prestigio, testimoniando l'adozione di abitudini e modelli abitativi caratteristici del mondo romano.

La presenza di un mosaico introduce inoltre una dimensione artistica significativa. I pavimenti musivi richiedevano competenze specialistiche, una progettazione decorativa e la disponibilità di risorse economiche sufficienti a sostenere l'intervento di artigiani qualificati. Nelle ville della Britannia romana, questi apparati contribuivano a definire il prestigio degli ambienti residenziali e a comunicare l'identità culturale dei proprietari. Il frammento recuperato nel Devon conserva parte di un motivo floreale centrale, realizzato attraverso l'accostamento di piccole tessere. Sebbene una porzione consistente della decorazione sia andata perduta, il disegno permette ancora di riconoscere la composizione ornamentale originaria.

La conservazione del pavimento rappresentava una delle principali preoccupazioni degli archeologi. Per decenni il terreno è stato sottoposto ad arature che hanno progressivamente compromesso le strutture sepolte. Le lavorazioni agricole avevano portato in superficie alcune tessere, contribuendo paradossalmente sia al deterioramento del mosaico sia alla sua individuazione. Per evitare ulteriori danni, il frammento è stato documentato, rimosso e destinato alla conservazione museale. Sarà esposto al Tiverton Museum of Mid Devon Life, insieme ad altri reperti provenienti dagli scavi, permettendo al pubblico di conoscere una testimonianza finora poco visibile della presenza romana nella regione.

Le indagini rientrano in un progetto quinquennale denominato Saving the Ancient Roman Environment of Halberton, giunto al secondo anno di attività. Il programma coinvolge studenti universitari, archeologi e volontari, impegnati nello studio progressivo del sito e nella documentazione delle strutture superstiti. Uno degli obiettivi è comprendere quale ruolo avesse la villa all'interno dell'organizzazione territoriale della Britannia romana. Gli studiosi stanno cercando di verificare eventuali collegamenti con Exeter, l'antica Isca Dumnoniorum, importante centro romano della regione, e con le installazioni militari presenti nell'area di Tiverton e Cullompton. La questione è rilevante perché potrebbe contribuire a chiarire i rapporti tra gli insediamenti rurali di alto livello, le reti di comunicazione e la presenza militare romana nel sud-ovest della Britannia. La costruzione di una villa dotata di terme e mosaici presupponeva infatti l'accesso a risorse, materiali e competenze che difficilmente potevano svilupparsi in un contesto completamente isolato. Resta da stabilire quando il complesso sia stato costruito, per quanto tempo sia rimasto in uso e quali trasformazioni abbia subito nel corso della sua esistenza. Le informazioni finora diffuse non consentono di attribuire al mosaico una datazione precisa, né di identificare i proprietari della residenza.

Sofia Piperno, 19 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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