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Palazzetto Mattei, nel complesso della Villa Celimontana a Roma, principale sede del Festival della Letteratura di Viaggio

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Palazzetto Mattei, nel complesso della Villa Celimontana a Roma, principale sede del Festival della Letteratura di Viaggio

Con il Festival della Letteratura di Viaggio si va a «Sud!»

A Roma, nel Palazzetto Mattei, all’interno del complesso di Villa Celimontana, dal 7 al 14 giugno sono scadenziati circa 40 eventi tra incontri, premi, reading, performance, mostre, laboratori, passeggiate urbane, focus tematici e attività inclusive

Roberto Mercuzio

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A Roma la 17ma edizione del Festival della Letteratura di Viaggio (direttore artistico Antonio Politano, con l’organizzazione dell’associazione Cultura del Viaggio) si svolgerà dal 7 al 14 giugno, principalmente a Palazzetto Mattei, sede della Società Geografica Italiana, nella cornice di Villa Celimontana. Un appuntamento dedicato al viaggio inteso non solo come spostamento nello spazio e attraversamento di culture, ma strumento di conoscenza e possibile interpretazione del presente. Con un tema prevalente, «Sud!».

Sono previsti circa 40 eventi tra incontri, premi, reading, performance, mostre, laboratori, passeggiate urbane, focus tematici e attività inclusive dedicate a bambini e persone con disabilità.

Il Festival si apre domenica 7 giugno con due anteprime: una «astrofisica», a cura dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, l’altra «teatrale», ambientata sull’Isola Tiberina, ispirata a Cuore di tenebra di Joseph Conrad, a cura di Teatro Mobile.

Il 9 giugno si avvia il Festival a Villa Celimontana. La mattina, con un focus dedicato alle piccole isole; il pomeriggio, con l’inaugurazione della mostra che sviluppa visivamente il tema portante del Festival («Sud!»), unendo ricerca scientifica, documentazione storica e sguardi contemporanei.

Verranno assegnati due premi: il Premio Navicella d’Oro Società Geografica Italiana e il Premio Kapuściński per il reportage, in memoria del più importante autore di reportage giornalistici e letterari del Novecento. I Premi Navicella d’Oro 2026 sono: Brunori Sas (per la musica); Carmine Abate (per la letteratura); Antonella Anedda (per la poesia); Lucy (per la piattaforma culturale multimediale e multidisciplinare), con le sue diverse declinazioni Lucysullacultura e Lucysuimondi; Gente di Fotografia (per la rivista).

I premiati del Premio Kapuściński sono: Monica Maggioni e la redazione di «In mezz’ora» e «Newsroom»; Cecilia Sala, per il podcast «Stories» di Chora News; Lorenzo Tondo, corrispondente del quotidiano «The Guardian»; Alessio Mamo, fotoreporter; Fada Collective, per il giornalismo investigativo.

Tra i temi al centro dell’edizione 2026 anche la crisi climatica, le guerre contemporanee e le trasformazioni geopolitiche globali. Tra gli appuntamenti più significativi, l’incontro «Il mondo al tempo della crisi climatica», con Marica Di Pierri, portavoce dell’organizzazione ecologista «A Sud», e Bruno Arpaia, autore di romanzi di fiction ambientale che si interrogano sugli scenari futuri del pianeta; l’incontro «A sud di ogni sud», dedicato all’Antartide e ai suoi ecosistemi fragili, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche; la «Lezione di geopolitica» del giornalista Alberto Negri, in collaborazione con il Master in Geopolitica e Sicurezza Globale; l’Ucraina e la Palestina, narrate anche dal punto di vista della condizione dell’infanzia.

Se una grande attenzione verrà rivolta ai temi del colonialismo e delle memorie rimosse, il programma ospiterà anche incontri e performance che intrecciano letteratura, reportage, memoir, teatro e musica. Dal reading dedicato a Eduardo Galeano e al calcio come fenomeno sociale globale, a 30 anni dalla pubblicazione del libro Splendori e miserie del gioco del calcio, alla performance «La signora Meraviglia» con Saba Anglana, tra musica, identità e memoria coloniale; fino alla narrazione della spedizione «Endurance» di Ernest Shackleton di Stefano Iannaccone e a una riflessione multimediale su Chernobyl nel quarantennale del disastro nucleare, proposta da Alessandra Pescetta.

Le giornate conclusive saranno le più intense. Sabato 13 giugno sarà il turno di viaggi verso sud ed est (in Siria, tra Anatolia e Iraq, fino in Kashmir); lungo le strade, i sentieri, la natura, in compagnia di un antropologo e un poeta; di luoghi e storie delle narrazioni in movimento ospitate nello «spazio aperto» del Festival. Domenica sarà dedicata anche ai grandi immaginari del viaggio, con incontri sulla geografia poetica di Leopardi, l’Italia rivisitata sulle tracce di Calvino e Piovene, una «partita letteraria» dedicata a Camilleri e Pennacchi, con i curatori dei Meridiani a loro dedicati Mauro Novelli e Giuseppe Iannaccone; una conversazione sul legame profondo tra viaggio e utopia, altrove immaginari e vissuti, con la giornalista francese Lucie Azema; e un appuntamento finale su Hugo Pratt e Corto Maltese, con Patrizia Zanotti, Marco Steiner e Stefano Knuchel, tra fumetto, cinema e avventura.

Accanto agli incontri (coordinati, in gran parte, da Tommaso Giartosio e Graziano Graziani, storici conduttori del programma Fahrenheit di Rai Radio 3) il Festival propone una rete di attività formative, inclusive e di cittadinanza.

Tre laboratori, gratuiti, di cui due dedicati alle pratiche della narrazione contemporanea: sul racconto di viaggio, con Gioacchino De Chirico, e sulla fotografia in contesti umanitari, con Francesco Cabras. E il laboratorio creativo per bambine/i a cura dell’Unicef (Comitato provinciale di Roma), centrato sulla realizzazione delle celebri bambole di pezza Pigotte.

Tutti gli eventi sono a partecipazione gratuita, fino a esaurimento posti (prenotazione consigliata sul sito del Festival).

Roberto Mercuzio, 27 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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