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Gabrielle Goliath

Foto: Anthea Pokroy

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Gabrielle Goliath

Foto: Anthea Pokroy

Colpo di Goliath: a Sant’Antonin la performance già destinata al Padiglione del Sudafrica

Nonostante il ritiro della sua opera dalla Biennale Arte di Venezia 2026, «Elegy» sarà esposta dal 4 maggio al 31 luglio nel sestiere di Castello per poi approdare a Londra ad ottobre

Cecilia Paccagnella

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«In questa mostra si dà forma a uno spazio di incontro, una camera sacra in cui far risuonare un’opera riparativa fatta di amore e desiderio. Manteniamo una nota (un coro di donne nere) e, di fronte alla cancellazione, alla minaccia e a perdite incommensurabili, osiamo pensare e sognare il mondo in modo diverso».

Gabrielle Goliath non si dà per vinta e, nonostante il ritiro della sua opera dal Padiglione del Sudafrica alla Biennale Arte di Venezia 2026, porterà la sua performance all’interno della Chiesa di Sant’Antonin, nel sestiere di Castello. Con il sostegno di un’ampia rete di collaboratori, come la Fondazione Bertha e l’organizzazione benefica Ibraaz con sede a Londra, i tre nuclei di «Elegy» saranno fruibili dai visitatori dal 5 maggio al 31 luglio, per poi approdare a Londra ad ottobre.

«“Elegy” è un’opera che racchiude memoria, cura e connessione di fronte alla perdita, spiega la fondatrice e direttrice di Ibraaz, Lina Lazaar. Portarla avanti ora sembra urgente e necessario, ed è in linea con la missione di Ibraaz di essere uno spazio coraggioso che dia voce all’arte e alle idee della Maggioranza Globale. Questa collaborazione con Gabrielle si basa su un’amicizia iniziata al Jaou Tunis nel 2022, e abbiamo il privilegio di continuare questo viaggio a Venezia e a Londra». 

Il 21 febbraio era giunta la conferma ufficiale che il Sudafrica non avrebbe preso parte alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte (9 maggio-22 novembre), dopo settimane di polemiche sollevate inizialmente dal ministro dello Sport, delle Arti e della Cultura Gayton McKenzie, che riteneva il contenuto dell’opera «altamente divisivo» e legato a un conflitto internazionale in corso come quello in atto a Gaza.

In realtà, «Elegy» fa parte di un percorso decennale dell’artista che affronta temi delicati, dalla crisi della cultura dello stupro e del femminicidio nel suo Paese natale, ai genocidi degli Ovaherero e dei Nama in Namibia. Il riferimento alla situazione critica a Gaza, che comprende lo sfollamento e l’uccisione di donne, bambini e civili palestinesi, è solo una parte della performance. Tra le persone commemorate figurano infatti la studentessa sudafricana Ipeleng Christine Moholane, due antenate Nama assassinate e la poetessa palestinese Heba Abunada, uccisa in un attacco aereo israeliano a Khan Yunis nell’ottobre 2023.

Gabrielle Goliath, «Elegy-for two ancestors», 2024, Venezia, Arsenale, Sale d’Armi. Foto: J Macdonald

Cecilia Paccagnella, 25 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

Colpo di Goliath: a Sant’Antonin la performance già destinata al Padiglione del Sudafrica | Cecilia Paccagnella

Colpo di Goliath: a Sant’Antonin la performance già destinata al Padiglione del Sudafrica | Cecilia Paccagnella