Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliNuove statue, rilievi con scene mitologiche e un sofisticato sistema per la gestione dell’acqua stanno restituendo un’immagine sempre più complessa del santuario romano di Saint-Martin-au-Val, a Chartres, in Francia. Gli archeologi hanno riportato alla luce questi reperti durante la campagna di scavo 2026, ripresa quest’estate dopo una pausa di quattro anni. Al centro delle indagini c’è un imponente complesso monumentale di fontane legato a un edificio dedicato ad Apollo.
La scoperta più significativa riguarda il grande bacino centrale. Gli archeologi pensavano inizialmente di trovarsi davanti a una struttura quadrata relativamente semplice. Gli scavi hanno invece rivelato un’architettura molto più elaborata. Profondo oltre due metri e rivestito in marmo bianco, il bacino presenta sul lato orientale una sorta di piattaforma, raggiungibile attraverso alcuni gradini e apparentemente separata dall’acqua da una balaustra.
A rendere ancora più interessante il complesso è la presenza di un sistema di drenaggio o di troppo pieno collegato alla piattaforma attraverso una condotta. Gli elementi finora individuati suggeriscono che l’acqua non fosse soltanto una componente ornamentale, ma che il suo flusso potesse essere regolato per creare un preciso effetto scenografico. Sul lato occidentale del bacino, inoltre, è stata individuata un’apertura che sembra aver consentito l’accesso all’acqua. Da qui nasce l’ipotesi che i visitatori potessero entrare nella vasca per compiere abluzioni rituali prima di proseguire verso altre aree del santuario o verso l’edificio consacrato ad Apollo.
A questa complessa architettura si aggiunge ora un’importante serie di reperti scultorei. Numerosi frammenti di statue e rilievi sono stati recuperati sia all’interno, sia nelle immediate vicinanze del bacino. Alcuni conservano dettagli figurativi che sembrano rimandare a episodi della mitologia antica. Secondo gli archeologi, potrebbero essere appartenuti a gruppi scultorei collocati sulla facciata monumentale affacciata sul bacino.
Il ritrovamento assume un valore particolare perché le testimonianze di statuaria romana sono relativamente rare a Chartres. I frammenti permettono quindi di aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione dell’aspetto originario del santuario e, soprattutto, del modo in cui architettura, acqua e immagini mitologiche potevano integrarsi in uno spazio destinato alla vita religiosa.
Saint-Martin-au-Val sorge immediatamente fuori dall’antica Autricum, la città romana che precedette l’odierna Chartres e che rappresentava un importante centro dei Carnuti. Costruito tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C., il santuario si estendeva su oltre dieci ettari, a meno di un chilometro dal centro amministrativo e politico della città romana. Il tempio e i percorsi monumentali occupavano quasi otto ettari, mentre un portico sul lato orientale comprendeva ulteriori edifici.
La vastità del complesso lascia immaginare un luogo capace di accogliere grandi folle in occasione delle principali celebrazioni civiche e religiose. Sotto il podio dell’edificio dedicato ad Apollo, gli archeologi hanno inoltre individuato una struttura di 655 metri quadrati, caratterizzata dalla presenza di bacini, marmi e pitture murali. La sua planimetria non trova, almeno per ora, confronti diretti nel mondo romano, anche se sono state avanzate analogie con grandi complessi monumentali legati all’acqua.
Gli scavi del 2022 avevano già modificato in modo significativo la conoscenza dell’area. L’obiettivo era verificare l’esistenza di una seconda vasca, ma le indagini avevano portato alla scoperta di due ulteriori bacini, distanti circa sei metri l’uno dall’altro. Si delineò così una sequenza di tre strutture idrauliche: il profondo bacino centrale rivestito di marmo bianco, un’altra vasca in marmo bianco più a sud, probabilmente destinata a una funzione cerimoniale, e un bacino ornamentale caratterizzato da una particolare forma a quadrifoglio.
Le nuove ricerche sembrano dunque confermare il ruolo centrale dell’acqua nell’organizzazione del santuario, forse non soltanto dal punto di vista architettonico ma anche rituale. La campagna del 2026 è stata avviata proprio per approfondire questa interpretazione, completando lo scavo del bacino centrale e studiando la parete orientale della struttura.
Saint-Martin-au-Val viene indagato da oltre vent’anni e ha restituito alcune testimonianze eccezionalmente ben conservate della Chartres romana. Nel 2016, ad esempio, gli archeologi rinvennero i resti di un soffitto ligneo sospeso, un elemento architettonico di quasi duemila anni fa estremamente fragile e che solo in rarissimi casi è riuscito a sopravvivere per tutto quel tempo.
Ora le sculture aggiungono una nuova prospettiva. Il loro studio, insieme alle strutture idrauliche e alle architetture monumentali, potrebbe consentire di ricostruire con maggiore precisione non solo l’aspetto del santuario, ma anche le pratiche religiose che vi si svolgevano. Per la città di Chartres, Saint-Martin-au-Val si conferma così un vero e proprio laboratorio archeologico a cielo aperto e una straordinaria testimonianza della vita religiosa nella capitale dei Carnuti.
Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il museo amplia i nuclei già dedicati ai due maestri e permette di seguire, attraverso un confronto diretto, l'evoluzione di linguaggi e sensibilità differenti all'interno del movimento
Il ritrovamento porta gli archeologi a interrogarsi sull’intera evoluzione dell’insediamento: come venne fondato, come si sviluppò e, infine, perché fu abbandonato
Se la quota maggiore (6 mln) è stata stanziata dal MiC, 1,6 mln arrivano dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino. Sul lato nord, intanto, è in via di realizzazione una piattaforma elevatrice, sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo
Al via Vista, una nuova campagna internazionale di ricerca che durerà più di un mese. Analisi non invasive, nuove tecnologie e un futuro allestimento museale per uno dei capolavori del patrimonio europeo. In questo periodo la chiesa rimarrà chiusa al pubblico



