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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliPer celebrare la sua centenaria presenza in Gran Bretagna, Chanel lancia «Arts & Culture Magazine», una nuova pubblicazione, promossa dal proprio Culture Fund e guidata da Yana Peel, responsabile globale per Arte, Cultura e Patrimonio del brand, che racconta cinque anni di collaborazioni tra la maison parigina, artisti e istituzioni culturali.
Stampato in inglese su diversi tipi di carta e composto da 250 pagine, il «Vol. 1» è pensato come oggetto da collezione. La copertina accoglie su sfondo giallo un busto di Gabrielle Chanel scolpito da Jacques Lipchitz nel 1921, con occhiali da sole metallici Chanel dell’autunno 2002, fotografato da Roe Ethridge. Sfogliandolo, è possibile riconoscere molte immagini simboliche, come un vassoio a forma di conchiglia, bianco fuori e dorato dentro, con sopra una collana di perle e l’iconico profumo N.5, oppure un collage di leoni, omaggio al segno zodiacale della fondatrice.
Il numero sarà disponibile a Londra (Foreign Exchange News, Tenderbooks e Reference Point) e a Glasgow (Ripe Mags). In tutto il resto del mondo, invece, sono state selezionate venti librerie tra Amsterdam, Bangalore, Bangkok, Berlino, Glasgow, Hong Kong, Los Angeles, Città del Messico, Milano, New York, Parigi, San Paolo, Seul, Shanghai, Sydney, Taipei, Tokyo e Zurigo. Con questa iniziativa, Chanel intende dimostrare il suo sostegno nei confronti del mercato editoriale, dalla stampa ai negozi fisici.
Il lancio coincide anche con una cena esclusiva tenutasi al V&A East Storehouse di Londra, dove Chanel ha festeggiato l’anniversario con una performance tenutasi dietro un sipario scenico realizzato da Pablo Picasso. «Tutto risale a Gabrielle, ma la Gran Bretagna ha ancora un posto speciale per la maison, soprattutto perché da qui ci riforniamo ancora di tweed e cashmere», ha scherzosamente dichiarato Elizabeth Anglès d’Auriac, presidente di Chanel Uk.
Con questo progetto, Chanel riafferma sì il proprio ruolo nella moda, ma si mostra anche come mecenate culturale che guarda all’arte come spazio di dialogo e innovazione.
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