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Caterina Visconti, figlia di Bernabò, seconda moglie del cugino Gian Galeazzo e prima duchessa consorte di Milano; Beatrice di Tenda, moglie di Filippo Maria Visconti; Antonia dei Malatesta di Cesena, andata sposa, quattordicenne, a Giovanni Maria Visconti; Bianca Maria Visconti, unica erede di Filippo Maria, moglie di Francesco Sforza e madre di Galeazzo Maria Sforza e di Ludovico Sforza, il Moro; Beatrice d’Este, moglie amatissima di quest’ultimo; Isabella d’Aragona, sposa di Gian Galeazzo Maria Sforza, e Bona di Savoia, consorte di Galeazzo Maria Sforza e suocera di Isabella: sono le sette duchesse consorti che tra l’ultimo quarto del Trecento e la fine del Quattrocento si succedettero nella corte di Milano. E sono le protagoniste del sontuoso portale d’accesso alla Sacrestia Nuova (o «del lavabo»), che si apre nel transetto destro di Santa Maria delle Grazie, la superba chiesa del Complesso Monumentale della Certosa di Pavia. Il portale marmoreo, realizzato tra Quattro e Cinquecento e detto appunto «delle Duchesse», è simmetrico a quello «dei Duchi» (con le effigi scolpite di sette duchi di Milano), che nel transetto sinistro dà accesso alla Sacrestia Vecchia, nella quale si trova il monumentale trittico d’avorio (primo decennio del Quattrocento) di Baldassarre degli Embriachi, costosissimo dono del fondatore della Certosa, Gian Galeazzo Visconti, a quella che era per lui la «chiesa di famiglia».
Oltre ai volti delle sette duchesse scolpiti da Gian Cristoforo Romano (1456-1512; Caterina al vertice del timpano, ritratta frontalmente; ai lati Antonietta Malatesta e Beatrice di Tenda e, nel fregio, le altre quattro, acconciate secondo le mode che si succedettero tra la fine del Trecento e la fine del Quattrocento), nel Portale figurano Dio Padre benedicente nel timpano e, nella lunetta opera di Tommaso Cazzaniga, XV-XVI secolo, la Vergine con il Bambino, i certosini in adorazione e le figure delle Virtù poste a ornare la strombatura dell’arco. Sugli stipiti, in quattro nicchie, i Dottori della Chiesa.
Vecchio di oltre 500 anni, il Portale delle Duchesse era bisognoso di cure. È stato «adottato» da Soroptimist International d’Italia che, siglato un accordo con la Direzione Regionale Musei Nazionali Lombardia, guidata da Rosario Maria Anzalone, ha contribuito con 30mila euro al restauro conservativo delle sue superfici lapidee, mentre la scelta dei restauratori e la sorveglianza tecnico-scientifica dei lavori spettano alla stessa Direzione Regionale, affiancata dal direttore del Complesso Monumentale della Certosa di Pavia, architetto Stefano Aiello, dalla restauratrice Sara Rossotti e dalla curatrice Flora Berizzi, insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Monza-Brianza e Pavia.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Fondo per l’Arte istituito da Soroptimist International d’Italia (presidente Adriana Macchi) per finanziare interventi di salvaguardia e tutela del patrimonio culturale e artistico italiano, la cui Commissione ha scelto la proposta del Soroptimist Club Pavia. Salvo proroghe, il cantiere di restauro si concluderà entro il 31 luglio prossimo.
Il Portale delle Duchesse della Certosa di Pavia
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