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Una veduta della mostra «Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale», 2026, al Museo del Novecento. Foto Studio Marco Bertoli

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Una veduta della mostra «Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale», 2026, al Museo del Novecento. Foto Studio Marco Bertoli

Al Museo del Novecento il primo Picasso milanese

L’«Homme assis» del 1967 è stato il primo dipinto del grande artista a entrare nel patrimonio civico

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Non è il più bello e nemmeno il più importante artisticamente dei dipinti di Picasso che si trovano nelle collezioni pubbliche di Milano, ma ha alle spalle una storia civile di altissimo valore, dal momento che arrivò a Milano, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, nel marzo 1972, nell’ampia mostra «Amnistia. Que trata de España» voluta da Cgil, Cisl e Uil e ideata per sostenere i lavoratori spagnoli e la richiesta di amnistia per i prigionieri politici del regime franchista (con Picasso, c’erano anche Joan Miró, Alexander Calder, Antoni Tàpies, Franco Angeli, Renato Guttuso, Carlo Levi, Toti Scialoja, Giulio Turcato, Emilio Vedova...).

Parliamo dell’«Homme assis» (1967), uno di quei «moschettieri» che un Picasso ormai ultraottantenne (sarebbe morto nel 1973) e ormai un po’ ripetitivo sul piano artistico ma sempre fortemente impegnato su quello politico, andava dipingendo in quegli anni, in una personale rilettura, carica di valenze autobiografiche, dei grandi pittori spagnoli del Seicento.

Prima che a Milano l’opera era stata esposta Salon de Mai di Parigi e al Salón de Mayo dell’Avana, dove lui stesso l’aveva voluta inviare. Poi, a Milano, fu ancora una volta dalla Sala delle Cariatidi (dove nel 1953 era stato esposto «Guernica», all’interno della mostra miliare dedicata al maestro spagnolo) che Picasso seppe parlare alla città: il sindaco di allora, Aldo Aniasi, socialista ed ex partigiano, volle acquisire proprio quel suo «Homme assis», che fu quindi il primo dipinto di Picasso a entrare nel patrimonio civico. Dopo, nel 1984, sarebbe arrivata la sconvolgente «Testa di toro» del 1942 nella Pinacoteca di Brera (oggi a Palazzo Citterio-Grande Brera), donata da Emilio e Maria Jesi con la loro superba collezione, e nel 1992, con l’acquisizione dell’altrettanto magnifica collezione Jucker, sarebbero entrati nelle collezioni civiche milanesi (ora al Museo del Novecento) capolavori come «Femme nue» del 1907 (collegato alle «Demoiselles d’Avignon»), «La rue des bois» (1908) e «La bouteille de Bass» (1913), una tela pienamente cubista.

L’«Homme assis» fu però il primo Picasso «milanese», carico per di più di una valenza politica tanto forte, e a esso è dedicato, fino al 27 settembre, il focus curato nel Museo del Novecento da Roberto Pini, dal titolo «Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale», che insieme al quadro (prestato dall’Archivio del Lavoro, il centro di documentazione e ricerca della Cgil Milano) esibisce fotografie, documenti d’archivio e materiali audiovisivi sul suo itinerario internazionale e sul contesto politico in cui vide la luce.

Come spiegano dal Museo, «il progetto è nato nell’ambito dell’importante attività di ricognizione, studio e catalogazione del patrimonio del Museo del Novecento, in corso da alcuni anni, che porterà nel 2026 alla condivisione del catalogo delle collezioni online. Questo lavoro ha permesso di riscoprire opere importanti del patrimonio civico e di ricostruirne le vicende storiche, conservative ed espositive, riportando alla luce connessioni spesso dimenticate e sottolineando la vocazione del museo come centro di ricerca della storia artistica e culturale del Novecento».

Una veduta della mostra «Il primo Picasso di Milano. Un Moschettiere tra rivoluzione, antifranchismo e solidarietà internazionale», 2026, al Museo del Novecento. Foto Studio Marco Bertoli

Ada Masoero, 04 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

Al Museo del Novecento il primo Picasso milanese | Ada Masoero

Al Museo del Novecento il primo Picasso milanese | Ada Masoero