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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliUn’artista al cavalletto, con tavolozza, pennelli e mazzetta in mano, pronta a dipingere. È l’immagine che Catharina van Hemessen consegna alla storia nel 1548, a soli vent’anni, con un autoritratto considerato il primo esempio di un’artista raffigurata al lavoro davanti al cavalletto, indipendentemente dal genere. L’opera, conservata al Kunstmuseum di Basilea, arriverà per la prima volta nel Regno Unito in occasione della mostra «Catharina van Hemessen: Signature Works», in programma alla National Gallery di Londra dal 4 marzo al 30 maggio 2027.
L’esposizione, inaugurata alla vigilia della Giornata internazionale della donna, riunirà per la prima volta un nucleo significativo delle opere firmate della pittrice fiamminga, attiva ad Anversa a metà del XVI secolo. Figlia del pittore Jan Sanders van Hemessen, probabilmente suo maestro, Catharina è la più antica pittrice europea su tavola la cui produzione sia identificabile con certezza. A renderlo possibile è la sua abitudine di firmare i dipinti, rivendicandone la paternità: nell’autoritratto compare la formula latina «Me pinxi», ovvero «mi sono dipinta».
Il suo modo di rappresentarsi al lavoro anticipa una tradizione destinata a essere ripresa da artiste come Artemisia Gentileschi ed Élisabeth Vigée Le Brun. Celebre soprattutto per i ritratti di piccolo formato realizzati tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta del Cinquecento, van Hemessen è inoltre la più antica artista donna presente nella collezione della National Gallery.
Accanto a otto ritratti provenienti da raccolte internazionali, tra cui due opere della National Gallery, la mostra presenterà anche dipinti devozionali, come la «Lamentazione» e il monumentale «Riposo durante la fuga in Egitto». Completa il percorso una copia della Descrittione di tutti i Paesi Bassi di Lodovico Guicciardini, pubblicata nel 1567, che contribuì a consolidare il posto dell’artista nella storia della pittura rinascimentale.
Curata da Christine Seidel, la rassegna è organizzata con il Museum Snijders&Rockoxhuis di Anversa e il Bowes Museum di Barnard Castle, istituzioni che dedicheranno a loro volta due mostre alla pittrice tra il 2026 e il 2027.
Giorgio Valentini
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