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Una veduta del padiglione progettato da David Chipperfield per contenere «Schwarze Flocken» (2007) di Anselm Kiefer

Foto Studio Menges Tugushi

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Una veduta del padiglione progettato da David Chipperfield per contenere «Schwarze Flocken» (2007) di Anselm Kiefer

Foto Studio Menges Tugushi

In Germania è stato costruito un padiglione su misura per una monumentale opera di Anselm Kiefer

Si tratta di «Schwarze Flocken» (2007) della Collezione Würth, a Künzelsau: un dipinto di 11 metri d’altezza per 7,10 di larghezza rimasto finora inedito al pubblico proprio per le sue eccezionali dimensioni

Giorgio Valentini

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A Künzelsau, in Germania, un’architettura concepita in stretta collaborazione con Anselm Kiefer offre per la prima volta una sede espositiva permanente a una delle opere più monumentali della Collezione Würth. Si tratta di «Schwarze Flocken» (2007), dipinto di 11 metri d’altezza per 7,10 di larghezza, rimasto finora inedito al pubblico proprio per le sue eccezionali dimensioni.

L’Anselm Kiefer Pavilion sorge al margine sud-occidentale dell’area del Carmen Würth Forum, a breve distanza dagli edifici principali e a ridosso del giardino di sculture. Inserito in un lieve rialzo del terreno, si presenta come un volume autonomo e silenzioso, in dialogo visivo con il complesso circostante. La struttura, progettata su misura dallo studio di David Chipperfield per accogliere il dipinto, traduce in forma architettonica le indicazioni dell’artista, che ha definito anche le proporzioni dello spazio interno, le aperture e il colore delle superfici murarie.

Il progetto si distingue per la scelta di rinunciare ai consueti parametri di climatizzazione e illuminazione museale. Le pareti, composte da calcestruzzo, muratura e uno strato interno di intonaco d’argilla, sono concepite per adattarsi alle variazioni climatiche e mantenere condizioni interne al riparo dal gelo senza impianti attivi. All’interno, le travi massicce del tetto restano a vista, mentre lucernari filtrano una luce naturale attenuata, mutevole secondo le ore del giorno e le stagioni. L’obiettivo non è ottenere un’illuminazione uniforme, ma creare un’atmosfera raccolta, capace di rallentare lo sguardo e concentrarlo sull’opera.

Realizzato con la tecnica mista tipica di Kiefer, che combina olio, emulsione, gommalacca, terra e ramoscelli su tela, «Schwarze Flocken» richiama l’omonima poesia di Paul Celan, legata alla memoria della Shoah e alla profondità traumatica dell’esperienza dell’Olocausto. Acquisito dalla Collezione Würth nel 2008, il dipinto è la più grande opera di Kiefer conservata nella raccolta. Il nuovo padiglione non è dunque soltanto uno spazio espositivo, ma un dispositivo architettonico pensato per mettere in relazione materia, luce e memoria, restituendo all’opera una dimensione di contemplazione adeguata alla sua intensità.

Anselm Kiefer, «Schwarze Flocken», 2007, Künzelsau, Collezione Würth. © Anselm Kiefer. Foto Simon Menges

Giorgio Valentini, 27 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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In Germania è stato costruito un padiglione su misura per una monumentale opera di Anselm Kiefer | Giorgio Valentini

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