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Una veduta dell’abside del Santuario di Santa Rita a Catania, sotto il quale sta per riaprire l’ipogeo omonimo

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Una veduta dell’abside del Santuario di Santa Rita a Catania, sotto il quale sta per riaprire l’ipogeo omonimo

Catania, riapre al pubblico l’Antico Ipogeo di Santa Rita: un viaggio digitale nella storia della città profonda

L’ambiente sotterraneo torna accessibile con un nuovo percorso di visita realizzato dall’Accademia di Belle Arti. Un’installazione video e sonora, arricchita dalle tecnologie digitali e dall’IA generativa, racconta le trasformazioni storiche del sito e svela le stratificazioni della città siciliana

Roberto Mercuzio

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A Catania il 9 novembre, alle ore 18, nella Chiesa ex Conventuale di Sant’Agostino, sede del Santuario di Santa Rita, sarà inaugurato il nuovo percorso di visita dell’Antico Ipogeo di Santa Rita. Un luogo di grande valore storico e culturale che torna a essere accessibile al pubblico grazie a un progetto di valorizzazione che coniuga ricerca, tecnologia e divulgazione.

L’iniziativa propone un’esperienza di visita rinnovata, arricchita da un percorso visivo e digitale realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Catania, con il sostegno della presidente Lina Scalisi e del direttore Gianni Latino. Al centro dell’allestimento c’è un’installazione video che ricostruisce le vicende dell’ipogeo e le trasformazioni attraversate nel corso dei secoli, accompagnando i visitatori alla scoperta delle diverse stratificazioni storiche del sottosuolo catanese.

Attraverso immagini di sintesi, strumenti digitali e contenuti sonori, il progetto rende più comprensibile la storia di uno spazio che custodisce le tracce delle tante vite e delle diverse funzioni assunte nel tempo. La tecnologia diventa così uno strumento per avvicinare il pubblico al patrimonio storico, offrendo nuove chiavi di lettura senza perdere il legame con la memoria del luogo.

L’intervento nasce dalla collaborazione tra docenti e studenti dell’Accademia. L’ideazione e la direzione sono affidate al professor Gianpiero Vincenzo, che ha curato anche lo sviluppo delle sequenze visive insieme all’AI artist Alessandro Rizzo. L’editing audio è di Maria Vittoria Sammito, mentre la produzione esecutiva è stata realizzata da White Garage. L’opera comprende inoltre le esecuzioni musicali del Coro dell’Università di Catania e della Banda di Avola.

«Sotto la Catania che conosciamo ce n’è un’altra, fatta di vuoti, sepolture, riusi», sottolinea la presidente Lina Scalisi, evidenziando come il lavoro realizzato non aggiunga semplicemente un racconto al sito, ma contribuisca a ricomporne le diverse fasi storiche e a renderle leggibili. Un esempio, secondo Scalisi, della funzione pubblica dell’Accademia e dell’utilizzo delle tecnologie come strumenti di conoscenza.

L’obiettivo, spiega il professor Vincenzo, è far dialogare le memorie di un luogo millenario con i nuovi linguaggi dell’intelligenza artificiale generativa, riattivando l’immaginario storico della città.

L’installazione entra a far parte del circuito museale ecclesiastico «Pulcherrima», promosso dall’Arcidiocesi di Catania. Alla cerimonia inaugurale saranno presenti l’arcivescovo monsignor Luigi Renna e il rettore don Massimiliano Parisi. Un’occasione per riscoprire una parte nascosta della storia cittadina e restituirla alla conoscenza e alla fruizione della comunità.

Roberto Mercuzio, 04 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

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