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L’Informale come spazio di possibilità: il caos inaugura l’autunno del Polo Culturale BPER di Modena
La mostra sviscera un concetto che diventa chiave interpretativa per leggere una generazione di artisti alle prese, nel secondo dopoguerra, con un mondo radicalmente mutato
- Redazione
- 10 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Gastone Novelli, «Cosmografia», 1963, Roma, collezione privata (particolare)
L’Informale come spazio di possibilità: il caos inaugura l’autunno del Polo Culturale BPER di Modena
La mostra sviscera un concetto che diventa chiave interpretativa per leggere una generazione di artisti alle prese, nel secondo dopoguerra, con un mondo radicalmente mutato
- Redazione
- 10 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Redazione
Leggi i suoi articoliChe cosa accade quando l’arte smette di cercare un ordine riconoscibile? Nel secondo dopoguerra, la risposta passa attraverso la materia, il gesto, il segno e il colore. È da questa frattura che prende forma l’Informale, una delle esperienze più radicali dell’arte italiana del Novecento, al centro della nuova mostra de La Galleria BPER di Modena.
«CAOS χάος. Spazi e poetiche dell’arte informale», curata da Daniela Ferrari, sarà visitabile dal 18 settembre al 7 febbraio 2027 nella sede di via Scudari. Il titolo guarda al significato più antico di «χάος»: non semplice disordine, ma apertura, spazio originario dal quale possono emergere forme e possibilità inattese. Un concetto che diventa chiave interpretativa per leggere una generazione di artisti alle prese con un mondo radicalmente mutato.
L’apertura coincide con la XXVI edizione di festivalfilosofia, dedicata al caos, di cui BPER è partner. Il 19 settembre, in Piazza Grande, il filosofo Salvatore Natoli interverrà con la lectio «Caoscosmos. Dinamiche della trasformazione». La mostra sarà inoltre accompagnata da ARTalk, visite guidate e attività didattiche, ampliando il confronto intorno a un’idea di caos inteso non come fine dell’ordine, ma come sua possibile origine.
Carla Accardi, Afro, Renato Birolli, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Gastone Novelli, Antonio Sanfilippo, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Tancredi, Giulio Turcato ed Emilio Vedova compongono una costellazione volutamente eterogenea. Più che definire un movimento dai confini rigidi, il percorso restituisce la pluralità di ricerche che, dopo la guerra, mettono in discussione la rappresentazione e sperimentano nuovi modi di costruire l’immagine.
Il progetto nasce dalla Corporate Collection BPER, alla quale si affianca un nucleo di opere provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private. Il dialogo tra lavori appartenenti a contesti diversi consente di rileggere connessioni, distanze e affinità di una stagione decisiva della cultura italiana.
Tancredi Parmeggiani, «La strega», 1960. Courtesy ED Gallery, Piacenza