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Veduta aerea degli scavi sul sito archeologico di Cabezo Redondo, presso Alicante

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Veduta aerea degli scavi sul sito archeologico di Cabezo Redondo, presso Alicante

Riemersi presso Alicante i resti di un telaio da tessitura dell’Età del Bronzo

A sentire gli specialisti, è uno degli esempi meglio conservati di quell’epoca nel Mediterraneo occidentale e offre un’opportunità unica per approfondire la conoscenza delle tecnologie della produzione tessile nella Penisola iberica di 3.500 anni fa

Vittorio Bertello

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Il rinvenimento di alcuni frammenti di un telaio a pesi provenienti dal sito archeologico di Cabezo Redondo, a Villena (Alicante), risalente al secondo millennio a.C., e il tentativo di ricostruzione del manufatto, offrono una visione nuova e originale dell’alto livello di sviluppo della tecnologia tessile nel Mediterraneo occidentale durante l’Età del Bronzo.

In questo tipo di telai, ampiamente utilizzati in tutta l’Europa preistorica e nel Mediterraneo per la produzione di tessuti, i fili pendono liberamente, tenuti in tensione da pesi di argilla o pietra fissati alla parte inferiore dei filamenti. Essendo realizzati in legno e fibre organiche, questi telai si conservano raramente; è per questo motivo che gli archeologi si affidano in genere solo all’analisi dei pesi per comprendere i metodi di produzione tessile preistorici.

«L’esistenza della produzione tessile nel Sud-est della Penisola iberica durante l’Età del Bronzo era ben documentata, soprattutto grazie allo studio dei pesi dei telai e dei fusi», afferma il dottor Ricardo E. Basso Rial, dell’Università di Granada e autore principale della ricerca.

Nel caso di Cabezo Redondo, tuttavia, i ricercatori hanno rinvenuto legni carbonizzati e corde in fibra vegetale insieme a pesi in argilla, il che li ha portati a concludere che si tratti dei resti di un telaio a pesi per l’ordito. L’équipe di archeologi dà conto di questa scoperta in un articolo pubblicato sulla rivista «Antiquity».

«Si tratta di uno degli esempi meglio conservati dell’Età del Bronzo nel Mediterraneo occidentale, spiegano gli specialisti, e offre un’opportunità unica per approfondire la conoscenza della produzione tessile nella Penisola iberica dell’Età del Bronzo».

Gli archeologi hanno analizzato i resti di legno di pino domestico, una specie autoctona della zona, e i singolari pesi in argilla conservati, molto più leggeri rispetto ad altri esemplari della penisola iberica mediterranea, utilizzando queste informazioni per ricostruire parzialmente il telaio.

Le particolari caratteristiche del telaio potrebbero essere legate alla produzione di tessuti più fini o di più vario genere. «I pesi suggeriscono che questo fosse in grado non solo di produrre tessuti semplici, ma anche trame potenzialmente più dense e tecnicamente più complesse», afferma Basso Rial. «Questo rappresenta un notevole passo avanti nella nostra comprensione della tecnologia tessile dell’Età del Bronzo nella penisola iberica», aggiunge.

«Questa scoperta ci permette di vedere non solo gli strumenti parziali che solitamente si conservano, ma il telaio stesso, immortalato nel momento in cui veniva utilizzato quasi 3.500 anni fa, offrendo così una visione eccezionale del mestiere quotidiano della tessitura nell’Età del Bronzo», conclude Basso Rial.

Vittorio Bertello, 16 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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