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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliUn debutto in grande stile, pensato per segnare un nuovo capitolo nella strategia internazionale della maison. Bonhams ha inaugurato il suo nuovo flagship statunitense al 111 West 57th Street di New York con una serata che ha immediatamente fissato un nuovo standard per il dipartimento di arte del XX e XXI secolo: la 20th & 21st Century Art Evening Sale del 20 maggio ha infatti totalizzato 22 milioni di dollari, registrando il miglior risultato globale mai raggiunto dal dipartimento. Alla partecipazione di una sala gremita si sono aggiunte offerte telefoniche e online provenienti da 18 Paesi distribuiti su sei continenti.
La vendita serale ha presentato 27 lotti, raggiungendo un eccellente 93% di venduto e un totale di 17,8 milioni di dollari. A dominare la serata è stato il monumentale «...Words Mean Nothing at All» di Yoshitomo Nara, aggiudicato per 5,02 milioni di dollari dopo una competizione serrata tra collezionisti internazionali. Il risultato ha stabilito un nuovo record d’asta per un’opera su legno dell’artista giapponese, confermando il ruolo centrale di Nara nel panorama del contemporaneo globale.
Grande entusiasmo anche per «Le miroir vivant» di René Magritte, che ha più che raddoppiato le stime iniziali raggiungendo 2,06 milioni di dollari. Il risultato testimonia la continua forza del mercato surrealista, capace ancora oggi di attrarre collezionisti disposti a competere aggressivamente per opere storiche di qualità museale. Tra i top lot della serata figurava anche «La Muse endormie II» di Constantin Brancusi, rarissima apparizione sul mercato, venduta per 3,09 milioni di dollari, aggiudicazione che rinverdisce l'apprezzamento per lo scultore che ha da poco ottenuto da Christie’s 107 milioni di dollari con «Danaïde».
Non è mancato nemmeno il contemporaneo più iconico e mediatico. Banksy ha visto la sua celeberrima «Girl with Balloon» raggiungere i 953mila dollari, confermando la stabilità del mercato legato all’artista britannico. Ottimi risultati anche per «Untitled» di Roni Horn, realizzato nel 2012-13, che ha superato le aspettative arrivando a 826mila dollari rispetto a una stima di 500mila-700mila dollari.
Forte interesse anche per Olga de Amaral, protagonista di una crescita costante del proprio mercato internazionale: «Imagen perdida 35» del 2005 è stata venduta per 787.900 dollari, ben oltre la stima di 300mila-500mila dollari. A completare i risultati più solidi della serata è stato «Streaks of Oil» di Ed Ruscha del 1972, aggiudicato a 635.500 dollari.
René Magritte, «Le miroir vivant», 1935. Courtesy of Bonhams
Constantin Brancusi, «La Muse endormie II». Courtesy of Bonhams
A precedere l’Evening Sale è stata A Lasting Impression: The Renoir Collection of Gabrielle Renard, asta online single-owner dedicata a 21 opere di Pierre-Auguste Renoir provenienti direttamente dalla collezione personale di Gabrielle Renard, musa, modella e stretta collaboratrice del pittore francese. La vendita ha ottenuto risultati white glove, con il 100% dei lotti venduti, superando le aspettative pre-asta e totalizzando 4,1 milioni di dollari.
A guidare la collezione è stato «Fleurs» del 1887, luminosa natura morta floreale che ha raggiunto i 559.300 dollari. Forte interesse anche per il delicato ritratto «Gabrielle à la blouse blanche» del 1907, aggiudicato a 381.500 dollari. Tra i risultati più sorprendenti spicca «Étude de roses, de têtes et de nus», realizzato intorno al 1905, che ha triplicato la stima arrivando a 356.100 dollari, mentre «Paysage nuageux» del 1885 ha più che raddoppiato le aspettative raggiungendo i 279.900 dollari.
Per Ralph Taylor, Bonhams Global Head of 20th & 21st Century Art, il risultato rappresenta «un traguardo importante» per la maison e per il dipartimento a livello globale, sottolineando come il nuovo spazio newyorkese permetta oggi a Bonhams di presentare vendite in un contesto museale all’altezza delle opere offerte. Anche Andrew Huber, Bonhams Head of Department for 20th and 21st Century Art in New York, ha evidenziato la qualità eccezionale delle opere proposte e l’energia della sala durante tutta la serata. E proprio la combinazione tra opere rare e un’offerta fortemente internazionale sembra essere oggi la chiave del successo di un mercato sempre più selettivo.
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