Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliUn cappello in feltro, un gilet multi-tasche e la convinzione incrollabile che ogni essere umano sia, intrinsecamente, un artista. Joseph Beuys non ha semplicemente prodotto oggetti, ma ha modellato il pensiero sociale come fosse cera calda, cercando di guarire le ferite di un dopoguerra cinicamente razionale attraverso il ritorno a una ritualità arcaica e terapeutica. Per Beuys, l’opera d’arte non era il traguardo, ma il veicolo. Un «messaggio in bottiglia» lanciato per attivare la coscienza collettiva e trasformare la società in una performance collettiva.
Da oggi, 8 aprile, fino al 22 aprile 2026, Lempertz celebra questo sciamano della modernità con l’appuntamento online BEUYS BEUYS BEUYS. La vendita presenta un corpus di oltre 50 opere provenienti integralmente da una prestigiosa collezione privata tedesca, offrendo uno sguardo privilegiato su un artista che ha saputo fondere l'estetica con la prassi politica. Si tratta di un'occasione significativa per il mercato internazionale, poiché ripercorre l'intero spettro della sua produzione con una forbice di prezzi estremamente ampia e accessibile, con opere stimate tra 200 e 15 mila euro.
Il percorso di vendita proposto attraversa le fasi cruciali della carriera di Beuys, partendo da uno dei suoi multipli più iconici e accessibili, «Intuition», concepito come una scatola di legno che invita all'esperienza introspettiva. La narrazione prosegue con lavori fondamentali degli anni Sessanta, come il complesso sonoro e concettuale «Ja Ja Ja Ja Ja, Nee Nee Nee Nee», arrivando alle riflessioni sul dolore degli anni Settanta espresse in «Buttocklifting» e nella celebre «Zeige deine Wunde». Tale testimonianze, che riflettono la natura poliedrica dell'artista, si inseriscono perfettamente nel range valutativo dell'asta, che vede i suoi picchi proprio nei lavori più storicizzati con stime a tre zeri.
Un'attenzione particolare merita l'opera «Bruno Corà-Tee», un omaggio al critico d'arte italiano che ha contribuito in modo determinante alla diffusione del lavoro di Beuys nel nostro Paese; un lotto che, insieme agli oggetti degli anni Ottanta come «Ölkanne F.I.U.», «Pala» e la militante «Difesa della Natura», documenta la maturità di un uomo che ha reso l'ecologia una forma d'arte. Nel complesso, una figura imprescindibile della cultura contemporanea, la cui eredità continua a interrogare il presente attraverso oggetti che sono, prima di tutto, idee democraticamente accessibili.
Joseph Beuys, «Bruno Corà-Tee», 1975. Stima 7-9 mila euro
Joseph Beuys, «Rhein Water Polluted», 1981. Stima 2,5-3,5 mila euro
Altri articoli dell'autore
La Fondazione Arte Crt al Castello di Rivoli per un seminario sulle professioni dell’editoria d’arte
Il programma di alta formazione ideato e promosso dall’ente torinese è gratuito e si svolgerà dal 13 al 15 luglio. Il termine per inviare la propria candidatura è il 18 giugno
Fino al 25 luglio le opere dei tre artisti sono allestite negli spazi di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa
La rivisitazione dell’opera di Christo e Jeanne-Claude sarà accessibile gratuitamente, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, dal 6 al 28 giugno
La fine delle sovvenzioni per i luoghi di culto classificati come beni culturali espone le chiese a un improvviso aumento dei costi, inducendole a rinviare o abbandonare riparazioni indispensabili e mettendo a rischio crescente le opere d’arte che vi si trovano



