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Courtesy Scotch & Soda

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Courtesy Scotch & Soda

Basquiat entra nel guardaroba e la corona a tre punte si fa moda

Scotch & Soda lancia una collezione ispirata all’artista tra branding, licensing e immaginario urbano

Ginevra Borromeo

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Il marchio olandese Scotch & Soda ha presentato una nuova collezione dedicata a Jean-Michel Basquiat, sviluppata in partnership con la famiglia dell’artista attraverso l’agenzia di licensing Artestar. L’operazione si inserisce in una linea ormai consolidata di collaborazioni tra brand della moda e patrimoni artistici, dove l’immaginario visivo diventa asset strategico.

La collezione che include capi uomo, donna e bambino integra motivi tratti da opere iconiche di Basquiat, tra cui il dipinto Unbreakable (1987), utilizzato per una serie di pezzi con stampa all-over. Camicie, t-shirt, felpe, jeans ricamati con la celebre corona a tre punte, cappellini e una giacca souvenir costruiscono un’estetica che richiama la stratificazione segnica e cromatica dell’artista newyorkese.

Nel comunicato ufficiale, Scotch & Soda stabilisce un parallelismo tra la cultura urbana di New York degli anni Ottanta e la “vivace cultura di Amsterdam” che definisce l’identità del marchio. Una narrazione coerente con le strategie di brand positioning contemporanee, che legano autenticità urbana e heritage artistico per rafforzare il capitale simbolico. Il fulcro visivo della capsule è Unbreakable, descritto dal marchio come espressione di imperfezione e resilienza. L’opera, con il suo intreccio di figure, segnaletica e parola, viene reinterpretata in chiave tessile, trasformando un linguaggio pittorico complesso in pattern seriale. I prezzi, compresi tra 36 e 268 dollari, collocano la collezione in una fascia accessibile, ampliando ulteriormente la diffusione dell’immaginario basquiatiano.

L’operazione conferma la centralità di Basquiat nel mercato globale delle collaborazioni moda-arte. La sua iconografia, corona, teschi, segni grafici, possiede una riconoscibilità immediata che si presta alla trasposizione commerciale senza perdere del tutto la carica simbolica originaria. Allo stesso tempo, ogni nuova capsule riapre il dibattito sulla tensione tra radicalità artistica e consumo. Il ruolo di Artestar, tra le principali agenzie di gestione dei diritti di artisti contemporanei e storicizzati, evidenzia la strutturazione ormai industriale del licensing culturale. Le eredità artistiche non sono più solo archivio e tutela, ma piattaforme operative che dialogano con brand globali, generando flussi economici e rafforzando la presenza pubblica dell’artista.

 

Ginevra Borromeo, 01 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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