Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliAlle 7 del mattino, in un orario che precede la saturazione mediatica e commerciale della settimana del design, Piazza Duomo viene riattivata come spazio di sperimentazione. “La colazione con Maurizio Cattelan e Nicolas Ballario” si presenta come un evento artistico a tutti gli effetti. Il format è essenziale: una colazione offerta da Lavazza e la richiesta, rivolta ai partecipanti, di portare con sé un oggetto buffo. L’oggetto diventa unità minima di scambio, attivatore di relazioni, elemento di narrazione. Il baratto, pratica arcaica e oggi residuale nelle economie avanzate, viene qui reintrodotto come gesto simbolico che sospende temporaneamente la logica monetaria.
L’operazione si inserisce in una linea coerente del lavoro di Cattelan, dove il registro ironico e l’apparente leggerezza funzionano come strumenti per interrogare le strutture sociali. In questo caso, il focus si sposta sul valore: cosa rende un oggetto desiderabile, scambiabile, significativo? E cosa accade quando il criterio non è economico ma relazionale, arbitrario, persino ludico?
Piazza Duomo è il centro simbolico della città, spazio di rappresentanza istituzionale e turistica, ma anche nodo di attraversamento quotidiano. Trasformarlo in una piattaforma di scambio informale significa intervenire direttamente sul rapporto tra pubblico e privato, tra evento e cittadinanza. L’azione non si limita a occupare uno spazio: lo risemantizza. Nel contesto della Design Week, sempre più articolata tra installazioni, attivazioni di brand e strategie di visibilità urbana, questo intervento introduce un elemento di frizione. Riduce la scala, anticipa i tempi, sottrae centralità all’oggetto progettuale per spostarla sul comportamento. Il design, in questa prospettiva, non è prodotto ma coreografia sociale.
L’apertura a “tutti” non è solo dichiarativa. L’assenza di filtri – inviti, accrediti, ticket – ridefinisce il perimetro del pubblico, includendo una platea eterogenea che raramente coincide con quella delle fiere o degli eventi istituzionali. In questo senso, l’evento agisce come dispositivo di accesso e come test sulla capacità della città di accogliere forme spontanee di aggregazione. L’avvio della Design Week 2026 passa così da un gesto minimo: bere un caffè, portare un oggetto, scambiarlo. Un’azione elementare che, nella sua semplicità, mette in tensione alcune delle dinamiche centrali del sistema contemporaneo e restituisce alla città una funzione attiva, non solo scenografica.
Altri articoli dell'autore
Sotheby’s ha chiuso le aste marquee di maggio a New York con un totale di 908,6 milioni di dollari, in crescita dell’82,5% rispetto al 2025 e con il più alto tasso di venduto mai registrato dalla maison nelle vendite newyorkesi. A trainare la settimana sono state le grandi collezioni private -dalla raccolta di Robert Mnuchin a quella di Gunter Sachs- insieme a un ritorno deciso della domanda internazionale per opere museali di Rothko, Basquiat, Picasso, Matisse e Van Gogh. Un risultato che conferma la trasformazione del mercato: meno volume speculativo, più competizione per rarità assolute e provenienze storiche.
«Creative Roads» alla Cavallerizza Reale di Torino per la terza tappa del progetto dedicato alla cura come pratica condivisa tra arte, spazio pubblico e partecipazione
Le Carceri del Castello di San Giorgio a Mantova riaprono al pubblico dopo il restauro post-terremoto del 2012, restituendo uno dei luoghi simbolo del Risorgimento italiano. Tra celle, graffiti e testimonianze dei Martiri di Belfiore, il percorso museale recupera secoli di storia e memoria politica
Questa sera Christie’s inaugura a New York una delle vendite più attese degli ultimi anni: sedici opere provenienti dalla collezione di S. I. Newhouse Jr., valutate oltre 450 milioni di dollari. Tra i lotti simbolo, Number 7A di Jackson Pollock e Danaïde di Constantin Brâncuși, entrambe stimate intorno ai 100 milioni.



