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L’Onassis Foundation

Foto Stelios Tzetzias

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L’Onassis Foundation

Foto Stelios Tzetzias

Atene torna a teatro: il 25 settembre inaugura l’Onassis Mandra

Per il proprio spazio culturale l’Onassis Fondation sceglie di restaurare un teatro Bélle Époque anziché costruire un nuovo edificio iconico

Germano D’Acquisto

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Le città cambiano anche così. Non sempre con un museo firmato da una archistar o con un nuovo landmark destinato a ridisegnare lo skyline. A volte basta restituire alla collettività un luogo dimenticato e permettergli di raccontare di nuovo la propria storia. È quello che accade ad Atene con l’apertura, il 25 settembre, del nuovo Onassis Mandra, lo spazio culturale che inaugura la stagione 2026-2027 dell’Onassis Foundation e che segna uno dei più importanti interventi di rigenerazione culturale della capitale greca degli ultimi anni.

Situato su Dionysiou Areopagitou, il grande viale pedonale che collega l’Acropoli al suo museo, Onassis Mandra nasce dal recupero dell'unico teatro all'aperto ateniese sopravvissuto alla Belle Époque. Un luogo che sembrava appartenere al passato e che oggi viene restituito alla città come nuovo spazio permanente dedicato all’arte contemporanea, alla sperimentazione e alle esperienze immersive.

L’operazione racconta molto bene la filosofia dell’Onassis Foundation. Fondata nel 1975 per volontà di Aristotele Onassis, la fondazione è oggi una delle istituzioni culturali più influenti del Mediterraneo. Attiva nei campi della cultura, dell’istruzione, della ricerca scientifica e della salute, negli ultimi anni ha progressivamente ridefinito il proprio ruolo, trasformandosi da ente filantropico in una piattaforma internazionale capace di produrre idee, sostenere artisti e promuovere un dialogo costante tra discipline diverse.

Attraverso Onassis Stegi, il centro culturale inaugurato nel 2010, la fondazione ha contribuito a fare di Atene una delle capitali europee della sperimentazione artistica, ospitando alcune delle voci più innovative del teatro, della danza, della musica e delle arti visive contemporanee.

Con Onassis Mandra questa visione compie un ulteriore passo avanti. Più che costruire un nuovo edificio iconico, la fondazione sceglie di riportare in vita un frammento della memoria urbana, trasformandolo in un luogo capace di produrre nuove esperienze. In un momento storico in cui molte istituzioni investono soprattutto nell’architettura come elemento spettacolare, qui il progetto procede nella direzione opposta: è il luogo, con la sua storia, a diventare il vero protagonista.

Non sorprende quindi che il debutto del nuovo spazio sia affidato a Clinamen, la celebre installazione del compositore e artista francese Céleste Boursier-Mougenot, in programma dal 25 settembre al 6 dicembre, dopo le acclamate presentazioni alla Bourse de Commerce - Pinault Collection di Parigi e al Park Avenue Armory di New York.

Dal 1997 Clinamen continua a esercitare un fascino quasi ipnotico. Centinaia di ciotole in porcellana bianca galleggiano lentamente sulla superficie di tre grandi vasche d’acqua blu. Muovendosi sospinte da leggere correnti, si sfiorano, si urtano e producono suoni delicati che cambiano continuamente, componendo una partitura mai uguale a sé stessa. Nessun algoritmo, nessuna regia: solo il caso trasformato in musica.

Ad Atene, però, l’opera cambia profondamente natura. Per la prima volta viene presentata all’aperto. Il vento modifica il movimento delle ciotole, la luce trasforma continuamente la superficie dell’acqua, le ombre attraversano l’installazione, mentre le voci della città, il rumore del traffico lontano e perfino la pioggia diventano parte dell’esperienza. L’opera non si limita più a occupare uno spazio: entra in relazione con Atene, respirando insieme alla città. È difficile immaginare un’opera più adatta per inaugurare Onassis Mandra. Clinamen parla infatti di equilibrio, ascolto e trasformazione, gli stessi principi che guidano il recupero di questo luogo storico. L’installazione non cerca di imporsi sul contesto, ma lo rende protagonista, trasformando un antico teatro in un paesaggio sonoro in continua evoluzione.

La stagione proseguirà poi con Oracle del regista polacco Łukasz Twarkowski (15-18 ottobre), uno spettacolo dedicato ad Alan Turing e alle implicazioni etiche dell’Intelligenza artificiale che fonde teatro, cinema dal vivo, musica e tecnologie immersive. Il 9 ottobre tornerà Borderline Festival, una delle principali rassegne europee dedicate alla musica elettronica, con Ricardo Villalobos, Nightmares on Wax, Yasmine Hamdan e Σtella. Da novembre, infine, il pubblico ritroverà Oedipus di Robert Icke, la rilettura contemporanea del capolavoro di Sofocle che, dopo Londra e Broadway, torna ad Atene con Nikos Kouris e Maria Kehagioglou.

Programmi diversi, linguaggi differenti, una stessa visione. L'Onassis Foundation continua infatti a muoversi lungo un confine sempre più sottile tra patrimonio e innovazione, memoria e sperimentazione, spazio pubblico e produzione culturale. Non è soltanto una fondazione che organizza eventi: è un’istituzione che utilizza l’arte come strumento per rileggere la città e il suo tempo. L’apertura di Onassis Mandra rappresenta forse il risultato più evidente di questa strategia. Perché dimostra che la rigenerazione urbana non passa necessariamente attraverso nuove architetture spettacolari. A volte è sufficiente restituire significato a un luogo dimenticato. E lasciare che sia l’arte a rimetterlo in movimento.

Il nuovo Onassis Mandra. Foto Margarita Yoko Nikitaki

Germano D’Acquisto, 04 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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