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Arturo Galansino al MaXXI per raccontare Palazzo Strozzi

Nell’ambito di «Musei in transizione. Nuove sfide per le istituzioni contemporanee», il direttore generale dell’istituzione fiorentina dialogherà con il direttore artistico di quella romana, Francesco Stocchi, per illustrare i successi conseguiti dalla Fondazione

Gianfranco Ferroni

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Per «Musei in transizione. Nuove sfide per le istituzioni contemporanee», il 2 aprile a Roma, al MaXXI, nella sala Graziella Lonardi Buontempo, protagonista sarà Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi. L’incontro viene presentato così: «Capolavoro dell’architettura rinascimentale a Firenze, Palazzo Strozzi è un punto di riferimento nel panorama italiano. Nata nel 2006 come primo esempio di fondazione culturale pubblico-privata in Italia, la Fondazione Palazzo Strozzi ha prodotto e organizzato oltre cinquanta mostre che spaziano dall’arte antica a quella moderna e contemporanea e collaborazioni con artisti come Ai Weiwei, Carsten Höller, Marina Abramović». 

Galansino, con il direttore artistico del MaXXI Francesco Stocchi, illustrerà i successi conseguiti dall’istituzione museale, come con l’attuale mostra dedicata a Mark Rothko, a cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, con la collaborazione istituzionale del Ministero della Cultura, con la Direzione regionale Musei nazionali Toscana-Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana, main partner Intesa Sanpaolo. 

Nel corso dell’anno, seguiranno «Superflex. There Are Other Fish In The Sea», nel cortile di Palazzo Strozzi, dal 14 aprile al 2 agosto, con la Fondazione Hillary Merkus Recordati. Quindi, «Jean-Marie Appriou. Canto infinito», nel Project Space, dal 22 maggio al 23 agosto, per richiamare l’eredità della Divina Commedia di Dante Alighieri come orizzonte culturale e simbolico. E poi sarà la volta di «Broken. La forza del frammento», nel Piano Nobile, dal 25 settembre e fino al 24 gennaio 2027, per esplorare il tema del frammento dall’archeologia all’arte contemporanea, celebrando il potere evocativo e il fascino che ha esercitato nell’uomo dall’antichità al presente: una mostra organizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, dove sarà presentata nella primavera del prossimo anno, l’esposizione riunirà oltre novanta opere attraversando le civiltà antiche dell’Egitto, della Mesoamerica, dell’Etruria e della Grecia, per estendersi alle culture premoderne o della prima età moderna, dal Perù alla Cambogia, presentando opere di artisti moderni e contemporanei che hanno assunto il frammento come punto di partenza per nuove possibilità espressive, tra cui Auguste Rodin, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Francesco Vezzoli e Danh Vo.

Gianfranco Ferroni, 26 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Arturo Galansino al MaXXI per raccontare Palazzo Strozzi | Gianfranco Ferroni

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