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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliHervé Gloaguen, fotografo nato nel 1937 a Rennes, in Bretagna, dopo tanti anni è tornato a Roma. È stato il fondatore, nel 1972, dell’agenzia Viva: con lui c’erano Claude Dityvon, Martine Franck, François Hers, Richard Kalvar, Jean Lattes e Guy Le Querrec, anime del progetto collettivo «Famiglie in Francia». Quindi, ecco l’agenzia Rapho, e poi il raid Air Solidarité, per raccogliere fondi e materiale per le associazioni dei villaggi del Burkina Faso. Per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha realizzato reportage nei cinque continenti. Ma la città eterna è sempre nel suo cuore: con «À Rome la nuit. Fotografie di Hervé Gloaguen», nel Museo di Roma in Trastevere dal 25 marzo al 6 settembre, ricordi di visioni ormai antiche. Lui stesso racconta: «Le fotografie a colori sono state scattate tra il 1975 e il 1995 durante alcuni soggiorni di un mese, all’epoca in cui avevo abbastanza tempo e denaro da poter fare a meno dei reportage su ordinazione e percorrere in lungo e in largo, in tutta libertà, le piazze e le stradine del centro storico di Roma. Questo non accadde tanto spesso, tanto che le mie deambulazioni per Roma, la notte, messe l’una dopo l’altra durarono circa sei mesi». E al termine delle giornate torride, Gloaguen si appostava «nei pressi delle fontane monumentali che si innalzano a piazza di Spagna, piazza del Popolo, piazza Navona, o piazza della Rotonda. Lì, sullo sfondo di chiese e palazzi oscurati dalla notte». Un compito difficile da affrontare, come ammette: «Fotografare la notte non era un affare da poco in quanto decisi innanzitutto di non utilizzare alcun flash, la cui luce avrebbe aggredito le persone fotografate. Per captare delle cose belle, dovevo restare discreto, non visto e passare del tempo», e «senza neanche talvolta distinguere nettamente quello che avevo nel mio mirino», un particolare che «mi angosciava e mi eccitava».
Nelle immagini, un gruppo di marinai davanti a Fontana di Trevi, corpi nudi all’interno di un’automobile, trans, coppie «no limits», solitudini esaltanti: quella notte romana di un tempo, descritta anche dal regista Ferzan Ozpetek, dove regnava la libertà, tutto poteva accadere, le pulsioni non avevano confini nelle ore piccole, quando poco dopo, alla luce del sole, c’era la paura per la violenza del terrorismo e della criminalità. L’atmosfera notturna appare calda, intrisa di una vivacità silente pronta a trasformarsi in complicità, dove lo sguardo conta più della parola. La prima permanenza romana di Gloaguen vide protagonista il suo pulmino Volkswagen parcheggiato nel camping a Monte Antenne, dominando la città. A poca distanza da quel luogo, con la firma dell’architetto Paolo Portoghesi sarà poi realizzata la Grande Moschea di Roma.
La mostra è inserita nel programma culturale che celebra l’anniversario numero 70 del gemellaggio Roma-Parigi ed è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale-Sovrintendenza Capitolina, organizzata da Médiathèque du patrimoine et de la photographie (Mpp) in collaborazione con il Ministère de la Culture francese e curata da Gloaguen ed Emmanuel Marguet, con la cura tecnica di Giulia Frache. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Hervé Gloaguen, «Piazza Di Spagna», 1991. © donation Hervé Gloaguen, Ministère de la Culture (France), Médiathèque du patrimoine et de la photographie, diffusion