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Uno scorcio di Arte Fiera 49

Courtesy of Arte Fiera

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Uno scorcio di Arte Fiera 49

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Arte Fiera 49 chiude con numeri solidi e una visione rinnovata

Numeri, pubblico e mercato confermano l’avvio del nuovo corso sotto la direzione artistica di Davide Ferri

Monica Trigona

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Si chiude a Bologna Arte Fiera 49 (6-8 febbraio) e il bilancio è quello di una manifestazione in piena vitalità, capace di coniugare solidità storica e slancio verso il futuro. La prima edizione sotto la direzione artistica di Davide Ferri segna l’avvio di un nuovo corso all’insegna del rinnovamento del formato fieristico e di una riflessione più ampia sul ruolo stesso della fiera nel sistema dell’arte contemporanea. A tracciarne il senso complessivo è lo stesso Ferri, che commenta così la conclusione della manifestazione: «Sono molto contento ed emozionato nel chiudere questa mia prima edizione alla direzione artistica di Arte Fiera, ha commentato Ferri, desidero ringraziare BolognaFiere, il Presidente Gianpiero Calzolari e l’Amministratore Delegato Antonio Bruzzone per la fiducia che mi hanno accordato, il Direttore operativo Enea Righi, tutto il team di Arte Fiera e il nuovo Comitato di Selezione, i curatori delle sezioni per il lavoro condiviso e la qualità del confronto. Questa edizione, intitolata “Cosa sarà”, è solo l’inizio di un nuovo capitolo: un’apertura verso ciò che Arte Fiera potrà diventare, a partire da una fiera già in ottima salute, animata da un affetto e da un legame speciale che sento profondamente condivisi da galleristi, artisti, addetti ai lavori e pubblico».

I segnali positivi sono emersi con chiarezza sin dalla preview, quando la proposta dei 201 espositori ha incontrato l’interesse di un pubblico qualificato di collezionisti, operatori, istituzioni, giornalisti e ospiti internazionali. Nei padiglioni 25 e 26 il mercato si è mostrato immediatamente vivace, con vendite significative già nelle prime ore, confermando un andamento in costante crescita. In questo contesto si inserisce la lettura di Stefano Farsetti della Galleria d'Arte Frediano Farsetti, che sottolinea il ruolo storico della fiera e alcune dinamiche del pubblico:
«L'appuntamento di Artefiera, che tradizionalmente inaugura l'anno del mercato dell'arte, si conferma un punto di riferimento importante per gli operatori del settore.
In entrambi i padiglioni il livello qualitativo della proposta è stato alto come da aspettative, con un leggero calo dell'affluenza rispetto a edizioni passate, e poca presenza di clienti esteri. Abbiamo notato un sempre maggiore interesse da parte di collezionisti giovani, tradizionalmente fruitori del contemporaneo, che cominciano a ricercare opere di artisti storicizzati. Un buon auspicio per il futuro dell'arte moderna italiana». Fa eco a queste considerazioni Rino Costa dell’omonima galleria di Valenza, che evidenzia sia l’andamento commerciale sia il dialogo con la nuova direzione:
«Arte Fiera è sempre una vetrina importante dove si vende, e noi abbiamo venduto bene, e dove si intraprendono trattative anche oltre i giorni di Bologna. Sono contento di avere trovato molto disponibilità e interesse verso la nostra categoria da parte della nuova direzione». Sul versante della ricerca contemporanea, LUPO – Lorenzelli Projects, galleria milanese dedicata principalmente alla scoperta e promozione di talenti emergenti, segnala una risposta attenta e consapevole da parte dei collezionisti: «Interesse reale da parte di collezionisti che continuano a credere in percorsi di ricerca anche in fase di crescita. In stand erano presenti Aniela Preston, Rachel Hobkirk e Giuditta Branconi che tra meno di un mese inaururerà la sua prima mostra personale alla Fondazione Maramotti. Abbiamo riscontrato un grandissimo interesse per lei e per Martina Cinotti che è una new entry della galleria (classe 2000): tutti i suoi quadri sono stati venduti (ben 5)». Un giudizio altrettanto positivo arriva da Giuseppe Biasutti, della torinese Biasutti & Biasutti, che sottolinea qualità curatoriale, affluenza e risultati di vendita:
«La fiera ha avuto veramente un’affluenza numerosa e un pubblico attento e molto preparato. Le proposte delle gallerie erano molto interessanti con progetti molto curati. Noi siamo molto soddisfatti delle vendite e abbiamo diverse trattative ancora in corso. Il primo anno con Ferri si è rivelato molto positivo, senza nulla togliere agli anni precedenti. Il nostro allestimento riprendeva una storica mostra torinese sull'Informale della fine degli anni Cinquanta. Capogrossi, Vedova, Moreni, Gallizio e Ruggeri molto apprezzati dal pubblico ma anche Paul Jenkins». Conferma il trend di crescita anche Fabrizio Padovani, direttore con Alessandro Pasotti della bolognese P420: «Anche oggi come ormai da qualche stagione ci ritroviamo il lunedì dopo la fiera a dire che l’edizione appena passata è stata ancora meglio della precedente. Ad Artefiera c’è un chiaro trend di crescita e ci sono i presupposti perché continui così. Il pubblico di acquirenti c’è stato e le vendite per noi sono state ottime, soprattutto per artisti come Francis Offman, Shafei Xia, Xian Kim, Rodrigo Hernández ma abbiamo venduto opere di quasi tutti gli artisti che avevamo in fiera». Davide Mazzoleni evidenzia la qualità degli allestimenti e il buon riscontro del mercato sulle diverse fasce di prezzo:
«Siamo stati molto felici che la nostra artista Rebecca Moccia sia stata selezionata per "Prospettiva". Sabato c'erano tantissimi collezionisti, il mercato è orientato verso la qualità che dà garanzia o perlomeno tranquillità. Il nostro range spazia dai 150 a 400K. David Reimondo e Andrea Francolino hanno presentato due lavori nuovi che hanno avuto un grande successo e sono stati venduti intorno ai 15K. Vendute anche due opere di Marinella Senatore e una di Iran do Espírito Santo. Complessivamente fiera molto soddisfacente». Infine, Michele Barbati, fondatore della veneziana Barbati Gallery, e alla sua prima volta come espositore ad Arte Fiera (nella sezione Fotografia & dintorni curata da Marta Papini con un giovane americano, Bach Ellison), nota la varietà del pubblico e lo scenario propizio agli affari: «Di questa prima esperienza bolognese siamo rimasti molto contenti perché, oltre a esserci una grandissima energia della fiera, con tanti collezionisti, curatori e persone interessanti, abbiamo stretto diverse relazioni. Da un punto di vista commerciale è andata abbastanza bene perché abbiamo venduto quattro su cinque opere che avevamo in stand. Prenderemo sicuramente in considerazione la prospettiva di partecipare ancora ad Arte Fiera».

 

Uno sguardo tra gli stand di Arte Fiera 49. Courtesy of Arte Fiera

Uno sguardo tra gli stand di Arte Fiera 49. Courtesy of Arte Fiera

Determinante, quindi, l’affluenza del pubblico: a poche ore dalla chiusura sono state raggiunte le 50mila presenze, un dato che ribadisce il legame profondo tra Arte Fiera e la sua comunità e il ruolo centrale della manifestazione nel panorama fieristico italiano. Un successo accompagnato da un public program particolarmente apprezzato, che ha saputo estendere l’esperienza della fiera oltre lo spazio espositivo, dalla performance di Chalisée Naamani al Padiglione de l’Esprit Nouveau, realizzata in collaborazione con Fondazione Furla, al progetto KOLOSSAL di Marcello Maloberti per la nuova serie di commissioni Preludio sostenuta da Gruppo Hera, fino ai Book Talk in partnership con BPER, l’offerta culturale ha registrato una partecipazione attenta e trasversale.

Arte Fiera 49 ha inaugurato il nuovo corso sintetizzato dal titolo «Cosa sarà», una dichiarazione di intenti che guarda al futuro senza rinnegare la propria identità e il suo ruolo di piattaforma di riferimento per le gallerie italiane e per l’arte del XX e XXI secolo, obiettivo oggi pienamente raggiunto anche grazie a un rafforzamento delle dinamiche di mercato, all’apertura verso nuovi pubblici e a un’attenzione concreta al ricambio generazionale. In questo contesto si è inserito il nuovo Fondo Arte Fiera, fondo di acquisizione da 100mila euro promosso da BolognaFiere e Cosmoprof, che insieme ai sette premi assegnati durante la manifestazione conferma un investimento strutturale a sostegno dell’arte italiana e delle sue filiere. Quattordici le opere acquistate grazie a questa risorsa: Untitled, 1970 e Vibrazioni con buchi, 1970 di Greta Schödl rappresentata da LABS Arte Contemporanea, Bologna; Elisone, 2026 di Leonardo Devito, rappresentato da Galleria Acappella, Napoli; Senza titolo, 2022 di Anri Sala della galleria Alfonso Artiaco, Napoli; due fotografie dalla serie Narciso contro Narciso, 1979 di Libera Mazzoleni, rappresentata dalla galleria Frittelli, Firenze; Aral_Citytellers, Aralsk #004, 2008, Aral_Citytellers, Kyzylorda, #005, 2008, Aral_Citytellers, Kyzylorda, #006, 2008 di Francesco Jodice, rappresentato da Umberto Di Marino, Napoli; due stampe di Dove il cielo è più vicino, 2014, di Moira Ricci rappresentata dalla galleria Laveronica, Modica (RG); Untitled (Banister), 2023 di Buck Ellison, di Barbati Gallery, Venezia; Senza titolo (Green Parrot) #25, 2024 di Chiara Camoni della SpazioA, Pistoia; ed infine l'opera Il giorno della fine non ti servirà l’inglese, 2025 di Alek O. della galleria Martina Simeti, Milano. Il BPER Prize dedicato alla valorizzazione delle tematiche femminili è stato assegnato a Silvia Giambrone, rappresentata dalla Richard Saltoun, con l’acquisizione dell’opera Mirror n.18, 2022, che sarà collocata nelle sedi espositive del Gruppo BPER (con menzione speciale di BPER a Silvia Inselvini, rappresentata da Atipografia, con l’opera Notturni N.147, 2025). Il Premio Collezione Righi per artisti mid-career e nuove generazioni è stato assegnato a Liliana Moro (galleria Raffaella Cortese) con l’opera Piazza #2, 2007. Il Marval Acquisition Award è andato  a Romane de Watteville (Ciaccia Levi), con l’opera I could claim the dreamers from the dreams, 2025 mentre il Premio Officina Arte Ducati è stato assegnato a Diego Perrone (galleria Umberto Di Marino) con l’opera Senza titolo, 2025, destinata alla collezione corporate di Borgo Panigale sostenuta da Fondazione Ducati. Il Premio Osvaldo Licini by Fainplast dedicato ai grandi artisti del Novecento, e che sostiene la ricerca pittorica contemporanea, è stato conferito a Pesce Khete, rappresentato dalla galleria Colli, per l’opera Untitled, 2024.Infine il Premio Rotary ha riconosciuto meritevole Gian Marco Casini Gallery e il Premio Rotaract e il Premio Andrea Sapone sono stati assegnati a Luca Campestri, rappresentato dalla galleria Capsule.

Ora Arte Fiera guarda già al 2027 con un appuntamento particolarmente significativo: la 50ma edizione della manifestazione e il cinquantesimo anniversario della prima Settimana Internazionale della Performance, due ricorrenze che promettono di intrecciare memoria e visione, storia e sperimentazione, nel segno di una rassegna che, a quasi mezzo secolo dalla sua nascita, continua a interrogarsi sul proprio futuro senza perdere il contatto con il presente.

Giorgio de Chirico, «Le figlie di Minosse (Scena antica in rosa e azzurro II)», 1933, esposto alla Galleria d’Arte Frediano Farsetti. Courtesy Galleria d’Arte Frediano Farsetti

Monica Trigona, 09 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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