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Gerhard Richter, Abstraktes Bild (940-7), 2015. Venduto da Hauser & Wirth ad Art Basel 2026 per 20 milioni di dollari

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Gerhard Richter, Abstraktes Bild (940-7), 2015. Venduto da Hauser & Wirth ad Art Basel 2026 per 20 milioni di dollari

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Art Basel 2026, un Gerhard Richter da 20 milioni guida il secondo giorno di vendite

Dopo il Picasso da 35 milioni di dollari al debutto, nel secondo giorno di preview è nuovamente la mega galleria Hauser & Wirth a siglare l'affare migliore

Se il debutto di Art Basel 2026 è stato incoraggiante, la seconda giornata VIP del 17 giugno ha consolidato la tendenza. Dopo il Picasso da 35 milioni delle prime ore, è un capolavoro dell'astrazione tedesca a dominare le cronache del secondo giorno. A siglare l'operazione più pesante è stata ancora una volta la mega galleria Hauser & Wirth, capace di collocare lo «Abstraktes Bild (940-7)» (2015) di Gerhard Richter per 20 milioni di dollari. La stessa galleria ha confermato il felice momento per il dopoguerra europeo vendendo un acrilico senza titolo del 1989-1990 di Martin Kippenberger per 1,45 milioni di euro e l'opera concettuale «Mind's Eye (Annlee)» (2024) di Pierre Huyghe per 450 mila euro.

Lisson Gallery ha capitalizzato l'intramontabile fascino della scultura specchiante di Anish Kapoor, vendendo ben due lavori dell'artista britannico a 625 mila sterline ciascuno, mentre nello stand di White Cube la pittura vibrante di Shara Hughes ha trovato un acquirente per «Just Beyond» (2026) a 450 mila dollari. Il mercato asiatico storicizzato si conferma solido da Tina Kim Gallery, che ha registrato il piazzamento di una tela del maestro del Dansaekhwa Park Seo-Bo nella fascia tra i 350 mila e i 450 mila dollari, mentre Sprüth Magers ha ceduto «Tituba’s Handmaiden» (2025) di Kara Walker a una collezione privata europea per 400 mila dollari.

David Zwirner ha finalizzato la vendita della densa composizione «Transmission (E, rose)» (2026) di Elizabeth Peyton per 1,2 milioni di dollari. Più sintonizzate su formati intimi ma altrettanto proficui le transazioni di Xavier Hufkens, che ha ceduto un piccolo dipinto di Nicolas Party per circa 200 mila dollari, e di Jessica Silverman, che ha visto volare verso una nuova collezione «Envoys From Deep Time» (2026) di Hayal Pozanti per 55 mila dollari.

Nella sezione Unlimited, dedicata alle installazioni fuori scala, Lisson Gallery ha venduto l'enigmatica opera di Ryan Gander «I’ve felt everything I’m going to feel - The Unspeakable World» (2026) per 200 mila sterline, mentre la galleria istanbulita Dirimart ha collocato «Reenactment of Heaven» (2018) di İnci Eviner per 30 mila euro. Sul fronte delle acquisizioni pubbliche, la prestigiosa Bundeskunstsammlung (la collezione nazionale tedesca) ha scelto la vetrina di Statements e lo stand della galleria berlinese Molitor per assicurarsi il video «HEAT» (2026) di Yalda Afsah per 35 mila euro. Nella sezione Premiere, invece, Magenta Plains ha registrato la vendita di due dipinti di Liza Lacroix a 40 mila dollari l'uno.

La vera sorpresa di questa edizione è però l'accoglienza riservata a Zero 10, la neonata piattaforma focalizzata sulle espressioni artistiche dell'era digitale. Dopo il colpo da mezzo milione di dollari messo a segno il primo giorno da Fellowship con John Gerrard, la sezione ha registrato un'accelerazione diffusa, attirando l'interesse di istituzioni e fondazioni internazionali. La joint venture tra Bitforms e Max Estrella ha venduto l'installazione interattiva «Pulse Aglomerate» (2024) di Rafael Lozano-Hemmer per 180 mila dollari a una fondazione privata ucraina. Segno evidente che, anche a Basilea, la linea di demarcazione tra supporti fisici e pixel si sta definitivamente dissolvendo.

Il Picasso da 35 milioni di dollari venduto da Hauser & Wirth ad Art Basel 2026. Courtesy of Art Basel

Redazione, 18 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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