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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliLa grande settimana dell'arte parigina rischia di confrontarsi con una nuova giornata di tensioni sociali. Sabato 24 ottobre, mentre Art Basel Paris sarà nel pieno della sua attività al Grand Palais, è prevista un'altra mobilitazione di protesta in Francia, dopo le manifestazioni del 17 ottobre sfociate in violenze, incendi, saccheggi e scontri con le forze dell'ordine. Una coincidenza che sta alimentando la preoccupazione tra gli operatori del mercato internazionale dell'arte, riuniti nella capitale francese per una delle fiere più importanti dell'anno.
La domanda che circola tra gli addetti ai lavori riguarda soprattutto la possibilità che la manifestazione interferisca con la normale apertura della fiera. Art Basel Paris potrebbe essere costretta a chiudere temporaneamente sabato? Al momento non esiste una comunicazione ufficiale in questo senso. Gli organizzatori continuano a confermare il calendario previsto, con apertura al pubblico dal 23 al 25 ottobre, dalle 11 alle 19.
La situazione resta tuttavia in evoluzione, anche alla luce delle conseguenze delle proteste dello scorso fine settimana. La mobilitazione del 17 ottobre, nata in un clima di crescente contestazione per il costo della vita e le condizioni dei servizi pubblici, ha coinvolto centinaia di migliaia di manifestanti in numerose città francesi. Accanto ai cortei pacifici si sono verificati episodi di violenza, danneggiamenti di edifici pubblici, assalti a esercizi commerciali e scontri con la polizia.
A Parigi, in particolare, le tensioni hanno interessato anche aree centrali della città, con incendi e saccheggi che hanno richiesto un imponente intervento delle forze dell'ordine. Il bilancio ha indotto il governo francese a rafforzare le misure di sicurezza e a predisporre ulteriori interventi in vista delle successive mobilitazioni. Per sabato 24 ottobre è stato annunciato un nuovo appuntamento di protesta, indicato dagli organizzatori come un secondo atto della mobilitazione. Gli appelli diffusi sui social network hanno coinvolto numerose città francesi. A Parigi, tra i punti di ritrovo indicati figurano Place de la République e Place de la Bastille, anche se il percorso definitivo e le modalità della manifestazione devono ancora essere precisati dalle autorità.
L'incertezza riguarda soprattutto l'effettiva dimensione della mobilitazione, la sua distribuzione nella capitale e la possibilità di iniziative non previste lungo i principali assi cittadini. Per il mercato dell'arte, la questione è particolarmente delicata. La quinta edizione di Art Basel Paris, la prima sotto la direzione di Karim Crippa, riunisce 211 gallerie provenienti da 41 Paesi e territori. Il Grand Palais ospita opere di arte moderna e contemporanea presentate da alcuni dei principali operatori internazionali, con una concentrazione di collezionisti, direttori di museo, advisor e professionisti che rende la manifestazione un momento strategico del calendario autunnale.
È soprattutto la giornata di sabato, tradizionalmente importante per l'affluenza del pubblico, a essere osservata con preoccupazione. Le conseguenze di eventuali disordini non riguarderebbero soltanto la sicurezza degli espositori e delle opere, ma anche la possibilità per i visitatori di raggiungere il Grand Palais, il regolare funzionamento degli accessi e le attività commerciali delle gallerie. A rendere più concreta la preoccupazione è quanto già accaduto nei giorni precedenti. Le tensioni sociali hanno infatti avuto ripercussioni su alcune iniziative culturali parigine. La mostra Passages. Pas sages, prevista al Quai d'Orsay, è stata rinviata, mentre il Jeu de Paume ha annullato un vernissage riservato agli invitati. Anche l'École des Beaux-Arts ha cancellato l'inaugurazione di una mostra dedicata a Gina Pane in seguito alle proteste studentesche, mentre l'accesso al Louvre è stato temporaneamente bloccato da una mobilitazione.
Un precedente che dimostra come gli effetti delle proteste possano estendersi al funzionamento delle istituzioni culturali, indipendentemente dal loro coinvolgimento diretto nelle manifestazioni. Art Basel ha già predisposto un dispositivo di sicurezza rafforzato. Secondo quanto riportato da «Le Monde», gli organizzatori hanno illustrato domenica 18 ottobre le misure concordate con una società di sicurezza privata e con la Prefettura di polizia di Parigi.
Il Grand Palais è protetto da barriere antisfondamento, già impiegate nell'edizione precedente, mentre ulteriori addetti alla sicurezza sorvegliano il perimetro dell'edificio ventiquattr'ore su ventiquattro. Sono stati inoltre intensificati i controlli agli accessi, con verifiche sui visitatori e sui bagagli. Karim Crippa ha confermato l'attenzione degli organizzatori alla sicurezza e ha mantenuto una posizione fiduciosa sulla regolare prosecuzione della manifestazione. Accanto alle informazioni verificate, nelle conversazioni tra operatori del settore emergono timori alimentati anche dalle voci che circolano sui social network. Tra queste, l'eventualità che il Grand Palais possa diventare un obiettivo di azioni dimostrative o di danneggiamento. Non risultano tuttavia, al momento, conferme indipendenti di minacce specifiche contro la sede di Art Basel Paris. Queste indiscrezioni non possono quindi essere considerate indicazioni attendibili di quanto accadrà sabato.
È necessario distinguere la mobilitazione annunciata, che rientra nell'esercizio del diritto di manifestare, dai possibili comportamenti violenti di singoli gruppi, sui quali le autorità saranno chiamate a intervenire. La questione investe inevitabilmente anche il significato economico della settimana parigina. Negli ultimi anni Art Basel Paris ha contribuito a consolidare la posizione della capitale francese come uno dei principali centri internazionali del mercato dell'arte. La manifestazione si inserisce in un calendario di mostre, aste, inaugurazioni e iniziative private che mobilita operatori provenienti da tutto il mondo. Una possibile interruzione della fiera, anche limitata a poche ore, inciderebbe su questo sistema complesso, nel quale la presenza fisica dei collezionisti e le relazioni tra galleristi, istituzioni e acquirenti continuano ad avere un ruolo determinante.
La prospettiva di una chiusura preventiva o di una sospensione temporanea rappresenta dunque uno scenario da considerare sul piano organizzativo, ma non una decisione già assunta. Saranno l'evoluzione della situazione, le indicazioni della Prefettura e le valutazioni degli organizzatori a determinare eventuali modifiche al programma. Nel frattempo, Art Basel Paris resta confermata fino a domenica 25 ottobre, con le misure di sicurezza rafforzate e l'attenzione degli espositori concentrata sul prossimo fine settimana.
La vicenda introduce un elemento di incertezza in una stagione nella quale Parigi sta rafforzando la propria centralità nel sistema internazionale dell'arte. Dopo gli investimenti delle grandi gallerie, la crescita delle fiere e l'intensificarsi delle attività istituzionali, la capitale francese si trova oggi a confrontarsi con le conseguenze di un clima sociale particolarmente teso. La giornata di sabato sarà un banco di prova tanto per la gestione della sicurezza quanto per la capacità del mercato dell'arte di mantenere la propria attività in una città attraversata da forti tensioni. La chiusura del Grand Palais, per ora, resta soltanto un'ipotesi. Ma la preoccupazione per le possibili conseguenze delle proteste è già entrata nella settimana di Art Basel Paris.
Sophie Seydoux
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